Due sculture e un seggiolone intagliati e dorati
di Andrea Bardelli

    Pubblicato il 1 febb. 2015
     

Nel catalogo della Collezione Cagnola di Gazzada (Va) dedicato alle arti decorative, pubblicato nel 1999, troviamo inserite tra i mobili due sculture intagliate e dorate con destinazione funzionale di porta vaso, (Figure 1 e 2), attribuite all'ambito ligure, più esattamente a quello di Filippo Parodi (Genova 1630-1702). Indotto dal già famoso pittore Domenico Piola a dedicarsi alla scultura e trasferitosi per qualche tempo a Roma, dove diviene allievo del Bernini, Parodi fa ritorno a Genova nel 1661 e qui collabora con lo scultore francese Pierre Puget. Lavora anche a Venezia e nel Veneto e tra i numerosi allievi troviamo Andrea Brustolon (1662-1732), al quale è stato  attribuito, in via ufficiosa, il seggiolone intagliato e dorato conservato nella stessa Collezione Cagnola (Figura 3), prudentemente recensito nel medesimo catalogo di cui sopra come manufatto veneziano del XVIII secolo (Nota 1).

Fig. 1 e 2 Seguace di Lorenzo Haili (?), Ercole e Giove, sculture intagliate e dorate raffiguranti Ercole e Giove,
fine XVII secolo, Gazzada (Va), Collezione Cagnola, Inv. MO.49-50, (Foto Vivi Papi).
Fig. 3 Seggiolone intagliato e dorato, Venezia,
fine XVII, inizi XVIII secolo, Gazzada (Va), Collezione Cagnola, Inv, MO.48 (Foto Vivi Papi).

Nel corso di una visita alla Collezione Cagnola, alcuni alcuni studiosi, funzionari della Soprintendenza Beni culturali della Provincia autonoma di Trento, dove il tema della scultura lignea è molto sentito, hanno fatto emergere la possibilità che le due sculture in legno intagliato e dorato possano essere attribuite a un allievo di Lorenzo Hail.

Lorenzo Haili, intagliatore trentino attorno al quale fervono ancora gli studi, nasce nel 1643 a Fisto in Val Rendena, nella diocesi di Trento. Nel 1664 è accertata la sua presenza a Mantova e nel 1676 a Borgotaro (Pr). Nel 1677 è di nuovo nel Mantovano (Castel Goffredo) e a Mantova per poi recarsi a Parma al servizio dei Farnese.
Dopo un probabile viaggio a Roma nel 1684 e una nuova parentesi mantovana (1690), egli torna definitivamente a Parma dove muore nel 1702 (Nota 2).

Di Lorenzo Haili, ad opera degli stessi studiosi trentini Luciana Giacomelli e Elvio Mich, sono state identificate nel 2007 sul mercato antiquario e fatte acquistare alla Provincia di Trento due bellissime sculture (Figure 4 e 5) (Nota 3), nelle quali non è difficile ravvisare echi di quelle della Collezione Cagnola, sebbene il livello qualitativo lievemente inferiore di queste ultime fa presumere che le sculture di Gazzada possano essere attribuite a un allievo di Lorenzo Haili, forse a Giovanni Battista Polana.

 
Fig. 4 e 5 Lorenzo Haili, Ercole e Ciclope, sculture in legno intagliato, dorato e parzialmente dipinto,
ultimo decennio del XVII secolo, Inv. n. 496190 e n. 416191, (Foto Agenzia Gianni Zotta).


E' indiscutibile che nel campo della scultura intagliata e dorata, particolarmente in voga a fine Seicento, sia difficile azzardare attribuzioni su base stilistica in assenza di precise testimonianza documentali, anche perché i più importanti autori come Brustolon e Fantoni incrociano spesso la loro attività con quella di Parodi e dello stesso Haili, tendendo a produrre opere dello stesso genere.


Avendo sottratto plausibilmente le due sculture dorate di Villa Cagnola all'ambito ligure, resta da chiedersi se anche per il seggiolone che si trova nella stessa sede non si possa suggerire una provenienza diversa da quella veneta che si è sempre ipotizzata, anche perché in una foto storica della Collezione Cagnola (Figura 6) sculture e seggiolone appaiono abbinati, così da indurre a pensare che potessero essere stati acquistati presso un'unica provenienza (Nota 4).

Fig. 6 Sala Rossa, Villa Cagnola, Gazzada (Va), Foto storica (Collezione Cagnola, Archivio fotografico).

