Storia della storiografia del mobile - 5

I libri sul mobile italiano dell'Ottocento
di Andrea Bardelli

 
 

Quinto appuntamento dedicato ai libri che parlano di mobili antichi con un capitolo sull'Ottocento, da cui restano esclusi i testi specificatamente dedicati al Liberty. Per i riferimenti per esteso ai testi, si rimanda alla Bibliografia Mobili, che abbiamo ripubblicato in una versione aggiornata, alla voce MOBILI PER EPOCHE/Solo Italia/Ottocento.

Diciamo subito che, poiché la materia ha meno appeal rispetto ai mobili di epoche più alte, essa non attira l'interesse di orecchianti e scrittori dell'ultima ora, quindi il livello dei libri sul mobile italiano dell'Ottocento è generalmente discreto.
Il capostipite è Mobili italiani dell’Ottocento di Valentino Brosio, uscito per Vallardi nel 1964 (con lo stesso editore, nel 1982, Brosio pubblicherà anche Ambienti italiani dell’Ottocento). Quando esce il primo libro di Brosio, il mondo dell'antiquariato è scarsamente interessato al mobile ottocentesco, quindi il volume ha un sapore più di cronaca di un'epoca che un carattere scientifico. Lo stesso spirito anima anche L’Ottocento (i mobili del tempo dei nonni) di Anna Maria Cito Filomarino (1969) e L’Ottocento e il Liberty, di Giuseppe Chiesa (1975) entrambi per Gorlich. Le foto sono quasi tutte in bianco e nero, ma tutti questi volumi sono interessanti perché scritti in un'epoca in cui si potevano ancora vedere arredi ottocenteschi intatti, documentati e fotografati in loco, quindi con attribuzioni certe.
Durante gli anni Ottanta escono alcuni buoni libri per la storiografia del mobile dell'Ottocento: Il mobile dell’Ottocento. Italia di Elisabetta Cozzi nella collana Documenti d’Antiquariato di De Agostini (1984), Mobili d’Italia. L’Ottocento di Giacomo Wannenes per Mondadori (1987), il primo a riportare le valutazioni (ristampato nel 2000) e Il mobile d’antiquariato per tutti di Andrea Donati per Mondadori (1989, più volte ristampato anche in Oscar), in assoluto il migliore di tutti nonostante si avvalga solo di disegni con pochissime fotografie. Nonostante nel titolo “Ottocento” nemmeno compaia, il libro di Donati è fondamentale per capire l'esatta scansione temporale con cui datare i mobili secondo i vari stili che si sono avvicendati durante l'Ottocento, fuori dai luoghi comuni e le consuetudini inveterate.
Nel 1990 esce La casa dell’Ottocento-Mobili soffici a cura di Annalisa Zanni per Amilcare Pizzi, che riprende il tema degli ambienti e del contesto socio culturale, ma che è fondamentale per capire l'evoluzione dei sedili durante l'Ottocento.



Si possono complessivamente considerare dei testi discreti, anche se caratterizzati da schedature che ricordano i cataloghi d'asta, i seguenti: Il mobile dell’Ottocento in Italia, di Nicola De Csillaghy (De Vecchi 1991), Mobili italiani dell’Ottocento scritto a più mani (Giorgio Mondadori 1991) e Il mobile italiano dell’800. 1815-1915 di Maurizio Cera e Luca Melegati (Neri Pozza 1997), quest'ultimo indicante anche le relative quotazioni.
Dalla fine degli anni Novanta, pare si voglia porre in atto il tentativo di scandagliare alcune sotto-epoche partendo dal principio. Si inizia quindi con l'Impero e nel 1998 esce il monumentale Il mobile Impero in Italia, di Enrico Colle, il primo della lunga serie scritta per Electa, Milano.
Seguiranno Mobili Impero (Il neoclassicismo tra Emilia e Lombardia) del duo Barbolini-Ferrari, incentrato sul mobile Impero “padano” (Calderini 2000) e Il mobile italiano di inizio ‘800 di Andrea Bardelli, ossia del sottoscritto (Edimarketing 2001), un tentativo di identificare i mobili, anche quelli di estrazione più modesta, in base all'epoca e alla provenienza regionale (con anche l'indicazione di una valutazione economica). Questo tentativo si ripropone l'anno successivo con Il mobile italiano di metà ‘800 per lo stesso editore.
Sempre nel 2002 esce Arredi dell’800 di autori vari prodotto da Artioli per un istituto bancario, facente parte di una serie (già commentato a proposito di altre epoche), caratterizzata da tante immagini, in parte tratte da cataloghi d'asta, e da testi a dir poco “frettolosi”.
Nel 2007, Enrico Colle dedica a Il mobile dell’Ottocento in Italia il suo ennesimo librone per Electa, come i precedenti caratterizzato da un'ottima scrittura e da splendide foto che, se hanno un difetto, è quello di riguardare solo mobili d'eccezione.
Di carattere opposto, per quanto riguarda sia la scelta dei mobili (a favore di quelli presenti nelle case delle persone comuni), sia il formato editoriale (quello consentito a un piccolo editore indipendente) è Il mobile dell'800 in Italia: lo stile Impero di Andrea Bardelli, ancora io, uscito quest'anno per Arte del Restauro Edizioni, preceduto lo scorso anno da Il mobile dell'800 in Italia: lo stile Luigi Filippo, per ora nella sola versione e-book. Fatto tesoro degli insegnamenti di Donati e sulla base delle precedenti esperienze editoriali con Edimarketing, ma con materiale pressoché totalmente inedito, questi due lavori identificano le varie combinazioni epoca, stile, provenienza dei mobili dell'Ottocento nell'ambito di un rigoroso sistema di riferimento.

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Pubblicato il 1 nov. 2011
 
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