Placchetta in bronzo dell'Annunciazione
di Attilio Troncavini

 
 

Questa placchetta raffigurante l'Annunciazione (Figura 1), in collezione privata milanese, trova  confronto in quella facente parte del Museo Amedeo Lia di La Spezia (cm 12,2x8,2, Inv. Bp10). Quest'ultima, proveniente dal mercato antiquario, viene attribuita a scuola italiana del XVII/XVIII secolo e così descritta: “Bronzetto [sic] con retro lasciato grezzo, forse un calco da un originale in metallo sbalzato, soprattutto a giudicare dalla stilizzazione delle nuvole: potrebbe pertanto essere l'unico esemplare esistente del rilievo. La figurazione potrebbe derivare da un dipinto o da un'incisione” (Nota 1).

L'affermazione che si tratti di un esemplare unico è smentita dall'esistenza di quella che qui presentiamo e dalla presenza di un esemplare in bronzo dorato nella collezione Imbert (cm 13 x 8), identificato come manufatto di scuola romana del XVIII secolo (Nota 2).

Tuttavia, è la ricerca di una precisa fonte iconografica ad aver costituito una sorta di cruccio che mi ha accompagnato per diversi anni.

Il tema dell'Annunciazione con l'Angelo Gabriele che appare alla Vergine inginocchiata su un inginocchiatoio, in un tripudio di nubi e angioletti che irrompono nella stanza, è già svolto dalla pittura attorno alla metà del Cinquecento, soprattutto in ambito veneto.

Troviamo però il riferimento più puntuale per la nostra placchetta nel dipinto di Agostino Carracci databile alla fine del Cinquecento che si trova al Louvre (Figura 2).
Corrisponde, in particolare, l'angelo inginocchiato su una grossa nuvola a livello del terreno, mentre alza al cielo il braccio sinistro. E' certo il successo di questa interpretazione da parte del Carracci del celebre soggetto, testimoniato dalle tante versioni fornite da diversi pittori più o meno riconducibili al suo ambito.

Il dipinto di Carracci non costituisce un modello esatto per la placchetta, tuttavia, tra i tanti dipinti selezionati come termine di confronto, era stato identificato come la fonte di ispirazione più diretta. Altre versioni dello stesso soggetto, infatti, eseguite da tanti pittori prima e dopo Carracci  mostrano, ad esempio, l'angelo che alza al cielo il braccio destro e una presenza meno esuberante delle nuvole.

La ricerca di un prototipo è però proseguita e ci ha consentito di identificare pressoché le stesse figure della placchetta, in posizioni quasi identiche, nelle figure di un piccolo dipinto facente parte della serie dei Misteri del Rosario (il primo di 15), eseguita da un non meglio identificato pittore emiliano della seconda metà del XVIII per la parrocchiale di Moglia nel Mantovano (Figura 3).

Quest'opera è di fattura così modesta da escludere che si possa trattare di un prototipo.

La conclusione che possiamo trarre è la seguente: l'autore della placchetta e quello del dipinto di Moglia, avendo operato in luoghi (e forse in tempi) diversi, anche se non di molto, non possono essersi entrambe autonomamente e liberamente ispirati al dipinto di Carracci, ma devono aver basato le loro realizzazioni su un modello ancora da identificare, forse un'Annunciazione andata perduta, dipinta da uno dei Carracci o da un loro epigono.

Concludiamo questo contributo con una alcune curiosità che testimoniano l'importanza e la persistenza di questo soggetto nella versione di cui stiamo discutendo.
Lo troviamo rappresentato, ad esempio, in una placca in marmo passata sul mercato antiquario (Figura 4).
Addirittura, in un bronzetto dallo scultore bronzista Corneille Van Cléve che raffigura Bacco e Arianna possiamo riconoscere dalla postura  l'arcangelo Gabriele nella figura maschile, (Figura 5).

Note
1. Avery Charles, La Spezia. Museo Civico Amedeo Lia. Sculture, bronzetti, placchette, medaglie, Fondazione CR La Spezia, Cinisello B. (Mi)1988, p. 284 n. 204.
2. Imbert-Morazzoni, Placchette italiane. Secolo XV-XIX, Alfieri, Milano (1941), tav. XXIX n. 2.

 

4. Annunciazione, placca in marmo, diam. cm 41, Italia settentrionale, probabilmente Veneto, XVII-XVIII secolo, Sotheby's, asta Romano ottobre 2009 n. 190.
5. Corneille Van Cléve, Bacco e Arianna [?], 1703-4 (Aldina Tavella, Antiquariato, maggio 2010 p. 28 e 29 sulla mostra delle opere della collezione di Peter Martino alla Wallace Collection di Londra).
 
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Pubblicato il 1 feb. 2013
 
1. Placchetta in bronzo raffigurante L'Annunciazione, cm 9,7x7, Italia settentrionale, XVII-XVIII sec., Milano, collezione privata.
Bibliografia: Bronzi artistici, decorativi d'uso, ADV, Milano s.d., p. 47
(ivi identificata tout court come opera del XVII secolo).
2. Agostino Carracci (1560-1609), Annunciazione, 1593-96, Parigi, Louvre (L'immagine è tratta da T. C. Mineo, Il più bel sì,
Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2012, p.164).

3. Annunciazione, olio su tela cm 30 x 27, pittore emiliano della seconda metà del XVIII secolo, Moglia (Mn) (AAVV, Beni artistici nell'Oltrepo Mantovano, CR Mirandola, 1992, p. 98).