Appunti sugli arredi lignei della chiesa di S.Maria alla porta a Milano

di Andrea Bardelli

Pubblicato il 1 lug. 2012  
   

La chiesa di S. Maria alla Porta, attualmente affidata alla comunità polacca di Milano, contiene pregevoli arredi lignei ed è all'esame di alcuni di questi che dedichiamo queste annotazioni. L'opera più interessante è forse il coro in cui si susseguono elementi strutturali (pilastri e paraste) e decorativi (formelle mistilinee) che sembrano tratte dallo stesso repertorio al quale possono aver attinto i costruttori di mobili, segnatamente ribalte e trumò, attorno alla metà del Settecento (Figura 1).
Secondo alcune fonti, ne sarebbero gli autori, attorno al 1770, Lorenzo Taverna e Giovanni Antonio Piantanida, dei quali non si hanno notizie. Poiché i due cognomi sono quelli di due importanti famiglie, sorge da più parti il dubbio che si tratti non degli artefici, ma dei finanziatori. Sfuggirebbe così l'occasione di affiancare due nomi di artefici a tanta produzione di mobilia fino a oggi quasi del tutto anonima.
Tuttavia, Giovanni Antonio Piantanida potrebbe essere identificato nel Piantanida il quale, tra il 1765 e il 1766, risulta pagare depositi per maestranze all’università dei falegnami (http://www.antiqua.mi.it/falegnami_milano.htm). Degna di nota è anche la sagrestia, a cominciare dalla porta settecentesca in noce decorata all'esterno da una serie di formelle intagliate e, all'interno, da quattro formelle intagliate raffiguranti soggetti allegorici (Figura 2).

 
 
 
Fig. 1
   
Fig. 2
     


All'interno troviamo un grande banco intagliato che, secondo alcune fonti, sarebbe stato eseguito nel 1671, sulla base di un disegno dell'architetto Gerolamo Quadrio del 1671, da un certo Giuseppe Balanzio per la struttura e da un altrettanto sconosciuto Federico Andreotti per la decorazione. Il realtà l'esecuzione riecheggia lo stile dei Taurini e dei Garavaglia e lo stesso dicasi per la cornice che si trova di fronte, entro cui è collocato un bel dipinto di Camillo Procaccini raffigurante L'Adorazione dei Magi. L'arredo della sagrestia è completato da un armadio barocco a due ante a patina scura con lesene scanalate e piedi intagliati con al centro una conchiglia. Non vi è invece traccia della “credenza con la Disputa di Gesù nel paliotto e il Padre Eterno” citata in una fonte del 1950. Altri arredi minori si trovano nella stessa sagrestia e in alcuni ambienti adiacenti ai quali si accede attraverso quattro belle porte settecentesche in noce con lo stipite in marmo.
All'interno della chiesa si trovano numerosi altri arredi (databili al XVIII e XIX secolo), come i quattro confessionali, alcuni inginocchiatoi e diversi sedili, non tutti in buone condizioni (Figura 3). Nel sotterraneo, troviamo in stato di abbandono una sedia a rocchetto tipicamente lombarda databile al XVII secolo.
Sappiamo dai documenti che molti arredi sono andati perduti, non solo la credenza che si trovava in sagrestia (di cui sopra), ma anche il baldacchino per l'altar maggiore, la bussola con relativa cantoria e alcuni intagli per la cappella del crocifisso, tutti lavori per i quali vengono fatti i nomi di vari membri della famiglia Quadrio. Lo stesso dicasi per l'altar maggiore ligneo (sostituito dall'attuale nel 1764 circa) con il suo tabernacolo eseguito nel 1666 da Giuseppe Garavaglia, figlio del più noto Carlo morto nel 1663.
Tra le opere che ancora si conservano nella chiesa, possiamo ammirare su una parete laterale un pagliotto in legno intagliato e dorato che meriterebbe di essere accuratamente studiato; raffigura al centro una Madonna con Bambino e cherubini, contornati da fregi fantasiosi di gusto Luigi XIV (Figura 4)

Fig. 3
Fig. 4
Sulla stessa parete, appoggiati precariamente su due mensoloni in legno intagliato e dorato troviamo una B.V. del Rosario e un sant'Antonio da Padova genuflesso su un inginocchiatoio dorato in miniatura, bellissimo esempio di scultura sacra settecentesca (Figura 5).
Altrettanto interessante è una coppia di angeli di legno intagliato e dorato, inginocchiati su una nuvola argentata che regge il SS. Sacramento (Figura 6).
Il gruppo è collocato sulla balaustra prospiciente l’altar maggiore e si può confrontare con una coppia simile, adibita alla stessa funzione, che si trova in Santa Maria della Passione a Milano.
Fig. 5
Fig. 6
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