Intagliatori, corniciai e doratori a Milano nel 1827
di Andrea Bardelli
  Pubblicato il 1 mar. 2016
   

La recente scoperta in rete di una Guida del commercio nella Milano del 1827 consente di trarne alcune personalità di artefici e di svolgere alcune considerazioni.
Il documento intitolato L'interprete milanese o sia Guida Generale del Commercio e dei ricapito di Milano per l'anno 1827 (d'ora innanzi la Guida), edito a Milano da Visaj, contiene una serie di elenchi di soggetti suddivisi per ramo d'attività secondo l'ordine alfabetico (Figura 1 e 1 bis).
Per questione di affinità trattiamo oggi gli artigiani che hanno a che fare con gli arredi intagliati, (Nota 1), riservandoci di analizzare in una prossima occasione gli elenchi relativi ai falegnami e ai fabbricanti di mobili.

Fig. 1 L'interprete milanese o sia Guida Generale del Commercio e dei ricapito di Milano per l'anno 1827, Visaj, Milano 1827, frontespizio […].

Fig. 1 bis Idem, p. 355.


Tra gli intagliatori, compaiono figure di cui si hanno altre notizie (Nota 2), come Ludovico Benzoni, qui risultante attivo in Borgo del Gesù 1238 (Nota 3).
Altre fonti, confermandolo titolare di un negozio a Milano, riferiscono che attorno al 1840 fornisce alcuni elementi d'arredo in marmo per Palazzo Fenaroli (ora Bettoni) a Brescia [Rapaggi 2011, p. 190, 307], mentre tra il 1840 e il 1844 fornisce alla contesa Caprioli a Brescia alcuni ornati e intagli in legno, ma anche mobili in giunco [Rapaggi 2011, p. 307].
La bottega si trovava ancora in “contrada” del Gesù n. 1283 nel 1847 come risulta da una fattura indirizzata al conte Taverna [Alberici 1969, p.22].
Un Carlo Benzoni è classificato nella nostra Guida del 1827 tra i doratori, ma identificato come “Indoratore, intagliatore e mercante di mobili ed effetti di chiesa di legno dorato” e operante in corsia del Giardino 1357. Non sappiamo se tra lui e Ludovico vi fosse un legame di parentela, probabilmente sì, ma è certo che operassero con indirizzi diversi.
Sappiamo ancora di un Girolamo Benzoni, intagliatore attivo nella prima metà del XIX secolo [Cito Filomarino 1969, p. 6], il quale esegue gli arredi di casa Perego a Milano [Alberici 1969, p. 23 citato anche da Mario Praz, La filosofia dell’arredamento, Roma 1945] (Nota 4).

Tra gli intagliatori, con indirizzo in corso di Porta Comasina 2126, compare anche Domenico Bianchi, sebbene con la curiosa specifica: “anche disegnatore per ricami”. Doveva trattasi di un personaggio professionalmente assai eclettico perché è plausibile individuarlo nello stesso Domenico Bianchi che, attorno al 1850, esegue alcuni lavori propriamente da pittore presso il palazzo dei conti Poldi Pezzoli a Milano [Zanni 1983, p.326-333-340].

Giuseppe Bianchi, invece, compare contemporaneamente nella categoria dei doratori, con bottega in vicolo della Rosa 3179; di lui sappiamo che era attivo come intagliatore presso i Borromeo nel 1825 [Colle 2007, p. 429].
Di Antonio Calvi, che la Guida localizza in contrada sant'Ambrogio de' Disciplini al numero 3911, sappiamo essere un intagliatore milanese attivo per la corte di Maria Luigia a Parma dopo

il 1833. In particolare, nel 1834 compare, insieme al doratore Samuele Foglia, del quale diremo anche oltre, in un contratto per la fornitura di numerosi sedili tra divani, poltrone e sedie (Figura 2), che potrebbero essere stati eseguiti, almeno in parte, dagli intagliatori milanesi Ezechiele Abate e Luigi Valisa [Colle 2010, p. 15, p. 274].

Non sappiamo se ci fossero legami con Antonio, ma registriamo in ogni caso un Luigi Calvi, il quale, insieme a un certo Giuseppe Ferraris vende nel 1852 una cornice alla contessa Rosina Trivulzio, madre di Gian Giacomo Poldi Pezzoli [Zanni 1983, p.339].

Fig. 2 Sedia intagliata, dipinta e dorata facente parte di una fornitura per la corte di Parma (1834 circa) alla quale partecipano l'intagliatore Antonio Calvi e il doratore Samuele Foglia [Colle 2010. p.274].


