Gli arredi lignei della Basilica di San Lorenzo a Milano

di Andrea Bardelli


    Pubblicato il 1 sett. 2011
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Non è una novità che per la Basilica di San Lorenzo, come per la maggior parte delle chiese milanesi, la letteratura storico artistica tenda a ignorare quasi del tutto gli arredi lignei. Sebbene l’importanza della Basilica sia legata ad altri aspetti della storia dell’arte, riguardo ai quali la letteratura è invece giustamente feconda, essa contiene alcune opere lignee degne di essere menzionate.
Innanzi tutto il coro, arricchito da un bassorilievo ligneo raffigurante la Vergine e completato da un imponente leggio. Si dice che sia opera di Siro Zanella, realizzata attorno al 1686 sulla base di un’idea di Carlo Garavaglia.
Siro Zanella (Pavia ? – Pavia 1724 circa) è uno scultore noto soprattutto per la gigantesca statua di San Carlo ad Arona, progettata da Giovanni Battista Crespi detto il Cerano e inaugurata nel 1689, per la quale lo Zanella firma il contratto, in data 25 luglio 1693, insieme a Bernardo Falcone (scultore in marmo e bronzo e stuccatore ticinese di Bissone). Sempre per i Borromeo, Zanella esegue altri lavori, quali sei grandi telamoni in legno e stucco dipinto che sembrano sostenere la volta della sala del Trono nel palazzo dell’Isola Bella.
Come intagliatore in legno, il suo nome viene riferito in modo generico, insieme a quello di altre grandi personalità come Virgilio Del Conte, i Taurini e lo stesso Carlo Garavaglia, a proposito di alcune sculture che si conservano nel museo della Basilica di Sant’Eustorgio.
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Milano, san Lorenzo,
particolari del coro


 
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Milano, san Lorenzo, particolari
della panca presbiteriale


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La più ragguardevole opera lignea che gli viene attribuita è il “pulpito ligneo scultoreo del Duomo di Pavia (1672), intagliato con scene della vita di San Siro e sorretto da dodici statue colossali, a tutto tondo, raffiguranti dodici apostoli, da annoverarsi tra i capolavori della stagione barocca lombarda” (Cesari 2006). E’ probabilmente che sia proprio questo lavoro ad aver generato l’attribuzione a Zanella del coro laurenziano, circostanza questa bisognosa di altre e più approfondite conferme. Che il progetto del coro sia di Carlo Garvaglia potrebbe essere giustificato dalla presenza dello stesso in San Lorenzo per la realizzazione (ideazione ?) dell’altar maggiore marmoreo e dell’urna argentea di Sant’Aquino.
Il curriculum di Carlo Garavaglia (Cuggiono, 16 aprile 1617 - Milano, 17 settembre 1663) come scultore e intagliatore in legno è assai ricco e annovera, oltre al suo capolavoro, il coro dell’abbazia di Chiaravalle, numerosi lavori per varie chiese sia a Milano, sia nei dintorni.
Al coro si aggiunge una splendida panca presbiteriale intagliata e traforata a giorno collocata “in cornu epistolae”. Le ultime due opere lignee da segnalare sono due confessionali databili alla seconda metà del Seicento che formano virtualmente una coppia, ai quali se ne aggiunge un terzo di qualità più modesta e di epoca successiva.
I due confessionali presentano un apparato decorativo caratterizzato da intagliati con motivi fitomorfi e teste di putti di notevole realismo, secondo un gusto che trova riscontro in numerose chiese milanesi e che solo attraverso approfonditi confronti sarà possibile attribuire ad un determinato ambito artistico

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Milano, san Lorenzo,
confessionale

 
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Milano, san Lorenzo,
particolare di un confessionale


     
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