La tecnica artistica, la storia e il mercato del cloisonné realizzato in Giappone (III e fine)
di Luca Piatti

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Durante l'epoca Meiji, gli smalti più belli e rappresentativi furono prodotti fra il 1880 e il 1900, periodo in cui questa tecnica artistica, in Giappone, raggiunse il suo apice. Prima del 1880 gli smalti erano grezzi, il filo di contorno delle celle era molto evidente. Pezzi di qualità possono presentarsi, ma il decoro è sempre ripetitivo, influenzato dalla produzione tessile, che si palesa nell'ampio ricorso a motivi decorativi di forma romboidale e più in generale geometrica. Queste caratteristiche rendono questi oggetti poco attraenti e, di conseguenza, poco appetibili sul mercato.

Di contro la produzione realizzata fra il 1880 e il 1900, coincide con il periodo migliore, l'età dell'oro degli smalti, caratterizzata da un notevole mutamento degli stili decorativi, con una realizzazione più realistica del soggetto, permesso dalle maggiori competenze tecniche che consentirono di realizzare i piccoli particolari del decoro. Con questo nuovo progresso della tecnica furono dipinti paesaggi e composizioni di fiori, foglie e insetti. Nel caso delle coppie di vasi, può succedere che i due decori si continuino e il soggetto decorativo si componga di due parti suddivise e complementari, una similitudine con le Ukiyo-e, dove il soggetto era espanso su più fogli.

Dalla fine degli Ottanta del ventesimo secolo si assiste ad un accresciuto interesse per le opere d'arte prodotte durante il periodo Meiji, tendenza confermata anche nel presente. Oggetti prodotti in questo lasso di tempo, da molti conoscitori e collezionisti guardato con distacco, possono raggiungere quotazioni pari all'arte giapponese tradizionale, da tempo consolidata nel mercato. Questa affermazione, valida in generale, è ben adatta per i cloisonné, unica espressione artistica giapponese ad aver raggiunto la perfezione tecnica ed estetica durante il periodo Meiji. Prima dell'epoca Meiji i cloisonné vivono una storia particolare, tanto da poter affermare che, in Giappone, questa tecnica fu scoperta due volte.

I primi closionné realizzati in Giappone furono opera di Hirata Donin. Prodotti attorno ai primi decenni del XVII secolo, furono sempre oggetti di piccole dimensioni, come le finiture per la montatura della spada o dei medaglioni. La famiglia Hirata si specializzò in questa tecnica e produsse, per duecento anni, oggetti di decorazione sussidiaria, mai oggetti decorativi singoli. Con gli inizi dell'Ottocento le commissioni diminuirono al punto che il segreto della produzione con questa tecnica si andava perdendo, assistendo al paradosso, di una tecnica custodita così gelosamente che i discendenti persero la capacità di realizzarla, ma non il diritto ad eseguirla. Nell'Ottocento questa lavorazione era quasi scomparsa, rinacque solo dopo anni di esperimenti e fra le ragioni della rinascita bisogna annoverare l'interesse commerciale che questi prodotti avevano nei mercati europei e non tanto dalla domanda interna giapponese.

Gli inizi della riscoperta della tecnica si devono ad un samurai di nome Kaji Tsunekichi, 1802 - 1883, nato e vissuto a Nagoya. Venne a conoscenza degli oggetti con decoro a cloisonne dalla lettura di un antico testo. Non avendo mai visto oggetti smaltati, appena gli fu possibile acquistò un manufatto decorato usando questa tecnica artistica, questo avvenne nel 1832. Si dice che ruppe l'oggetto per carpirne i segreti, questo gli permise, nel 1883, di compiere, da autodidatta, i suoi primi esperimenti, dando vita a una serie di seguaci che con le loro ricerche rimisero a punto la tecnica di produzione.

 

Questa è la terza e ultima parte di un articolo già pubblicato su Pagine Zen n. 93 del settembre-dicembre 2011 (www.zenworld.it) per il quale ringraziamo l'editore.

La tecnica artistica, la storia e il mercato del cloisonné realizzato in Giappone (I)

La tecnica artistica, la storia e il mercato del cloisonné realizzato in Giappone (II)



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Pubblicato il 1 giu. 2012
 
Figura 1
Coppia di cloisonné decorati con falchi. I rapaci sono posati sui rami di un vecchio albero fiorito di susino e raffigurati nell'atto di spiccare il volo. I falchi, soggetti tratti dalla natura, poco comuni nell'arte giapponese, erano allevati e usati, dalla nobiltà giapponese, per la caccia. Gli alberi di susino erano coltivati per la bellezza dei loro fiori.
I cloisonnè sono stati prodotti in Giappone, nella città di Nagoya, in epoca Meiji, attorno al 1880
Figura 2
Coppia di cloisonné decorati con molte varietà di fiori, la maggior parte della superficie decorata è costituita sul dispiegarsi dei fiori e dei rami di una pianta di glicine, raffigurato nel momento della massima fioritura, sotto la quale si vedono diverse qualità di latri fiori, in primo piano si distinguono due iris.
I cloisonnè sono stati prodotti in Giappone, nella città di Nagoya, in epoca Meiji, attorno al 1880