Nella Guida troviamo tra gli intagliatori due Ripamonti: Carlo Ripamonti, ubicato in piazza san Carpoforo 1908 e Luigi Ripamonti, “intagliatore di caratteri per mostre, ecc. e fabbricante di mobili” in borgo san Pietro in Gessate 159. Di quest'ultimo non abbiamo altre notizie (se non che lo ritroveremo tra i fabbricanti di mobili riportati nella Guida quando, in un prossimo contributo, esamineremo questo comparto), mentre di Carlo sappiamo che lavorava come intagliatore nella prima metà del XIX secolo su progetti di Domenico Moglia accanto a un Giovanni Ripamonti, quasi certamente un parente [Cito Filomarino 1969 p. 6]. La stessa fonte parla di un ebanista Ripamonti in relazione all'arredo della residenza milanese del conte Gian Giacomo Poldi Pezzoli [Cito Filomarino 1969 p. 7]. Si tratta però certamente di Giuseppe Ripamonti (del quale si ignorano per ora i legami con Carlo e Luigi), attivo con diversi lavori presso il palazzo milanese del conte Poldi Pezzoli dal 1846 circa al 1856 (Figure 3 e 4) quando il  rapporto di collaborazione si interrompe [Zanni 1983, p.311 e ss.]. Nel 1862 partecipa all'Esposizione di Londra con un letto dotato di baldacchini e decorato a intagli e tarsie, una sedia e due comodini [Colle 2007, p. 454] (Nota 5).

Fig. 3 Porta di Giuseppe Ripamonti eseguita per una camera da letto
dei Poldi Pezzoli [Zanni 1983, p. 433 n. 146].
Fig. 4 Cornice di Giuseppe Ripamonti (1846) per un ritratto di famiglia
(Poldi Pezzoli) eseguito da Giuseppe Molteni [Zanni 1983, p. 439 n. 159].


Di Giuseppe Viarana, che la Guida segnala in contrada sant'Alessandro 3975 abbiamo conferma che era un intagliatore attivo durante i primi anni dell'Ottocento [Colle-Mazzocca 2001 p. 221; Colle 2011, p. 207; in entrambe le fonti rif. Antonio Caimi, Delle Arti del Disegno e degli Artisti delle provincie di Lombardia dal 1777 al 1862, Milano 1862] (Nota 6).
Luigi Zuccoli, il quale compare nella Guida come intagliatore e ornatista in contrada del Bollo al civico 3159, è certamente lo stesso segnalato come intagliatore attivo nei primi anni dell'Ottocento dalle stesse fonti citate per Giuseppe Viarana, che menzionano anche suo figlio Vincenzo Zuccoliche di poco gli sopravvisse” [Colle-Mazzocca 2001 p. 221; Colle 2007, p. 458; Colle 2011, p. 207]. Padre e figlio “rinomati intagliatori milanesi” eseguono un monumentale trono eucaristico da porsi in opera nella chiesa di San Francesco a Pavia (1822) su disegno dell’architetto pavese Giuseppe Pirovani [Abacus  2006, ad vocem “Giuseppe Pirovani” cod. 56937].
Vincenzo è registrato nella Guida allo stesso indirizzo, contrada del Bollo 3159, ma compare tra gli scultori in legno, più precisamente “Scultori Statuari in legni”. Di lui sappiamo anche che, attorno agli anni Trenta dell'Ottocento, si reca a Torino dove collabora con l'architetto Pelagio Pelagi [Colle 2007, p. 458].
Vincenzo Zuccoli figura nella “lista” degli scultori in legno insieme al solo Giuseppe Arrigoni, ubicato in “Nirone s. Francesco 2786”, in genere classificato come intagliatore da fonti già menzionate [Colle-Mazzocca 2001 p. 221; Colle 2011, p. 207]. E probabile che collaborasse con Carlo Ripamonti dal momento che anche Giuseppe Arrigoni risulta impegnato in lavori su progetto di Domenico Moglia [Cito Filomarino 1969, p. 6]. Sappiamo inoltre di una fabbrica milanese intestata a una vedova Arrigoni che eseguiva mobili intagliati e intarsiati [Colle 1995, p.140]. Nel 1878 la sua ditta presentava all'Esposizione di Parigi uno stipo intarsiato raffigurante scene cavalleresche [Colle 2007, p. 426] (Nota 7).

