Giovanni Pezzana mobilere nella Torino di primo ottocento
di Andrea Bardelli

  Giugno 2019
   

Vengono generalmente considerati di manifattura piemontese e collocati attorno agli anni Trenta dell'Ottocento, alcuni divani intagliati in noce di cui mostriamo alcuni esemplari (Figure 1, 2 e 3).

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Fig. 1 - Divano in noce intagliato, Piemonte, terzoquarto
decennio del XIX secolo (Cose Antiche n. 71 p. 161).

Fig. 2 - Divano in noce intagliato, Piemonte, terzoquarto
decennio del XIX secolo (Cose Antiche n. 100 p. 95).

Fig. 3 - Divano in noce intagliato, Piemonte, terzoquarto
decennio del XIX secolo (Cose Antiche n. 125 p. 62).


Questi divani sono caratterizzati da uno schienale dalle linee sinuose centrato da una sorta di tabella rettangolare sormontata e affiancata da motivi intagliati che rispecchiano il gusto della Restaurazione. I braccioli sono estroflessi al punto che questi divani vengono abitualmente definiti “a barca”, la fascia è dritta e i piedi a mensola; la parte anteriore dei braccioli e gli stessi piedi sono quasi sempre decorati a intaglio (nota 1).
Se la loro identificazione ha finora poggiato su una letteratura alquanto scarna e talvolta evasiva o imprecisa (nota 2) o sulle consuetudini maturate in ambito antiquario, una solida conferma ci viene fornita da una divano apparso diversi anni or sono nel mercato delle aste, del quale si desidera evidenziare l'importanza (Figura 4).

Figura 4 e 5 Pezzana Giovanni (ditta), Divano in noce intagliato, Piemonte, terzo-quarto decennio del XIX secolo
(Pandolfini, Firenze, ottobre 2007 n. 194).


Sul retro compare un'etichetta  (Figura 5) in cui si legge: “GIOANNI PEZZANA minusiere e mercante da mobili in casa Mannati, già dell'Economato, contrada dell'Accademia delle Scienze, vicino a Piazza Castello, TORINO”.


L'etichetta è prodiga di informazioni. A parte l'ubicazione della ditta che viene indicata con grande precisione, Giovanni Pezzana si presenta come minusiere, ossia ebanista falegname, ma altresì come mercante di mobili, quindi probabilmente anche rivenditore di mobili eseguiti da altri artefici.
Una breve ricerca in rete ha consentito di scoprire che Giovanni Pezzana era titolare di una ditta attiva proprio negli anni a cui si è soliti riferire la produzione dei divani in questione.
A titolo puramente esemplificativo, nel 1829 viene premiato tra i partecipanti all'Esposizione pubblica degli oggetti d'industria agraria e commerciale tenutasi a Torino nel 1829 (nota 3); nel 1930 compare in un elenco di imprese  nella categoria Mobili sì in legno che in ferro, serrature, spazzole e simili (nota 4).
Giovanni Pezzana doveva essere certamente una persona benestante, titolare di un'azienda ben avviata, ma di gran lunga più famosa di lui sarà la figlia Giacinta (1841-1919) (Figura 6), una delle attrici di teatro più celebrate del suo tempo, nonché persona anticonformista e di idee repubblicane, impegnata a favore dell'emancipazione delle donne (nota 5).

Fig. 6 - Giacinta Pezzana in una foto d'epoca.

   
   

Note

[1]
Questa descrizione, anche con riferimento alla “tabella rettangolare” si attaglia anche ad alcuni divani riferibili alla produzione dell'ebanista Enrico Peters a Genova. Uno è pubblicato in A.M. Cito Filomarino, l'ottocento i mobili del tempo dei nonni, Gorlich, Milano 1969 p. 60 n. 86 (Genova, già Palazzo Rosso) (Figura a) e un altro in M. Cera-L. Melegati, Il mobile italiano dell'Ottocento 1815-1915, Neri Pozza, Vicenza 1997, p. 15 (casa d'asta Il Ponte, Milano marzo 1991), entrambi dotati di piedi torniti a trottola.

Fig. a


[2]
Limitandoci alla letteratura specialistica sull'Ottocento, Cito Filomarino ne pubblica uno intagliato e intarsiato senza riferirlo al Piemonte (op. cit. p. 59 n. 85); Wannenes ne pubblica due intagliati e intarsiati attribuendoli, a mio avviso erroneamente, a Napoli (G. Wannenes, I mobili d'Italia. L'Ottocento, De Vecchi, Milano 2000, p. 96 n.143 [Figura 8], p. 106 n.174: Gli stessi erano stati già pubblicati con una diversa numerazione nella precedente edizione dello stesso volume per Mondadori, Milano 1987); in un più recente compendio sui mobili dell'Ottocento curato da vari autori, Elisabetta Barbolini pubblica un divano del tutto simile a quelli in discorso (già casa d'aste Meeting Art, Torino) e lo attribuisce finalmente al Piemonte (AAVV, Arredi dell’800 , Artioli, Modena 2002 p. 124b).

Fig. b


[3]
In Raccolta di regi editti, proclami, manifesti ed altri provvedimenti de' magistrati ed uffizi, Volume primo, Tipografia Vittorio Picco, Torino 1829.
[4]
In Calendario generale pe' Regii Stati, Stamperia Cassone, Torino 1830.
[5]
Su Giacinta Pezzana vedi.

   
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