Una inconsueta scrivania intarsiata
di Andrea Bardelli

  Aprile 2020
   

Esaminiamo una bella e rara scrivania (Figura 1), già pubblicata in Griffo-Poletti 1997, p. 31, per la quale si aggiunge la notizia che al suo interno compare, a matita, la firma “Conti” (Figura 1 a).

Fig. 1, 1a, 1b - Scrivania, Modena-Reggio, prima metà del XVIII secolo,
collezione privata.

 

Fig. 1a

 


Il mobile non è consueto e l'identificazione della sua provenienza ci costringe a stringere il cerchio progressivamente.
La prima cosa che viene in mente, dopo un esame morfologico, è l'Emilia sia per l'impianto architettonico che riscontriamo in alcuni bureau (Figura 2) da cui questa tipologia di scrivania deriva, sia per l'alzata a tiretti che troviamo nelle scrivanie ferraresi del tipo a gamba alta (Figura 3).

Fig. 2 - Cassettone a ribalta, Emilia, prima metà del XVIII secolo,
Christie's 4.6.91 n.155 (particolare).

 

Fig. 3 - Scrivania, Bologna-Ferrara, metà circa del XVIII secolo,
Manni 2003, p. 233 n. 489.

 


Escludiamo il Veneto e le Marche, che pure producono mobili comparabili, per l'uso del legno di abete nella costruzione della struttura, mentre è stato possibile riscontrare che per le parti strutturali della scrivania è stato usato il pioppo.
C'è anche qualcosa di “romano” sebbene le scrivanie in uso a Roma e dintorni siano del tutto diverse. Qualche anno fa è passata in un asta romana una scrivania (Figura 4)  che presenta qualche attinenza con la nostra (si veda, ad esempio, la forma dei piedi), possibilmente collocabile in Italia centrale, ma che dobbiamo giudicare anomala e quindi poco probante.

Fig. 4 - Scrivania, Italia centrale, prima metà del VIII secolo,
Semenzato, Roma giu. 1992 n. 310 (ivi non attribuita ad alcun ambito regionale).


Plausibile quindi pensare a un mobile emiliano di influsso vagamente romano, come è il caso dei mobili prodotti nelle zone dell'Emilia che sono state a lungo soggette allo Stato della Chiesa.

Tuttavia, qualche indicazione non marginale ci proviene dallo stemma collocato al centro della fronte del cassetto sotto il piano (Figura 1b), che penso sia da riferire agli Estensi e in particolare a Francesco III, duca di Modena e Reggio dal 1737 al 1780 (Figura 5).
I limiti cronologici del ducato di Francesco III sono compatibili con l'epoca della nostra scrivania, da datare attorno al 1740.

Fig. 1b

Fig. 5 - Stemma di Francesco III, duca di Modena e Reggio dal 1737 al 1780.


Nonostante le suddette province non abbiano mai fatto parte delle cosiddette Legazioni Pontificie, l'influenza dell'ebanisteria romana (Figura 6) su quella modenese è abbastanza evidente (Figura 7).

Fig. 6 - Cassettone a ribalta, Roma, prima metà del XVIII secolo, Finarte 18.5.95 n.904.

Fig. 7 - Cassettone a ribalta, Modena, prima metà delXVIII secolo, Manni 2003 p. 14 n. 303.


In conclusione, sebbene si tratti di un mobile non facilmente classificabile, prevale la convinzione che sia emiliano e che lo si possa situare geograficamente tra Modena e Reggio.
Resta ancora da capire chi sia il misterioso Conti che appone la sua firma, dal momento che una prima indagine non ha prodotto alcun risultato.

 

Bibliografia citata

Alessandra Griffo-Giovanna Poletti, Stipi, scrivanie, secrétaires dal Rinascimento al Déco, De Agostini, Novara 1997.

Graziano Manni, Mobili antichi in Emilia Romagna, Artioli, Modena 2003.

   
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