Un inedito bouqet della bottega Bonzanigo
 

 

 

E' di recente emersa da una collezione privata milanese una piccola composizione floreale collocata all'interno di una cornice ebanizzata e protetta da un vetro leggermente bombato
(Foto 1).

Osservando il nostro bouquet più da vicino, notiamo che le foglioline sono minuziosamente intagliate in bosso, mentre la maggior parte dei fiori è realizzata con frammenti di garza, presumibilmente apprettati e successivamente dipinti.

A rendere la composizione più realistica troviamo un minuscolo insetto con la corazza verde brillante che ha tutta l'aria di essere stato vero, ossia uno di quelli che si vedono nelle collezioni degli entomologi.

Potrebbe trattarsi a prima vista di uno dei tanti quadretti decorativi che allietavano i salotti ottocenteschi, spesso intercalati a miniature entro cornici di avorio, in sintonia di gusto con alcune composizioni di fiori secchi, di dimensioni maggiori, collocate entro campane di vetro su basi ebanizzate o dorate.

Vi sono però circostanze che possono far credere che questa curiosa composizione possa provenire dall'atelier del noto ebanista Giovanni Maria Bonzanigo, nell'ambito del quale può aver costituito una sorta di “esperimento” destinato a non avere alcun seguito, dal momento che non si conoscono altri manufatti di questo genere.

La circostanza è che questo oggetto ha sempre fatto coppia con un manufatto analogo, un bouquet a microintaglio (Foto 2) che si colloca nell'ambito della produzione più nota della stessa bottega.

Le cornici non sono del tutto identiche quanto a misure, ma sono invece identiche le ghiere circolari di metallo dorato che contornano i rispettivi vetri. Entrambi provengono da una villa (Foto 3) che si trovava in località Suna, attualmente facente parte di Verbania, appartenuta ad Antonio Tognacca (Foto 4).

Questo personaggio, già funzionario della Banca Popolare di Milano, fu il primo direttore generale (dal 1874 al 1898) della Banca Popolare di Intra, fondata nel 1873.

Di lui si sa che era una persona molto facoltosa, intimo di vari artisti tra i quali lo scultore Paolo Troubetzkoy (1866-1938) e che la sua villa era splendidamente arredata con mobili, dipinti e argenti.

Alla sua morte, le sue proprietà furono ereditate dalla moglie Verga Lavinia già vedova Monti e da questa ai propri eredi che vendettero la villa attorno agli anni Venti del Novecento alla colonia Ettore Motta, inclusa la maggior parte degli arredi tranne poche cose, tra cui i due menzionati quadretti.

Riesce difficile pensare che i due quadretti non siano stati acquistati insieme e possiamo quindi ipotizzare che abbiano la medesima provenienza.

Va detto subito che una ricerca effettuata presso il museo civico di Asti ha fornito una conferma solo per il microintaglio di configurazione più tradizionale (comunicazione del dott. A. Rocco del 29 maggio 2009): “Dal confronto con gli esempi della collezione del nostro museo e quelli di collezione privata pubblicati nel catalogo del 1989, la microscultura è ascrivibile all'atelier di Bonzanigo. Nella semplice composizione, dove ricorrono il tulipano, peonie, miosotis, mughetti e margherite, la fattura appare minuziosa e non rigida rispetto ad altri esemplari dove i fiori sono fissati senza prospettiva (alla produzione di Bonzanigo rimanda anche il tipo di cornice con la battuta di metallo dorato e decorata da palmette)”.

Mentre “Per ciò che riguarda il bouquet di fiori policromi, stando alle ricerche condotte per il catalogo del 1989 non risulta che questo tipo di composizione sia stato prodotto da Bonzanigo o dal suo atelier”.

Quella da noi sollevata, oltre che un pretesto per mostrare due inediti, resta quindi solo un'ipotesi, non priva di elementi verosimili, che necessita però di nuove conferme.

 

Un sentito ringraziamento al dott. Andrea Rocco.
Il catalogo di cui si parla nel testo è: Giuseppe Maria Bonzanigo. Intagli minuto e grande decorazione, ed. Lindau, Torino 1989, a cura di C. Bertolotto e V. Villani , relativo alla mostra tenutasi dall'ottobre 1989 al gennaio 1990 presso la pinacoteca civica di Asti.

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Pubblicato il 1 feb. 2012
 
Foto 1
 
Foto 2
 
Foto 3

Foto 4