La tecnica artistica, la storia e il mercato del cloisonné realizzato in Giappone (II)
di Luca Piatti

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Cloisonné è un termine generale che raggruppa molte varianti tecniche.

Il plique-à-jour è una lavorazione difficoltosa, dove il corpo metallico dell'oggetto, realizzato in rame e di piccole dimensioni, era sottoposto, dopo la smaltatura, all'azione di un acido che lo eliminava completamente per corrosione, lasciando solo gli smalti e i fili delle celle.

Questi oggetti, a causa della particolare tecnica di lavorazione che ne accentuava la trasparenza, hanno una valutazione molto elevata. Questa tecnica può essere realizzata in una sola zona dell'oggetto, per esempio la fascia centrale di un vaso, al di sopra e al di sotto della quale questo procedimento non è applicato, in questo caso abbiamo una plique-à-jour parziale. La fabbrica fondata da Ando Jubei realizzò molti oggetti con questa metodo.

Il moriage è una tecnica dove lo smalto è applicato a strati, portando alcune parti della decorazione dell'oggetto ad alto rilievo, in posizione più elevata rispetto ad altre, con questa tecnica hanno lavorato gli artisti occupati presso la Ando Jubei e Kawade Shibataro.

Smalti gin-bari, dove lo smalto traslucido è applicato interponendo al fondo un foglio metallico (di colore più chiaro) per rendere lo smalto più luminoso; anche questa tecnica può essere parziale, dove una parte del soggetto decorativo è realizzata con il metodo gin-bari e il resto della decorazione dell'oggetto è realizzato con lavorazione a smalto abituale, così lavorava Oda Tamashiro.

Musen-jippo è la tecnica più spettacolare e impegnativa, inventata e usata in prevalenza da Namikawa Sosuke. Padroneggiata solo dai migliori artisti, è caratterizzata da smalti che non presentano fili metallici, quest'ultimi vengono rimossi prima della cottura, o, se necessari, usati in modo molto accorto.

Gli oggetti smaltati prodotti da Namikawa Sosuke sono fra i più richiesti e pagati dal mercato, ma non tutti i pezzi realizzati con questa tecnica sono certamente attribuibili alla sua opera.A fini speculativi gli operatori commerciali gli riconoscono manufatti non firmati e con caratteristiche stilistiche non sempre vicine alla sua produzione. I primi oggetti realizzati con questa tecnica datano 1889.

Più comuni da vedersi, ma sempre eleganti e certo non meno affascinati, sono i cloisonnè con corpo smaltato in color blu notte e con le celle realizzate da sottilissimi fili in argento. Creati nella città di Nagoya sono caratterizzati da minute celle che realizzano dei complessi decori. I pezzi migliori furono prodotti nel laboratorio di Hayashi Kodenji o di Hayashi Kihyoe. A Nagoya, con questa tecnica, sono anche stati prodotti dei pannelli decorativi, destinati ad essere appesi, raffiguranti draghi o fenici, sempre difficili da reperire sul mercato antiquario (continua).

 

Questa è la seconda parte di un articolo già pubblicato su Pagine Zen n. 93 del settembre-dicembre 2011 (www.zenworld.it) per il quale ringraziamo l'editore.

La tecnica artistica, la storia e il mercato del cloisonné realizzato in Giappone (I)

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Pubblicato il 2 mag. 2012
 
Figura 1
Vaso con lavorazione a smalti cloisoinné, prodotto agli inizi del XX secolo, con la tecnica Musen-jippo. Il soggetto, l'airone, con il piumaggio di color bianco, è classico nell'iconografia dell'arte orientale, dove assume il significato di purezza o raffigura l'arrivo della primavera.
Figura 2
Vaso con elegante forma sferica, prodotto nell'ultimo quarto del XIX secolo, a Nagoya. Il decoro è realizzato con la tecnica dello smalto cloisonné, raffigura, nella parte superiore, vari pezzi di tessuto, accostati e disposti in modo asimmetrico, realizzati con accurata fattura e in moltissimi colori, la zona inferiore è realizzata con smalto di color blu notte.