Stile dei mobili

Decori sui mobili della Restaurazione: palmette e cornucopia

di Andrea Bardelli

    Pubblicato il 1 ott. 2011
     
Quando si parla di mobili della Restaurazione si è soliti indicare la “palmetta” come uno degli elementi decorativi che sono tipici di questo stile e del periodo che, grosso modo, va dal 1815 al 1830.
La palmetta compare sia intarsiata che intagliata in diverse tipologie di mobili (Figura 1 e 2), più frequentemente che altrove in Piemonte, Liguria e Lombardia. Lo stesso dicasi per il motivo a cornucopia, al quale è spesso abbinata, che viene eseguito preferibilmente a intaglio (Figura 3).

Non vi sono dubbi che lo stile della Restaurazione appartenga alla stagione neoclassica e che costituisca l'ultima declinazione del Neoclassicismo, prima dell'irrompere del neo Barocco in epoca Luigi Filippo. Inevitabile quindi che la Restaurazione faccia ricorso a una serie stilemi di stampo classico. E' pero interessante notare come alcuni di questi stilemi, da noi associati istintivamente a un gusto prettamente ottocentesco, arrivino da molto lontano nel tempo.
Figura 1
Intarsio, particolare del fianco di un letto piemontese (1825-30)

Figura 2
Intaglio, particolare della cartella di una sedia a gondola lombarda (1825-30)
Figura 3
Intaglio, particolare della spalliera di un divano ligure (1825-30)


Si noti in proposito uno splendido camino fatto eseguire per palazzo Tè a Mantova, su disegno di Giulio Romano, attorno al 1530 (Figura 4) e si confrontino i due sostegni laterali sagomati in marmo chiaro con i decori di cui stiamo parlando. Le analogie sono sorprendenti.
Per completezza, notiamo che questo camino presenta anche le stesse lesene incurvate che possiamo trovare nei cassettoni della Restaurazione. Troviamo l'uso di siffatte mensole anche in alcune architetture michelangiolesche e nei relativi disegni preparatori.

Tornando ai nostri motivi prettamente decorativi, ossia alla palmetta e alla cornucopia, osserviamo che non si tratta di invenzioni d'epoca rinascimentale o manierista. Gli uomini del Cinquecento hanno solo avuto il merito della riscoperta dell'immenso patrimonio iconografico dei Romani.
Si veda, ad esempio, la mensola dei Musei Vaticani (Figura 5) e il fregio del Museo Laterano (Figura 6). Se vedessimo quest'ultima immagine in un altro contesto, penseremmo a un decoro in stucco del 1820 circa.

Figura 4
Camino, 1530 circa, Mantova, Palazzo Te (Ubertazzi-Guglielmi, Un arcano rivelato. Il mobile invisibile, Imagna 2011, p. 76)
Figura 5
Mensola di marmo d'epoca romana, Roma, Musei del Vaticano (foto Mascioni, ca. 1929)
Figura 6
Particolare di un fregio d'epoca romana, Roma, Museo del Laterano (Foto Mascioni, ca. 1929)
Ci possiamo fermare qui anche se alcuni studiosi di iconografia fanno risalire numerosi elementi decorativi fatti proprio dai romani alla civiltà ellenistica e quindi non solo alla Grecia, ma anche a remote civiltà quali quella indiana e persiana con cui gli eserciti di Alessandro erano entrati in contatto.
     
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