Un'insolita crocefissione in ambito protestante
di Pietro Ruga

        Pubblicato il 1 apr. 2013
           

In questa splendida incisione si vede in primo piano il Cristo crocifisso e sullo sfondo una Gerusalemme turrita e fortificata, resa con un certo realismo, con tanto di persone affaccendate che ignorano quanto sta accadendo sull'altura in primo piano. Ai piedi della Croce giace un uomo seminudo, evidentemente esausto, colpito da veri e propri getti di sangue che fuoriescono dalle ferite inflitte al corpo di Cristo. Prima di tentare di decifrare quest'immagine abbastanza insolita, almeno per quanto riguarda l'iconografia tradizionale, proviamo a tradurre la scritta latina che compare in calce:

SUFFICT HANC UNUS, CRUCIARIA VICTIMAM CHRISTUS, SAUCIA LUSTRALI MEMBRA CRUORE LAVANS

1. Maarten van Heemskerck, Crocifissione, incisione cm. 20 x 24,5 (bordi rifilati), 1565.

La traduzione si presenta di per sé complessa, poiché la frase, così com'è, non dà senso: sufficit ha bisogno di un soggetto al nominativo e i due accusativi hanc e victimam sono impropri.
L'iscrizione è in metrica: un distico elegiaco, formato da un esametro (da sufficit a Christus) e un pentametro (da saucia a lavans). Nell'esametro si vede subito che victimam non può stare per motivi metrici: ci vuole victima (che ricostituisce il necessario nominativo). Di conseguenza bisogna correggere anche l'altro accusativo improprio: hanc.
Sarebbe quindi più corretta la seguente: sufficit haec unus cruciaria victima Christus / saucia lustrali membra cruore lavans.
Ossia: BASTA IL SOLO CRISTO (sufficit unus Christus) COME VITTIMA CROCIFISSA (cruciaria victima) CHE LAVA LE MEMBRA FERITE CON SANGUE LUSTRALE.
Se ne può dedurre che chi ha copiato l'iscrizione ha trascritto forse un testo con abbreviazioni senza averlo inteso perfettamente; la confusione tra desinenze del nominativo e dell'accusativo è molto facile, perché l'accusativo in scrittura corsiva si segnava semplicemente mettendo una lineetta orizzontale sopra la vocale.

Detto questo, però, l'identificazione del personaggio ai piedi della Croce non è immediata.
Potrebbe trattarsi di Adamo e l'immagine dovrebbe riferirsi alla funzione salvifica del sangue di Cristo che rigenera il cranio di Adamo collocato ai piedi della Croce, così che Adamo viene sciolto dal suo peccato dal sangue del “novello Adamo”, ossia Cristo (Il primo uomo tratto dalla terra è di terra, il secondo uomo viene dal cielo, Prima Lettera di san Paolo ai Corinti 15, 47).

Tuttavia, il cranio di Adamo compare nettamente accanto alla figura ad indicarci che essa non impersona il progenitore, bensì l'umanità peccatrice.
Il tutto diventa comprensibile se lo si inserisce nel contesto della religione protestante. Innanzi tutto si osservi che il sangue di Cristo colpisce l'uomo direttamente, secondo una tipica iconografia di ambito protestante, il che significa senza mediazione da parte della Chiesa, la cui funzione viene messa ampiamente in discussione proprio dalla Riforma.
Inoltre, secondo la dottrina protestante, il peccato originale - in questo senso va forse inteso il riferimento ad Adamo - avrebbe privato l'uomo del libero arbitrio e solo Dio è in grado di decidere la salvezza dell'uomo. L'uomo peccatore è un uomo stremato dall'impossibilità di accedere in modo autonomo alla salvezza e le sue membra si dicono ferite in quanto “offese” dal peccato originale.
Ma ecco che il sangue lustrale di Cristo colpisce le membra dell'uomo ormai moribondo, una per una - si noti lo zampillo di sangue che mette in contatto singole parti del corpo di Cristo, mani, piedi, costato, con identiche parti nell'uomo - e lo salva. Si potrebbe parlare di “trasfusione” senza tema di essere accusati di essere irriverenti.

Con ogni probabilità quindi, protestante doveva essere anche l'autore di quest'opera che è possibile identificare nel pittore olandese Martens von Heemskerck (o Marten Jacobszoon Heemskerk van Veen; Heemskerk, 1498 – Haarlem, 1 ottobre 1574). A destra in basso, subito sopra la scritta latina se ne legge la firma e la data: HMeemskerck Inv. / HM...L. Fe. 1565 (la H e la M sono sovrapposte). L'ultima parte della scritta non è di facile comprensione, ma tutto lascia credere che egli sia allo stesso tempo l'ideatore della scena (Inv. = invenit) e l'incisore (Fe. = fecit). Martens von Heemskerck fu autore di ritratti, di scene religiose e mitologiche, ma si dedicò con splendidi risultati anche al disegno e all'arte grafica, traendo molti soggetti dallo studio dei monumenti antichi.

2. Ritratto di Martens von Heemskerck di Edme de Boulonois (16??-16??), illustrazione tratta da Isaac Bullart, Académie des sciences et des arts,
contenant les vies et les éloges historiques des hommes illustres qui ont excellé en ces professions depuis environ quatre siècles
parmy diverses nations de l'Europe
, F. Foppens, Bruxelles, 1682.

Per notizie su Maarten van Heemskerck: http://it.wikipedia.org/wiki/Maarten_van_Heemskerck

Per la traduzione della scritta in latino e i relativi commenti si ringrazia la prof.ssa Isabella Gualandri, già Ordinario di Letteratura latina presso l'Università degli Studi di Milano.
L'interpretazione della scena e dei personaggi si deve alle discussioni con Mons. Eros Monti, Direttore di Villa Cagnola (Gazzada, Va)

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