Rara placchetta con l'adorazione dei Magi

      Pubblicato il 3 dic. 2012
       

Da questo mese inizia una collaborazione con  Villa Cagnola di Gazzada (Va) di cui presenteremo alcuni oggetti facenti parte della sua prestigiosa Collezione.

La placchetta in bronzo dorato raffigurante l'Adorazione dei Magi [Figura 1] è una delle tre che si possono attualmente vedere esposte nelle sale aperte al pubblico, ma appartiene a una raccolta di 50 esemplari, tutt'ora facenti parte della Collezione, di cui costituivano una sezione importante.
Nella più recente monografia dedicata alle Arti Decorative della Collezione, Mario Scalini la attribuisce ad ignoto artefice dell'Italia settentrionale della fine del XVII secolo, ritenendola destinata ad uso di “pace”, ossia una placchetta, in genere dotata sul retro di apposita maniglia, che il sacerdote presentava ai fedeli da baciare prima di distribuire la comunione in sostituzione del bacio di pace.
La visione del retro [Figura 2] ci consente subito di rettificare quanto sopra: le figure si presentano incavate e non vi è traccia di alcuna maniglia che era applicata a una superficie piatta e liscia. E' improbabile che la nostra placchetta potesse essere inserita entro una cornice chiusa sul retro, alla quale potesse essere applicata la maniglia, perché ne risulterebbero dimensioni extra norma. Non si tratta quindi di una “pace” bensì di una placchetta ad uso devozionale privato.

Fig. 1 Placchetta raffigurante Adorazione dei Magi, bronzo dorato, cm. 15x12, Italia settentrionale [?], fine del XVII secolo.

Bibliografia: AAVV, La Collezione Cagnola. Le arti decorative, Nomos, Busto A. (Va) 1999, p. 107 n. 96. R.P.Ciardi, La Raccolta Cagnola, Ed di. Comunità, Ivrea 1965, p. 122 n. 215 (ill. p. 123). (foto Vivi Papi, Varese, 1996 cod. 113-96-5).

Fig. 2 - Placchetta, retro.

Per il resto, lo stesso autore rimanda  alla precedente monografia scritta nel 1965 dal Ciardi, il quale dichiara di ignorare altri esemplari di questa placchetta e la attribuisce  ad un artefice dell'Italia settentrionale o della Germania meridionale “... per certe ridondanze del ductus incisorio, per l'amore alle occasioni pretestuali accolte e fissate in clausole calligrafiche … per il tono mosso, luminoso e vibrante del paesaggio, dei panneggi ...” .
La prima affermazione, ossia che si tratti di un esemplare pressoché unico, è stata certamente supportata dall'esame della letteratura in argomento che era, all'epoca, già perfettamente esaustiva. Anzi possiamo dire che l'interesse verso placchette e bronzetti è stata massimo proprio tra la fine dell'Ottocento e la seconda guerra mondiale, soprattutto a opera di studiosi di lingua tedesca.
Inoltre, una ricerca svolta sulla letteratura più recente – costituita, in mancanza di studi monografici, da cataloghi di collezioni pubbliche o private e di mostre, cui si affiancano alcuni cataloghi d'asta – ne ha confermato la rarità assoluta.
Per quanto riguarda epoca e provenienza, in assenza di  riferimenti puntuali, a quanto dedotto dal Ciardi su base stilistica possiamo aggiungere alcune considerazioni di carattere iconografico.
L'idea del lungo corteo di persone a animali che si snoda dietro i Magi, dei quali il primo anziano e genuflesso, risale alla celebre pala di Gentile da Fabriano agli Uffizi (1423) d'impianto ancora fortemente goticheggiante. Per trovare il medesimo contesto architettonico riscontrabile nella placchetta Cagnola e una più decisa presenza dei cammelli che protendono il lungo collo, ci spostiamo di circa un secolo con il dipinto di Palma il Vecchio (1525), proveniente dalla chiesa veneziana di sant'Elena in Isola, giunto a Brera nel 1811 a seguito delle spoliazioni napoleoniche [Figura 3]. Nello stesso anno (1525) Bernardino Luini rappresenta l'Adorazione dei Magi negli affreschi del Santuario della Beata Vergine a Saronno, dove però le strutture architettoniche cedono il passo a una vera e propria capanna con il tetto di paglia in un contesto più naturalistico [Figura 4].

Fig. - 3 Palma il Vecchio, Adorazione dei Magi (1525), Milano,
Pinacoteca di Brera.

Fig. - 4 Bernardino Luini, Adorazione dei Magi (1525), Saronno, B.V. Dei Miracoli.

Lo stesso soggetto viene ripreso nella seconda metà del Cinquecento, ad esempio dai Campi, Antonio e Bernardino in varie versioni; citiamo l'Adorazione di Bernardino Campi del 1576 nella chiesa di Santa Maria della Croce a Crema [Figura 5].
Questi riferimenti potrebbero bastare a suffragare la provenienza dall'Italia settentrionale, non mancano tuttavia esempi di  pittori fiamminghi, ancorché attivi anche in Italia come Calvaert, che si sono cimentati con simili realizzazioni di questo soggetto [Figura 6].
E' proprio alla fine del XVI secolo che saremmo tentati di datare la nostra placchetta. Non si comprende quindi, in quando non adeguatamente giustificata né da Ciardi né da Scalini, una datazione così bassa. La datazione alla fine del XVII secolo sembra poco consona a un epoca in cui il soggetto dell'Adorazione dei Magi veniva rappresentato secondo stilemi diversi, propri del Barocco, a meno che la placchetta non sia una mera riproduzione tardiva di un modello più antico di cui si sono perse le tracce.

Fig. - 5 Campi Bernardino, Adorazione dei Magi (1576),
Crema, S.M. della Croce.
Fig. - 6 Calvaert Denis, Adorazione dei Magi (fine XVI secolo),
Bologna, Collezione Credito Emiliano.

Info
La Raccolta Museale di Villa Cagnola è aperta il mercoledì e il venerdì dalle h. 11.00 alle h. 16.00 e ogni ultima domenica del mese alle h. 16.00. Per prenotazioni telefonare al numero 0332 46 13 04, attivo 7 giorni su 7, 24h/24 (la prenotazione è necessaria). Villa Cagnola si trova in Via Guido Cagnola, 17/19 - 21045 Gazzada Schianno (VA) È a soli 2 km di distanza dall’uscita autostradale di Gazzada Schianno (provenendo da Milano/Gallarate), ed è comodamente raggiungibile con treni FS, fermata Gazzada Schianno, da qui la Villa dista soli 5 minuti a piedi.

© riproduzione riservata