Turismo d'arte

Caravaggio e i suoi maestri

      Pubblicato il 3 sett. 2012

 

L'attenzione mai sopita in questi ultimi tempi per Caravaggio ha subito un sussulto per la presunta scoperta, da parte di due studiosi, di circa 100 suoi disegni provenienti dal fondo Peterzano presso il Castello Sforzesco di Milano. La questione è molto controversa, anche se prende sempre più corpo la tesi di una “bufala” estiva.

Simone Peterzano (1540-1596) è stato il maestro di Caravaggio, ma il celebre Michelangelo Merisi deve una certa riconoscenza almeno a due altri artisti e in particolare a due dipinti che si conservano in altrettante chiese di Milano.

Questa breve nota non vuole in alcun modo fornire un contributo critico ai due dipinti in questione, dal momento che essi sono ampiamente noti agli studiosi e più volte commentati in chiave “caravaggesca”, ma vuole fornire un semplice spunto e segnalare due opere poco note, degne di essere riscoperte e ammirate (verificare gli orari di apertura delle chiese, soprattutto se ci si va apposta).

 
Antonio Campi, Santa Caterina in carcere riceve la visita dell'imperatrice (1584), Milano, sant'Angelo.
   
Michelangelo Merisi detto Caravaggio, La decollazione del Battista, La Valletta (Malta), cattedrale di san Giovanni.
 


Il primo debito consistente di Caravaggio è nei confronti del pittore cremonese Antonio Campi (1524-1587) e del dipinto raffigurante la visita in carcere dell'Imperatrice Augusta (inizi IV secolo) a Santa Caterina (firmato e datato 1584), che si trova nella chiesa francescana di Santa Maria degli Angeli, meglio nota sant'Angelo in via Moscova.
Avvertiamo che il dipinto si trova sulla parete sinistra della prima cappella a destra che è buia e chiusa da una cancellata; per vederlo decentemente bisogna farsi almeno accendere la luce.


Nella stessa chiesa, come indizio del fatto che Caravaggio abbia conosciuto il dipinto, troviamo anche alcune opere di Peterzano. D'altro canto la critica, a cominciare da Roberto Longhi, ha sempre indicato questo dipinto come una delle fonti di ispirazione del giovane Caravaggio per quanto riguarda l'effetto della luce. Basta pensare a La decollazione del Battista (1608) a La Valletta dove compare la stessa grata.

Il secondo riferimento è alla Caduta di Saulo da cavallo di Alessandro Bonvicino, detto Moretto (1498 ca.-1554), dipinto attorno al 1540, che si trova in S.M. dei Miracoli, altrimenti nota come Santa Maria presso san Celso in corso Italia, sempre a Milano.

Inevitabile pensare che il possente cavallo abbia influenzato Caravaggio nell'atto di dipingere a Roma lo stesso soggetto, ossia La conversione di Saulo per la chiesa di Santa Maria del Popolo (1601) e quella di palazzo Odescalchi che l'aveva di poco preceduta in ordine di tempo (1600-1601).

 
 
Alessandro Bonvicino detto Moretto, Caduta di Saulo da cavallo, Milano, Santa Maria presso san Satiro
   
Michelangelo Merisi detto Caravaggio, La conversione di Saulo, Roma, Santa Maria del Popolo.
 
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