Tra gli intagliatori elencati nella Guida del 1827 per i quali non sono state reperite notizie, merita di essere segnalato, in vista di future ricerche, Giovanni Battista Sant'Ambrogio, attivo in contrada Ciovassino 1671, citato come “intagliatore dell' I. R. Corte”, ossia dell'imperiale regia corte austriaca (Nota 8).
Non si ha per ora alcuna notizia su: Paolo Brugnoni, intagliatore ed incisore, borgo S. Pietro in Gessate 160; Francesco Contestabile, corsia (dei) Della Sala 950; De Vasini (senza ulteriori indicazioni); Giuseppe Moderati, “intagliatore tanto d'ornamento che in figura”, strada  nuova s. Orsola 2821; Giuseppe Protti, piazza s. Maria Valle e Francesco Vaccani, intagliatore e ornatista, corsia della Palla 3326.
Oltre ai già citati Giuseppe Bianchi e Carlo Benzoni, anche Gaetano Cattaneo, contrada del Bocchetto 2410, del quale non si hanno però notizie, appare contemporaneamente nella categoria dei doratori.

Doratori

Molti doratori compaiono anche con la qualifica di “verniciatori”, alcuni risultano specializzati nella decorazione di carrozze (Nota 9).
Ricaviamo la maggior parte delle notizie su alcuni dei nostri doratori da una stessa fonte che li identifica, insieme ad altri artigiani, presso la corte di Maria Luigia a Parma dopo il 1833 [Colle 2007, p. 426 e ss.; Colle 2010 p. 15]. Parliamo di Pietro Bossi,  doratore registrato nella Guida in corso S. Giovanni sul Muro 5410 e Gaetano Dolcini o Dolcigni, doratore e verniciatore in contrada del Monte 5544.
Samuele Foglia, anch'egli attivo presso la corte parmense insieme agli altri, del quale abbiamo già riferito a proposito della sua collaborazione con l'intagliatore Antonio Calvi, è quasi certamente un membro della “ditta” Foglia e Berta, doratori e inverniciatori, che compare nella guida in piazza Borromeo 2830.

Sebbene Antonio Butti risulti nella Guida come “inverniciatore di carrozze” in contrada degli Stampi 3869, è plausibile riconoscerlo in colui che appone l'iscrizione “Butti fece indorare” sul retro di una specchiera in legno intagliato, dipinto e dorato passata in asta presso Sotheby's a Milano nel giugno del 2000 (Figura 5). L’estensore della scheda in catalogo trova punti di raffronto tra la specchiera e la facciata, soprattutto le finestre, di Palazzo Talenti in via Verdi 6 a Milano, opera dell’architetto Turconi (1844).
Di Carlo Clavenzani, doratore in corsia del Giardino 1203, sappiamo che nel 1807-1809 riceve un pagamento in relazione ai due pulpiti della parrocchiale di Cassano d’Adda (Mi) per i quali vengono pagati anche Giacomo Meneghella e Luigi Secchi, dei quali non si hanno altre notizie e che ne sono probabilmente gli esecutori. Con riferimento alla stessa opera viene pagato per due medaglioni anche lo scultore Pietro Viganò (Paola, Venturelli, Disegni sconosciuti per pulpiti di Carlo Amati: Monza, Cassano d’Adda e altro, Arte Lombarda, 1992/3-4, p. 78,  nota 21) (Nota 10).
Scarse ulteriori notizie su Camillo Fontana, doratore e verniciatore attivo in contrada S. Margherita 4123, del quale sappiamo solo che risulta attivo nel Palazzo Reale di Milano dopo la Restaurazione [Colle-Mazzocca 2001 p. 214] (Nota 11).
Per quanto riguarda, invece, Gaetano Sacchi, doratore e verniciatore in piazza S. Giorgio 3354, sappiamo che nel 1814-1815 viene pagato per alcuni lavori eseguiti in San Satiro a Milano (Sannazzaro Giovanni Battista, Il sacello e la torre di S. Satiro nelle incisioni e nella documentazione dell'Ottocento, Rassegna di Studi e di Notizie, Milano 1991-1992, Regesto documenti p. 292 e ss.).
Per Ferdinando Vaccani, doratore in corsia S. Giorgio 3325, nonostante il diverso indirizzo, possiamo ipotizzare qualche legame con l'intagliatore Francesco Vaccani di cui abbiamo atto cenno sopra.
Infine, i fratelli Zanata, doratori e verniciatori in contrada dell'Olmetto (…) 1509, potrebbero essere messi in relazione con il doratore Giovanni Zanatta, il quale nel 1778 viene pagato per lavori svolti per palazzo Greppi a Milano [Beretti 2005, 114], piuttosto che con Giuseppe Zanata, il quale compare come delegato negli atti di costituzione dell’università degli intagliatori e scultori in legno [ASM Atto costitutivo intagliatori].