Se i due putti morbidamente sdraiati nel punto di raccordo tra bracciolo e montante dello schienale  (Figura 7) sono sempre stati considerati una sorta di firma da parte di Brustolon - si vedano, ad esempio le poltrone di Cà Rezzonico a Venezia (Figura 8) - registriamo che  negli arredi della Rocca di Soragna presso Parma, dove Lorenzo Haili ha realizzato numerosi interventi, si trovano diversi seggioloni con caratteristiche molto simili (Figura 9).
Si tratta però di una duplice coincidenza poiché i seggioloni di Soragna sono stati eseguiti nel 1701 dall'intagliatore veneziano Ottavio Calderoni, come riportano Giuseppe Cirillo e Giovanni Godi in Il mobile a Parma fra barocco e romanticismo del 1983.

E' curioso che i suddetti autori, alla ricerca di riferimenti per i seggioloni di Soragna, trovino “stringenti affinità” proprio con il seggiolone della Collezione Cagnola, in precedenza pubblicato da Silvano Colombo (Nota 5), mobile per il quale possiamo quindi che confermare la provenienza veneta
Fig. 7 Dettaglio di Figura 3 (Foto Vivi Papi).
Fig. 8 Andrea Brustolon, Seggiolone in legno intagliato, Venezia, Cà Rezzonico.
Fig. 9 Ottavio Calderoni, Seggiolone in legno
intagliato e dorato, 1701,
Rocca di Soragna, Pr (Cirillo-Godi 1983, p. 70 n. 156).


NOTE


1
AAVV, La Collezione Cagnola. Le arti decorative, 1999, p. 143.
2
Per maggiori notizie su Lorenzo Haili, vedi Cattoi 2014, p. 147-155.
3
Giacomelli 2014, p. 262-264.
4
I Cagnola acquisivano talvolta mobili in blocco, come quelli provenienti da palazzo Botta a Pavia (attuale sede universitaria), comprati da Carlo Cagnola dopo il 1850.
5
Colombo 1975, f. 192; Colombo 1981, p. 381-82 n. 369.

 

POST SCRIPTUM

Nel saggio riportato in Bibliografia, Domizio Cattoi cita a pagina 152, nota 20, un lavoro del 2008 mio e di Arturo Biondelli (Tutti nobilmente lavorati. Arredi lignei della prevostura di Castel Goffredo) a proposito di un'ancona che si trova a Castel Goffredo (Mn) da noi attribuita ad Haili (Figura), definendola “stilisticamente molto distante dai modi di Haili” e quindi non considerandola sua. Concordiamo sul giudizio stilistico, ma è quella di cui parlano i documenti del tempo che identificano l'Haili come l'artefice impegnato a fornirla. Forse oggi possiamo presumere, in modo più disinvolto rispetto a 6 anni fa, che Lorenzo Haili, impegnato con i Farnese, abbia rifilato alla comunità di Castel Goffredo un “fondo di magazzino” oppure un lavoro fatto dal sodale Nicolò Antoniazzi, anch'egli citato nei documenti di Castel Goffredo. Quest'ultimo non è uno sconosciuto, come dice Cattoi (e come pensavamo noi): ne parla già Rasmo nel Dizionario biografico degli artisti atesini del 1980 (ripreso in AA.VV, Sculture in Trentino, Trento 2003, Vol. I, p. 486, nota 63), da noi a suo tempo colpevolmente ignorato, come appartenente a una famiglia di intagliatori della val di Fiemme, composta dai figli Giovanni, Antonio e Jacopo e dal nipote Giovani Battista, probabilmente originari di Cavalese, la cui presenza è attestata in val di Cembro tra il 1651 e il 1664. Speriamo con questo di riscattare, rinverdendola, la loro memoria.

   


Bibliografia citata in ordine cronologico

S. Colombo, L'arte del mobile in Italia, Milano 1975.
S. Colombo, L'arte del legno e del mobile in Italia, Bramante, Milano 1981.
G.Cirillo-G.Godi, Il mobile a Parma fra barocco e romanticismo, Banca del Monte di Parma, Parma 1983, p. 70 n. 156
AAVV, La Collezione Cagnola. Le arti decorative, Nomos, Busto Arsizio (Va), 1999.
Cattoi D., Un percorso a ritroso nella biografia di Lorenzo Haili …, in Tesori dal passato. Arte e storia in dieci anni di acquisiazioni (a cura di Laura Dal Prà e Luciana Giacomelli), Quaderni del Trentino n. 23, Provincia Autonoma di Trento, 2014.
Giacomelli L., Schede n. 66 e 67, in Tesori dal passato. Arte e storia in dieci anni di acquisiazioni (a cura di Laura Dal Prà e Luciana Giacomelli), Quaderni del Trentino n. 23, Provincia Autonoma di Trento, 2014.

L'autore ringrazia in modo particolare la dott.ssa Luciana Giacomelli della Soprintendenza Beni culturali della Provincia autonoma di Trento per aver suggerito la nuova attribuzione delle sculture intagliate e dorate della Collezione Cagnola di Gazzada (Va).

     
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