Pubblicato il 1 nov. 2012
 

Morti sul lavoro: 1474, Riccardo di San Floriano

Trattando di artefici del legno, in occasione del mese in cui si festeggia la ricorrenza dei Morti, ci è sembrato doveroso richiamare la questione, purtroppo drammaticamente attuale, dei caduti sul lavoro, citando un episodio accaduto a Milano nel XV secolo.

Il protagonista è un certo Riccardo da S. Floriano, “magister a lignamine” ossia falegname presso la Veneranda fabbrica del Duomo di Milano.
Nel 1891 lo storico Emilio Motta, riferisce che egli sia morto il 6 maggio 1474, cinquantenne, cadendo dall’alto, presumibilmente quindi da qualche impalcatura (Emilio Motta, Morti a Milano dal 1452 al 1552, Archivio Storico Lombardo 1891/1, p. 241).

Di questo artefice si hanno altre scarne notizie da Vincenzo Forcella, un altro storico ottocentesco, che riprende il Motta aggiungendo però che, nel 1473, quindi un anno prima dell'incidente, Riccardo da S. Fiorano o Floriano prende parte, in compagnia di Lazzaro Reclosio (detto anche Regrosso e de Reclausus), all'ornamento a intaglio del capocielo della chiesa (definita “cappella”) di san Celso “pel quale vennero intagliate eziandio moltissime stelle di legno, messe poi a oro”.

Non possiamo escludere che i due abbiano potuto metter mano anche ai battenti lignei del portale di San Celso, eseguiti nel 1454 (Riccardo da S. Floriano sarebbe stato allora trentenne), giudicati “rarissima testimonianza della scultura lignea lombarda della metà del Quattrocento ... rimandano a una cultura figurativa avanzata e sensibile alla logica toscana di Masolino, così da distinguersi dalla moda goticheggiante e cortese in voga (proprio nel sesto decennio del Quattrocento) alla corte di Francesco Sforza” (M.T.Fiorio, Le chiese di Milano, Electa, Milano, 2006, p. 332).

Anche il Reclosio era in qualche modo legato alla Fabbrica del Duomo perché, negli anni 1465 e 1466, esegue lavori d'intaglio sull'organo insieme ad altri artefici (Vincenzo Forcella, Intarsiatori e scultori di legno che lavorano nelle chiese di Milano, Milano1895, ristampa anastatica Forni, Bologna 1974, p. 21). Si tratta quasi certamente dell'organo di Bernardo d'Allemagna, voluto da Francesco Sforza (1401-1466) per il braccio meridionale del transetto, iniziato nel 1463 e inaugurato proprio nel 1466.