Fig. 5 Specchiera in legno intagliato, dipinto e dorato, 62 x 215 x 171, presumibilmente decorata da Antonio Butti attorno al 1840
(Sotheby's, Milano 14 giugno 2000 n. 652).

Corniciai

Mentre, nonostante le affinità, non vi è alcun intagliatore registrato anche tra i corniciai, troviamo tra i produttori di Cornici in genere e Cornici di legno così dette lunghezze, con lamine d'ottone ecc. alcuni doratori dei quali non siamo riusciti a reperire notizie, come Giovanni Crosuel attivo in contrada della Madonnina 1879, fabbricante “parigino”di “cornici di tutto lusso ed indoratore”, il quale compare nella Guida in entrambe le categorie.
Lo stesso dicasi per Giuseppe Decapitani, il quale compare sia come “inverniciatore di carrozze” in piazza del Carmine 330, sia come “fabb. di cornici”, ma in contrada de' Bossi 1772.
La mancanza di una precisa omonimia e un diverso indirizzo rende difficile credere che il Pirovano doratore, attivo S. Mattia alla Moneta 3139 e il corniciaio Luigi Pirovano, operante in vicolo S. Giovanni sul Muro 4616 siano la stessa persona.
Su gli altri corniciai in elenco non sono state reperite notizie. E' improbabile, anche se non impossibile, riuscire a rintracciare un legame tra Giovanni Cassani, fabbricante di cornici in contrada di Ciovasso 1631 e la ditta di mobilieri Cassani costituitasi nel 1861 (Nota 12).

Alcuni artefici, valga per tutti l'esempio di Giuseppe Brenta, comparendo tra doratori o corniciai, ma figurando anche nell'elenco dei falegnami o dei fabbricanti di mobili, saranno trattati presto in quella sede, così come saranno ripresi eventuali artefici come gli intagliatori Ludovico Benzoni, Giuseppe Bianchi e altri che compaiono nella Guida anche tra i mobilieri.

   

Note

[1]
L'elenco degli artigiani suddivisi nelle categorie qui considerate è stato trascritto in allegato.
[2]
Le notizie fornite in questa sede sono tratte dall'attuale versione dell'Archivio di Antiqua dedicato agli artefici del legno.
[3]
Abbiamo preferito in questa sede non approfondire l'identificazione dei vari indirizzi nell'attuale topografia cittadina e l'aggregazione degli artigiani in alcune specifiche zone (argomenti per altro di grande interesse, ai quali speriamo di dedicare in futuro un approfondimento).
[4]
Non lasceremo che questo articolo sia monopolizzato dai Benzoni, ma non possiamo evitare di segnalare alcuni artefici, forse  membri della stessa famiglia, attivi nel corso del XVIII secolo.
Benzone Carlo, attivo in Porta Nuova, risulta tra i convocati della riunione indetta il 9.1.1773 (alla quale non partecipa) relativa all’abolizione dell’università dei falegnami [ASM Abolizione].
Secondo il Servitore di Piazza del 1791, in corso di Porta Nuova 1373 erano attivi i fratelli Benzoni come “fabbri legnamaj di fino” [Alberici 1969, p. 23]. A loro Alvar Gonzales Palacios attribuisce dubitativamente un cassettone recante l’iscrizione FB fecit Milano, già a Firenze sul mercato antiquario [Gonzales Palacios, p.274 f.628].
[5]
Nel Settecento troviamo a Milano due falegnami con lo stesso cognome: Pietro Ripamonti, il quale risulta beneficiare indebitamente di una riduzione degli estimi dovuti all’università dei falegnami [ASM Osservazioni] e Giovanni (Battista) Ripamonti, citato come intarsiatore attivo nel 1791 con bottega in borgo S. Celso 4393. Il suo nome compare su un'iscrizione apposta a un tavolino intarsiato (del quale non si hanno altre notizie) come segue: “Anno 1787 Nativitate Domini. E' stato fato da Giov. Batista Ripamonti Milanese questo … d'ordine del Sig. Ferdinando Da … Marchante de Mobili del Cantone di S. Pietro al Orto. Milano al n. 509 C … Fecit … discrizione”  [Alberici 1969, p. 23].
[6]
E' probabile un legame di parentela con Giovanni Viarana, il quale nel 1763 esegue intagli per l’altare maggiore (una corona, alcune cascate di fiori, uno Spirito Santo, alcuni raggi, una cartella col nome di Maria) della scuola di S. Maria Incoronata in S. Michele alla Chiusa. Abitava in contrada S. Bernardino nella casa Pirotino di rimpetto a casa Visconti [Forcella 1895, p. 70; Colle 2003, p. 375].
[7]
Abbiamo notizie di un Giuseppe Arrigoni attivo all'inizio del XVIII secolo, il quale compare tra gli scultori che hanno lavorato per il Sacro Monte di Varallo nel 1722, integrando la cappella 19 (entrata trionfale in Gerusalemme) dove aveva già lavorato Bartolomeo Badarello nel 1583 (fonte internet non meglio specificata). Nella chiesa di Santa Maria Del Carmine a Milano si trova un Crocifisso con la Madonna Addolorata e san Giovanni attribuito a Giuseppe Arrigoni e datato alla fine del XVII secolo (comunicazione verbale del parroco raccolta in data 8.5.2008).
[8]
Abbiamo notizie di un Paolo Santambrogio, doratore di mobilia d’arredo attivo a Milano tra il settimo e l’ottavo decennio del XVIII secolo al servizio dell’aristocrazia cittadina. Esegue la doratura di varie cornici di un letto e di due “tavoli di fattura moderna” per i quali l’intagliatore Gaetano Rovida riceve pagamenti dai Borromeo nel 1769 [Abacus  2006, cod. 100415].
[9]
Nella Guida del 1827 troviamo anche la categoria Carrozze. Selle, Scocche, Cavezze e Finimenti per Cavalli, ma non intendiamo per ora occuparcene pur non escludendo alcune affinità oppure legami parentali tra “falegnami di carrozze” e falegnami impegnati nella costruzione di arredi lignei.
[10]
Su Pietro Viganò, vedi Intagliatori a Milano nel Settecento.
[11]
Pensiamo vi possa essere un legame di parentela con Pietro Fontana, doratore, il quale nel 1779 viene pagato per lavori svolti a Palazzo Greppi a Milano [Beretti 2005, p. 118].
[12]
Vedi Cassapanca firmata E.Cassani.

