Chiurazzi e Mollica
di Bruno Ronzetti

 

 

 

 

In un articolo recentemente uscito su Antiqua, relativo alla porcellana di Capodimonte, erano citate la manifattura di porcellana Chiurazzi e la famiglia Mollica tra i protagonisti della produzione ceramica napoletana tra Otto e Novecento.
Grazie all'associazioni di alcuni dati possiamo ipotizzare una forma di collaborazione tra le due fabbriche, però in un settore diverso: quello della piccola scultura in bronzo.

La famiglia Chiurazzi era anche titolare a Napoli di una più importanti fonderie artistiche, la cui origine risale al 1870 circa (anche se alcune fonti riportano il 1840) per iniziativa di Gennaro Chiurazzi senior, al quale si deve tra l'altro l'istituzione di una scuola artistica nel Reale Ospizio dell'Albergo dei Poveri.

Gennaro è stato allievo dello scultore Pietro Masulli (1820-1897) che gli trasmette l'idea di riprodurre l'arte antica, per cui la forza della Fonderia Chiurazzi, fin dall'inizio, è consistita nella straordinaria dotazione di modelli e calchi in gesso, eseguiti sugli originali conservati presso vari musei, primo fra tutti quello archeologico di Napoli.

In una collezione privata si trova un bronzetto di raffigurante un sileno ebbro (Fig. 1), il cui originale, un bronzo d'epoca ellenistica, si trova a Napoli al Museo Archeologico Nazionale (Fig. 2)

La cosa interessante è che questa scultura porta alla base il timbro della Fonderia Chiurazzi (Fig. 3) a dimostrazione dell'attività di riproduzione degli originali musealizzati.
Un esemplare simile, solo di dimensioni più ridotte, è passato di recente in asta presso Cambi (Fig. 4), sulla cui rivista Auction Magazine è apparso di recente un interessante articolo sulla fonderia Chiurazzi a firma Lorenzo Bianchini Massoni.

Ma i Mollica cosa c'entrano ?
C'entrano perche presso il Museo del Palazzo di Venezia a Roma si conserva una scultura di terracotta che raffigura lo stesso soggetto ed è firmata Giovanni Mollica (Fig. 5).

Giovanni Mollica, figlio di Pasquale (già ceramista presso la "Real Fabbrica Ferdinandea" e presso la "Giustiniani"), nel 1842 fonda a Napoli, in via Santa Lucia 18, la manifattura "Mollica" che resta attiva fino al 1978.

Alla fine dell'Ottocento, con i figli Ciro, Achille e Alessandro, la manifattura diviene una delle più importanti del Sud Italia, eccellendo soprattutto nella fabbricazione di terrecotte a figure rosse o nere (alla maniera dei vasi di scavo) e di personaggi modellati a tutto tondo in terracotta rossa.

Per quanto riguarda la datazione del modello in terracotta (assegnato genericamente al XIX secolo) e delle relative copie in bronzo che si possono immaginare coeve o di poco posteriori, possiamo ipotizzare di collocarla tra il 1870 e il 1880.

Questa convinzione nasce dall'incrocio di vari elementi. Innazi tutto, la Fonderia Chiurazzi è stata fondata nel 1870 e questa costituisce un termine inferiore.
Per quanto riguarda la fissazione di un termine superiore, è probabile non si vada oltre la fine dell'Ottocento quando Giovanni Mollica cede la manifattura ai figli.

Ma possiamo essere ancora più precisi sulla base di una notizia secondo la quale per conto di Giovanni Mollica avrebbe saltuariamente lavorato, all'inizio della sua carriera, lo scultore calabrese Francesco Ierace (1854-1937), realizzando proprio alcune copie delle statue del museo archeologico di Napoli.

Sappiamo infatti che Ierace giunge a Napoli nel 1869 e nel 1880, essendo già piuttosto famoso, è difficile si prestasse ancora a lavori di quel genere.


Sitografia
L'articolo citato in premessa è:
Da Capodimonte a Napoli ...passando per la Germania (Parte III)

Molte notizie sui mollica sono state tratte dal sito: 
(http://www.na.camcom.it/on-line-sa/Home/Pubblicazioni/ArtigianatoArtisticoNapoletano/CeramichediCapodimonte.html)

Le notizie su Francesco Ierace sono state tratte dal sito:
www.cittanovaonline.it 
vedi anche:
http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Jerace

www.chiurazzi.com

 

Satiro, Fauno o Sileno
Tra le tante definizioni che si possono dare a questa scultura, si preferisce quella di Sileno, divinità dei boschi tratta della mitologia greca, che in genere poggia sulle proprie gambe. Il Satiro, sempre tratto dalla mitologia greca e legato al culto di Dioniso, è raffigurato, spesso, ma non sempre, con zampe caprine e corna.
Secondo qualche interpretazione, Sileno altro non sarebbe che un satiro, talvolta nella versione “anziana”.
Il Fauno, invece, è un personaggio della mitologia romana, raffigurato quasi sempre con zampe caprine e corna, spesso fatto corrispondere al satiro greco (sebbene questi sia espressamente legato al culto di Dioniso come detto sopra).
Infine Bacco è il dio Romano del vino che non presenta alcuna sembianza animale e corrisponde a Dioniso durante la fase di ebrezza nel corso dei riti dionisiaci (baccanale, da cui il dio romano prende il nome).

 

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Pubblicato il 1 lug. 2012
Fig. 1 Sileno ebbro, Giovanni Mollica (?), bronzo,
h. cm. 20 x 23, Napoli Fonderia Chiurazzi, 1870-80 circa
(collezione privata)
Fig. 2 “Satiro” ebbro (particolare), bronzo, periodo ellenistico, Napoli, Museo Archeologico Nazionale
(foto Alinari); http://www.artivisive.sns.it/fototeca/scheda.php?id=52379
Fig. 3 Marchio della Fonderia Chiurazzi
(dettaglio della foto 1)
Fig. 4 “Satiro” ebbro, bronzo, h. cm. 12,5, Italia o Francia XIX secolo (Cambi 30.5.2012 n. 146)
Fig. 5 “Fauno”, Giovanni Mollica (?), terracotta, h. cm. 20 x 30, Napoli XIX secolo (Roma, Museo del Palazzo di Venezia, Inv. 13240; Cristiano Giometti, Museo Nazionale del Palazzo di Venezia. Sculture in terracotta, Gangemi, Roma 2011 p. 150 n. 312).