Turismo d'arte

Alcune cose viste a Siena
Pubblicato il 1 feb. 2014
   

Siena è una città meravigliosa che qualunque buona guida è in grado di consigliare al meglio come visitare. Questo è un percorso per certi versi digressivo che punta l'attenzione su alcune opere minori che possono costituire se non un'alternativa, almeno un compendio a quanto di imperdibile si può vedere.

All'interno del Duomo, ad esempio, segnaliamo un compianto ligneo policromo collocato in una nicchia protetta da una grata di ferro presso l'ingresso della biblioteca Piccolomini: si tratta di un gruppo costituito dal Cristo deposto, dalla Madonna, da san Giovanni e dalla Maddalena (Figura1 e 1bis) in cui colpisce la posizione del braccio del Cristo, teso all'indietro verso san Giovanni. Si deve a certo Alberto di Betto da Assisi, ed è databile al 1471.

Figura 1 e 1bis Alberto di Betto da Assisi, Compianto, Legno scolpito e dipinto, Siena, Duomo.


Da non perdere anche la cappella della Madonna del Voto (per altro ampiamente consigliata dalle guide), ideata da Gian Lorenzo Bernini, autore delle due sculture in marmo della Maddalena e di san Gerolamo, mentre santa Caterina e san Bernardino da Siena sono di Ercole Ferrata (1610-1686) . Quest'ultimo esegue anche i due angeli dorati che sorreggono l'icona della Madonna con Bambino attribuita a Dietisalvi di Speme (ottavo decennio del XIII secolo) (Figura 2).

Figura 2 Cappella della Madonna del Voto, Siena, Duomo
(l'immagine che consente di vedere anche le due sculture di Bernini è tratta dal sito www.tesoridisiena.net)


Un'altra scoperta è presso il museo di Santa Maria della Scala dove, all'interno della Sacrestia, troviamo due reliquie a dir poco straordinarie: il chiodo con il quale è stata fissata sulla Croce la mano sinistra di Gesù, all'interno di un reliquario di probabile manifattura veneziana del XIV secolo (Figura 3), e alcuni frammenti del velo, della cuffia e della cintura della Madonna, collocati all'interno di una teca in legno intagliato e dorato e argento sbalzato e cesellato databile al quarto  decennio del XVIII secolo (Figura 4).



Figura 3 Reliquia del chiodo con il quale è stata fissata sulla Croce la mano sinistra di Gesù, Siena, Santa Maria della Scala, Sagrestia.
Figura 4 Reliquie del velo, della cuffia e della cintura della Madonna,
Siena, Santa Maria della Scala, Sagrestia.


Queste reliquie, insieme ad altre sono state acquistate nel 1395 dall'Ospedale (dal quale è originato il complesso museale di Santa Maria della Scala) presso il mercante fiorentino Pietro di Giunta Torriani. Questi le avrebbe a sua volta acquistate dall'imperatore di Costatinopoli, costretto a vendere per far fronte a momentanee difficoltà finanziarie. La collezione di reliquie da parte della chiesa di Costantinopoli, raccolte nella Cappella Imperiale, era stata avviata nel IV secolo quando la madre di Costantino, Elena, aveva iniziato la ricerca della Vera Croce che era stata poi ritrovata, almeno secondo la leggenda.

L'operazione che ha permesso l'arrivo a Siena di un simile tesoro è stata condotta con l'apporto del Comune poiché l'Ospedale era retto all'epoca Andrea di Toro,  “uomo” della borghesia che reggeva le sorti del Comune.

Originariamente custodite in cassoni posti all'interno della Cappella del Manto dell'Ospedale, le reliquie furono traferite nella Sagrestia della chiesa della SS. Annuziata (anch'essa facente parte del complesso di Santa Maria della Scala), ristrutturata da Lorenzo Vecchietta nel 1444. L'armadio dipinto dallo stesso Vecchietta che le conteneva dal 1445, detto Arliquera, si trova presso la Pinacoteca cittadina. Oggi in Sagrestia si trovano solo le due reliquie di cui sopra; gran parte delle altre, arricchite dall'Ospedale nei secoli attraverso continue acquisizioni, sono esposte al piano inferiore nei cosiddetti Magazzini della Corticella.

Nell'ambito del complesso di Santa Maria della Scala resta da segnalare la gipsoteca dello scultore Tito Sarrocchi(2) (Figura 5), autore della copia ottocentesca della Fonte Gaia (quella che si vede attualmente in piazza del Campo; quella originale di Jacopo della Quercia è sempre in Santa Maria della Scala nell'Antico Fienile).

Figura 5 Immagine della Sala san Giuseppe in Santa Maria della Scala
(foto tratta dal sito www.santamariadellascala.com)


Info

Per quanto riguarda la sistemazione alberghiera e dove consumere i pasti, consigliamo:

a) l'Hotel Alma Domus, via Camporegio 37; www.hotelalmadomus.it, tel. 0577 44177 (austero, ma strategico; se possibile farsi dare le camere in alto)
b) per la pausa di mezzogorno: il ristorante wine bar Zest, Costa di sant'Antonio 13; www.zestsiena.com, tel. 0577 47139.
c) per la cena: il ristorante L'osteria, via dei Rossi 79/81, tel. 0577 287592.

 

Note

1 - http://it.wikipedia.org/wiki/Ercole_Ferrata; su questo scultore ricordiamo la bella mostra tenutasi presso la Pinacoteca Cicia di Como dal novembre 2010 al febbraio 2011,dal      titolo “Omaggio ai maestri intelvesi Ercole Ferrata e Carlo Innocenzo Carloni”, al cui catalogo (quaderno n. 5 della Pinacoteca a cura di M. L. Casati) si rimanda.
2 - http://it.wikipedia.org/wiki/Tito_Sarrocchi

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