Bronzetti patriottici
di Bruno Ronzetti


Pubblicato il 1 giu. 2013
 

All'indomani dell'Unità d'Italia, risolta definitivamente la questione romana e insediatasi stabilmente la monarchia sabauda, il Paese sente il bisogno di creare dei miti che esprimano una cultura condivisa a livello nazionale. In questo processo la scultura assume un ruolo importante ed ecco quindi le piazze popolarsi di statue di personaggi illustri. Non solo i rappresentanti della casa regnante e gli eroi della lotta risorgimentale, Garibaldi tra tutti, ma anche i grandi italiani di tutti i tempi. Tanto lavoro quindi per gli scultori. Ai più fortunati spettano le commesse più importanti, ma è tutto il settore a beneficiarne.  Gli autori della grande statuaria civile, così come dei monumenti funebri, erano spesso gli stessi artisti che eseguivano i figurini in bronzo comunemente definiti bronzetti.
Inevitabile quindi che, accanto a ritratti, scene domestiche, rappresentazioni di genere, copie dall'antico, rappresentazioni di denuncia sociale e quant'altro, trovino spazio anche le immagini tridimensionali degli eroi del Risorgimento e di alcuni episodi salienti della stessa epoca, esattamente come avveniva nella pittura patriottica.
Vittorio Emanuele II è uno dei soggetti più rappresentati, talvolta nei panni più famigliari di cacciatore. E' curioso che lo stesso soggetto sia stato eseguito in posa pressoché identica da due scultori: Antonio Pandiani e Augusto Rivalta, e che quest'ultimo ne abbia prodotto anche un altro esemplare con poche varianti (Foto 1).

Foto 1 - Augusto Rivalta (1835-1925),Vittorio Emanuele II, h. 48


Nonostante la somiglianza, il bronzetto firmato dall'ignoto scultore che si firma Menecarelli (Foto 2) non rappresenta Mazzini, ma viene indicato talvolta come “Ritratto di magistrato”, in altre occasioni come “Ritratto di Torquato Tasso”, quale probabilmente è, costituendo un esempio di quella agiografia scolpita dei grandi italiani - di cui Dante è un esempio emblematico - che, pur non avendo partecipato al Risorgimento,  ne sono identificati come padri spirituali.

Foto 2 - Bronzetto raffigurante Torquato Tasso o Magistrato, firmato “Menecarelli”, h. 26


La ritrattistica in bronzo non gratifica solo i vincitori. E' datato 1876 un bellissimo bronzetto di Raffaello Pagliaccetti  dedicato a Pio XIX (Foto 3), il quale nel 1848 ebbe un atteggiamento favorevole al movimento patriottico italiano, presto però rinnegato fino alla presa di Roma nel 1870.

Foto 3 - Raffaello Pagliaccetti (1839-1900), Pio IX, 1876, h. 30


Ma anche un anonimo soldato può meritarsi di essere effigiato in un bronzetto a uso domestico, come lo splendido figurino di artigliere di provenienza torinese e di genere assolutamente ottocentesco, anche se datato agli inizi del Novecento (Foto 4).

Foto 4 - Bronzetto raffigurante artigliere, h. 60, Torino inizi XX secolo

Tra i maggiori interpreti di quest'arte particolare era Stanislao Grimaldi del Poggetto, pittore legato alla corte Sabauda, ma anche ideatore di bronzetti di soggetto militare come il Cavalleggero (Foto 5) che si trova al museo storico dell'Arma di Cavalleria a Pinerolo (To). Egli è certamente meno noto di Paolo Troubetzkoy i cui soldati a cavallo sono famosi – e imitati - quasi quanto le sue ballerine. Considerata l'ultima guerra risorgimentale, anche la Prima Guerra Mondiale non ha mancato di fornire spunti agli scultori.
Foto 5 - Stanislao Grimaldi del Poggetto (1825-1903), Il Cavalleggero, Pinerolo (To), museo storico dell'Arma di Cavalleria


Nella tradizione ottocentesca, una nuova leva di artisti come Pietro Canonica si specializza in monumenti militari. Questo splendido lanciere (Figura 6) costituisce un bozzetto per il grande monumento ai Cavalieri d'Italia posto in piazza castello a Torino.

Foto 6 - Pietro Canonica (1868-1959), Lanciere di Montebello, h. 53, inizi XX secolo
 
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