Scrittoio attribuito a Ferdinanado Pogliani
di Andrea Bardelli

  Pubblicato il 1 sett. 2016
   

Il Museo Baroffio, che si trova presso il Santuario del Sacro Monte sopra Varese, ospita nelle sue sale un mobile di impronta architettonica incentrato sul rapporto cromatico tra la struttura eseguita in legno ebanizzato con parti in ebano e le placche in avorio che ne costituiscono l'apparato decorativo.

Le placche in avorio sono riprese a china per evidenziare il tratto inciso. Altre parti di compendio delle decorazioni principali sono realizzate con intarsi di soggetto vegetale in ebano su fondo in avorio (Figura 1).


Mobili di questo genere sono stati prodotti in Lombardia nella seconda metà dell'Ottocento, affondando le proprie radici negli stipi analogamente decorati in ebano e avorio, dovuti in prevalenza a maestranze fiamminghe, diffusi nel Ducato di Milano durante la dominazione spagnola del XVII secolo e poco oltre.

 

 

Figure 1-4.
Ferdinando Pogliani e bottega (qui attr.), Scrittoio a ribalta con alzata a dueante (stipo) ; legno ebanizzato, intarsi in ebano e avorio inciso a bulino; misure cm.108x88x58; seconda metà del XIX secolo, Museo Baroffio, Inv. 677.

I soggetti incisi sono tratti, di preferenza, dal repertorio classico, sia mitologico sia letterario, con qualche incursione nel campo dei poemi cavallereschi e della storiografia, con particolare riferimento al Medioevo e al Rinascimento.
Nel nostro caso, le due placche centinate collocate su ciascuna anta raffigurano, rispettivamente, una giovane dea (Afrodite/Primavera/Amore) e  un vecchio barbuto con la falce (Chronos/Inverno/Morte); sotto di loro si muovono diversi bambini che mimano alcune scene evocative delle rispettive stagioni (Figure 2 e 3).

Fig. 2
Fig. 3

Sul fronte della ribalta altri bambini rappresentano una scena bacchica all'interno di una formella rettangolare con spigoli smussati  (Figura 4).

Fig. 4

E' possibile che a questo stipo corrispondesse un gemello destinato a fare da pendant e si può presumere che in esso fossero rappresentate le altre due stagioni, anche se la scena bacchica che abbiamo descritto sulla ribalta è tipica dell'autunno ed è insolito che sia stata utilizzata in questa sede.


Sebbene il nostro stipo sia privo di firme o, come più spesso accadeva all'epoca, dell'etichetta dell'esecutore, possiamo qui attribuirlo alla bottega di Ferdinando Pogliani, sulla base di un confronto piuttosto stringente con due stipi di concezione assai simile, sebbene costituiti dal solo tavolo scrittorio e dell'alzata a due ante (quindi privi entrambi del vano intermedio con ribalta).


Il primo, pubblicato da Colle  nel 1995 come lavoro “firmato”, reca le medesime scene intarsiate sulle placche al centro delle ante (Figura 5); il secondo, passato sul mercato antiquario nel maggio 2006 presso la Casa d'Aste Farsetti, è contrassegnato dall'etichetta della bottega “FERD. POGLIANI – EBANISTA – MILANO” (Figure 6 e 6 bis).

 

Figura 5.
Ferdinando Pogliani e bottega, Scrittoio con alzata a due ante;
legno ebanizzato, intarsi in ebano e avorio inciso a bulino;
seconda metà del XIX secolo, collezione privata (Colle 1995, p. 133, Fig. 44).

 

 

Fig. 6 e 6 bis.
Ferdinando Pogliani e bottega, Scrittoio con alzata a due ante; legno ebanizzato, intarsi in ebano e avorio inciso a bulino; seconda metà del XIX secolo (Farsetti, maggio 2006 lotto n.338; Colle 2007, p. 390).

 


Bibliografia specifica
: AAVV, Museo Baroffio e del Santuario del Sacro Monte Sopra Varese, Nomos, Busto A. (Va) 2015 p. 63-64.

Bibliografia generale:
E.Colle, Dipingere con l'intarsiatura in legno: appunti sul mobile intarsiato lombardo, in Rassegna di Studi e Notizie, Castello Sforzesco, Milano A. 1995, p. 133 e ss.:
Enrico Colle, Il mobile dell'Ottocento in Italia, Electa, Milano 2007,  p. 388 e ss. e bibliografia ivi citata (in particolare: Cenni su Ferdinando Pogliani e la sua bottega, in AAVV, Arredi dell'Ottocento. Il mobile borghese in Italia, Artioli, Modena 2002.p. 98-107).

Nota: il presente articolo riproduce sostanzialmente il testo della scheda pubblicata nella Guida del 2015 sul Museo Baroffio (vedi Bibliografia specifica), integrandolo con le immagini che in quella sede non hanno potuto essere pubblicate per ragioni di spazio.

http://www.museobaroffio.it/

   
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