   

Bibliografia citata (non per esteso)

Archivio Storico di Milano, Atto costitutivo dell'Università degli intagliatori e scultori in legno (22.4.1728) [ASM Atto costitutivo intagliatori] vedi [http://www.antiqua.mi.it/A_Intagliatori_feb12.htm].
Archivio Storico di Milano, Abolizione … [ASM Abolizione] vedi [http://www.antiqua.mi.it/falegnami_milano.htm]
Archivio Storico di Milano, Osservazioni ... [ASM Osservazioni] vedi
[http://www.antiqua.mi.it/falegnami_milano.htm]
Forcella Vincenzo, Intarsiatori e scultori di legno che lavorarono nelle chiese di Milano, 1895, Ristampa Forni 1974 [Forcella 1895]
Cito Filomarino Anna Maria, L'Ottocento. I mobili del tempo dei nonni, Gorlich, Milano 1969 [Cito Filomarino 1969]
Alberici Clelia, Il mobile lombardo, Gorlich, Milano 1969 [Alberici 1969]
Zanni Annalisa, Mobili e arredi, in AAVV, Museo Poldi Pezzoli. Ceramiche, vetri, mobili e arredi, Electa, Milano 1983 [Zanni 1983]
Colle Enrico, Dipingere coll’intarsiatura in legno: appunti sul mobile intarsiato in Lombardia, Rassegna di Studi e Notizie, Milano 1995 [Colle 1995].
Colle Enrico, L'arredo di Palazzo Reale, in Il Palazzo Reale di Milano a cura di E. Colle-F. Mazzocca, Skira, Milano 2001 [Colle-Mazzocca 2001]
Colle Enrico, Il mobile Rococò in Italia. Arredi e decorazioni d'interni (1738-1775), Electa, Milano 2003 [Colle 2003].
Beretti Giuseppe, La magnificenza del banchiere. Giocondo Albertolli: gli arredi e le decorazioni per il Palazzo milanese di Antonio Greppi, Inlimine, Milano 2005 [Beretti 2005].
Cesari Paolo (a cura di), AbacuSistemArte, 2006 [Abacus 2006], già in rete .
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Colle Enrico, I mobili di Palazzo Pitti. Il secondo periodo lorenese 1800-1846. I ducati di Lucca, Parma e Modena, Centro Di, Firenze 2010 [Colle 2010]
Colle Enrico, Una coppia di sgabelli milanesi per il Palazzo Ducale di Modena, Rassegna di Studi e di Notizie, Milano 2011 [Colle 2011]
Rapaggi Antonio, Rodolfo Vantini (1792-1856), Grafo, Bresca 2011 [Rapaggi 2011].

   
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