Storia della storiografia del mobile - 3

I libri sul mobile italiano del Sei e Settecento
di Andrea Bardelli

 
 

Terzo appuntamento dedicato ai libri che parlano di mobili antichi con un capitolo sul Sei e Settecento.
Per i riferimenti per esteso ai testi, si rimanda alla Bibliografia Mobili che abbiamo di recente ripubblicato in una versione aggiornata alla voce MOBILI PER EPOCHE/Solo Italia/Seicento e Settecento).

Intendiamo in questa sede esaminare i volumi dedicati al mobile Barocco e Barocchetto (o Rococò) con esclusione quindi del mobile Neoclassico, almeno quando quest'ultimo viene trattato in forma esclusiva.
In molti casi, la scelta di associare Sei e Settecento è deliberata, come in alcuni testi usciti per Vallardi nei primi anni Sessanta (Pignatti, Ambienti del ‘600 e del ‘700 e Mazzariol, Mobili italiani del ‘600 e del ‘700) con tutti i limiti delle pubblicazioni del tempo. Nel 1971 esce un libro su Barocco e Barocchetto a cura di Nietta Aprà (Il mobile Barocco e Barocchetto italiano), ispirato alla formula già adottata da A. Gonzales Palacios per Fabbri sul mobile in generale. Questo testo è destinato a essere riproposto dall'editore De Agostini in altre collane oppure raccolto in un volume a più voci.
Avrà un destino editoriale simile a quello dell'Aprà un libro di Massimo Griffo (Il mobile del Seicento-Italia), uscito nella collana Documenti d’Antiquariato nel 1985. E' un buon libro, impostato in modo moderno, ossia con immagini inserite in un testo esplicativo, improntato alla critica storico-artistica anche se di facile lettura.
Bisogna però aspettare circa quindici anni per trovare un testo di spessore (non solo in senso figurato) dedicato al mobile barocco: è il volumone di Enrico Colle (Il mobile barocco in Italia), uscito nel 2000 per la nota collana di Electa. Se possibile, un passo indietro lo fanno gli autori di un libro pubblicato da Artioli nel 2005 (Arredi del Seicento), ricco di immagini, ma povero di contenuti veri, nonostante la presenza di alcuni saggi introduttivi, realizzato secondo la formula del catalogo con immagini corredate da didascalie, già in auge negli anni Novanta.



Per quanto riguarda il mobile italiano del Settecento, l'offerta è solo apparentemente più variegata. Va detto, tra l'altro, che in numerosi testi dedicati genericamente al Settecento, troviamo spesso anche mobili neoclassici.
Nel 1970 esce per Gorlich un volume scritto da Comolli Sordelli (Il Settecento in Italia), realizzato secondo la vecchi concezione che caratterizza le pubblicazioni di Vallardi già citate.
Nel 1985 De Agostini pubblica un testo dei coniugi Disertori (Il mobile del Settecento. Italia), inserito nella collana Documenti d'Antiquariato di cui si è detto sopra.
Nel 1990 escono sia il volume di Wannenes (Mobili italiani del Settecento) per Leonardo, un libro che non ha pretese storiografiche, ma che si dimostra utile per aver introdotto le quotazioni dei mobili, sia quello di Agnellini (identico titolo) per Mondadori, realizzato sulla falsariga del precedente, ma senza l'indicazione dei prezzi.
Ancora una volta e dopo oltre dieci anni, è un volume di Colle, sempre per la stessa collana di Electa, ad affrontare in modo sistematico e mirato la questione del mobile rococò in Italia (Colle 2003).
Nello stesso 2003, a cura più o meno gli stessi di autori che due anni dopo confezioneranno per Artioli il volume sul Seicento di cui abbiamo già detto, esce un volume sul Settecento (Arredi del Settecento), sempre per Artioli, con identiche caratteristiche e per il quale vale lo stesso giudizio sopra espresso.

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Pubblicato il 1 mar. 2011
 
Il Mobile del Seicento 
Il Settecento In Italia