Il coro ligneo di Sant’Alessandro a Milano

di A. Bardelli
con M.Sconti Carbone e A.Dellinavelli



     
Figura 1
Nell’ambito di una ricerca sulle chiese di Milano sono emersi alcuni elementi che consentono di attribuire il coro ligneo della chiesa milanese di Sant’Alessandro a Carlo Antonio Lanzani, artefice milanese (fratello del più noto pittore Andrea) attivo a Lodi e nel Lodigiano alla fine del XVII secolo.
L’attribuzione si basa sul confronto stilistico e morfologico tra il coro di Sant’Alessandro e quello dell’Incoronata di Lodi eseguito dal Lanzani. Si riscontrano, infatti, inequivocabili somiglianze di disegno ed esecuzione nei pannelli centrali degli stalli, caratterizzati da un intaglio a foggia di testa di cherubino circondato da girali fogliate (Figure 1 e 2). Lo stesso dicasi per le lesene che chiudono l'estremità di entrambi i cori (Figure 3 e 4), anche se Lanzani decide di collocare tra stallo e lesena una colonna tortile in Sant'Alessandro e un putto a tutto tondo nell'Incoronata. Altri termini di confronto si hanno nelle volute dei braccioli a sfere intagliate e in alcuni cartigli decorativi. A supporto di questa conclusione concorre la cronologia che consente di precisare alcune note biografiche su Carlo Antonio Lanzani.
La famiglia Lanzani è originaria del Lodigiano, ma il padre Giovanni Battista si trasferisce a Milano dove vive con la moglie Caterina Besnati e dove nasce il 29 dicembre 1641 il fratello Andrea, battezzato nella parrocchia di San Tommaso in terra amara in data 1 dicembre (V.Caprara, in Periodico della Società Storica Comense, III, 1986-87, p. 56). Non sappiamo la data di nascita di Carlo Antonio, ma supponiamo che sia nato anch’egli a Milano e non a Lodi come sostiene gran parte della letteratura. Certamente risulta trasferito a Lodi nel 1688 dove, in data 5 agosto, acquista un immobile e dove è documentato fino al 1699, quando risiede nel quartiere di San Lorenzo (Francesco Landolfi, Francesco de Lemene e il coro dell’Incoronata di Lodi. Nuovi documenti e precisazioni, Arte Lombarda 1992/2 n. 101, p. 86).
Figura 2
Pannello intagliato collocato al centro degli stalli del coro (Sant'Alessandro).   Particolare da un'incisione su rame di Johan Indau, Vienna 1686, che ha plausibilmente fornito il modello.
Figura 3
In data 20 aprile 1689 riceve il pagamento di un modello di legno del coro dell’Incoronata di Lodi, inteso non come stalli lignei, ma come parte muraria dell’abside, da inviare all’architetto papale Carlo Fontana per un giudizio sul progetto, realizzato da un tutt’ora ignoto architetto milanese (Landolfi 1992).
In data 18 ottobre 1691 vengono tagliati i legni per la realizzazione del coro dell’Incoronata di Lodi, la cui esecuzione è affidata a Carlo Antonio Lanzani lo stesso anno o in quello successivo. Non convince la tesi che l’incarico sia dovuto all’intercessione del fratello Andrea che avrebbe affrescato il catino absidale della stessa chiesa solo nel 1699.
E’ probabile invece che la commessa sia derivata dall’amicizia per entrambi della potente famiglia lodigiana dei de Lemene (Landolfi 1992).
Il coro dell’Incoronata di Lodi viene ultimato nel 1697 poiché, in data 14 agosto, Carlo Antonio riceve il relativo compenso. L’ultimo documento che certifica la sua presenza all’Incoronata di Lodi è dell’agosto 1699, data in cui egli realizza, dona (“… et questo è stata opera sua donata alla madona …”) e fa collocare sull’altare maggiore “L’ancona nuova finta di marmore, con scalini …, con la sua cornice” (Landolfi 1992). Esaurito l’excursus sull’attività lodigiana di Carlo Antonio e tornando al coro di Sant’Alessandro, è plausibile che la sua esecuzione, databile al 1682 (Andrea Spiriti, Sant’Alessandro in Zebedia a Milano, ISAL 1999, p. 48), sia da riferire all’epoca in cui Carlo Lanzani era ancora residente a Milano.
Figura 4
Particolare della lesena che chiude l'estremità del coro (Sant'Alessandro)   Stesso particolare (Incoronata)
     
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