La collezione Cagnola di Gazzada

  Pubblicato il 1 febb. 2015
   

La Collezione Cagnola è ospitata nei locali della Villa di Gazzada (Va) (Foto 1), acquistata dalla famiglia Cagnola nel 1850, ristrutturata a più riprese e mantenutasi pressoché intatta fino ai giorni nostri dopo essere pervenuta alla Santa Sede con un atto di donazione sottoscritto nel 1946.
Si tratta di una collezione nota a livello internazionale che annovera sia dipinti e sculture, sia opere d’arte decorativa (Foto 2).

Foto 1
Foto 2


E’ stata creata grazie a una serie di acquisizioni mirate e oculate che rivelano il talento artistico e collezionistico dei Cagnola, probabilmente già Giuseppe (1775-1856), abile imprenditore, ma soprattutto Carlo (1828-1895), personaggio di spicco dell’Italia post unitaria con diverse prestigiose cariche a livello sia politico che economico e infine Guido (1861-1954), a sua volta eminente politico, ma anche finissimo intellettuale umanista, critico d’arte e filantropo. 
I Cagnola hanno sempre disposto di discrete sostanze che consentivano loro di puntare su opere, quale ne fosse il genere, di notevole qualità, guidati dal loro gusto personale, ma anche dai preziosi suggerimenti di personaggi come Giovanni Morelli, mentore di Carlo e, più tardi, Bernard Berenson, grande amico di Guido.
Nel campo dei dipinti, il risultato è una delle più belle raccolte private di tavole a fondo oro e tele eseguite da pittori, in prevalenza, toscani, lombardi, veneti ed emiliani dal Trecento al Cinquecento.
Fra gli artisti sono presenti il Maestro della Madonna Cagnola, alias Zanetto Bugatto (Figura 3), Frà Carnevale, Ambrogio da Fossano detto il Bergognone, Bernardino Butinone (Figura 4), Ercole de’ Roberti, Jacopo Bellini, i Vivarini. Vi è poi una significativa presenza di leonardeschi: Bernardino Luini (bottega), Marco d’Oggiono, Giovanni Agostino da Lodi e il Giampietrino.

Fig. 3 Maestro della Madonna Cagnola (Zanetto Bugatto), Madonna con Bambino e Angeli, seconda metà del XV secolo, tavola cm. 104x66,5, Inv. DI.29 (Foto L.Laita).
Fig. 4 Bernardino Butinone, Flagellazione,
fine XV secolo, tavola cm. 41 x 31, Inv. DI.28.


Nell'ambito della pittura dei Sei e Settecento spicca con diverse opere il veneziano Francesco Guardi (Figura 5).
Della collezione sono parte integrante anche i ritratti di famiglia che ne evidenziano il rango sociale, commissionati dai Cagnola ad alcuni fra i maggiori artisti dell’Ottocento lombardo, quali Giuseppe Bertini (Figura 6), Eliseo Sala, Eleuterio Pagliano, Sebastiano de Albertis. 
Nel complesso, parliamo di 146 dipinti a catalogo, ai quali se ne aggiungono diversi altri sparsi nei depositi e sulle pareti delle stanze private della villa.

Fig. 5 Francesco Guardi, Capriccio con arco,
XVIII secolo, tela cm. 33 x 43, Inv. DI.85 (Foto L.Laita).
Fig. 6 Giuseppe Bertini, Ritratto di Carlo Cagnola,
1870 circa, tela cm. 131 x 89, Inv. DI.106.


Nell’ambito delle arti decorative troviamo una significativa presenza di arazzi: 21 pezzi in prevalenza di provenienza fiamminga (Figura 7), ma anche una selezionata raccolta di placchette in bronzo e preziosi mobili antichi (Figura 8).
Sicuramente sono però  le ceramiche, per le quali Carlo Cagnola nutriva una smisurata passione, a costituire forse il nucleo più importante, almeno dal punto di vista sistematico, dell’intera Collezione Cagnola. L’ambizione di Carlo era di possedere e quindi di poter studiare e documentare gli esemplari di tutte le più importanti manifatture ceramiche sia italiane che estere.

Fig. 7 Anonimo, Giardino con figure, Fiandre (Bruxelles),
fine XVI secolo, cm. 210x252, Inv. AR.09.
Fig. 8 Artefice lombardo, Cassettone a ribalta con alzata (trumeau),
Lombardia, XVIII secolo, cm. 270x151x57, Inv. MO.20.


La Collezione Cagnola comprende quindi una delle più ricche e complete raccolte di  maioliche e porcellane europee ed orientali (Cinesi e Giapponesi) che spazia tra l’inizio del Trecento e la fine dell’Ottocento.
Entrando maggiormente in dettaglio, tra le maioliche troviamo alcuni pezzi di Faenza del Cinquecento, un vaso di frutta della bottega dei Della Robbia (Figura 9), due piatti seicenteschi di Laterza, capolavori di Angelo Antonio d’Alessandro, numerosi oggetti settecenteschi delle manifatture milanesi Clerici e Rubati e due opere notevolissime del savonese Boselli: un serbatoio lavamani e un calamaio.
Le porcellane costituiscono un campionario particolarmente completo della produzione di quasi tutte le manifatture europee.
Il nucleo di Meissen è uno dei più importanti tra quelli visitabili in Italia (Figura 10): 35 plastiche, 40 pezzi singoli, 8 servizi, 1 servizio da viaggio e un servizio “ornitologico” di 336 pezzi.

Fig. 9 Bottega Della Robbia, Vaso con frutta,
inizi XVI secolo, terracotta smaltata, cm. 41, Inv.MA.01 (foto M. Tedeschi).
Fig. 10 Manifattura di Meissen (J.J.Kändler ?),
Il calderaio e il fabbricante di pentole,
metà circa XVIII secolo, porcellana cm. 17 e 19, Inv. POe.45 (Foto G.Ghielmi).


Tra le italiane vi è una significativa presenza delle veneziane Vezzi e Cozzi, di Antonibon e soprattutto di Doccia con un celebre centro tavola Della terra e del mare ispirato a una scultura di Giovan Battista Foggini (Figura 11) e una Testa classica (Pomona) ripresa da una scultura di Soldani Benzi.
La porcellana tenera è rappresentata da vari oggetti di Capodimonte e della Ferdinandea, tra cui due eccezionali plastiche di Filippo Tagliolini.
L’interesse di Carlo Cagnola per la ceramica, favorito anche dalle sue frequentazioni internazionali, gli permette di mettere insieme anche una raccolta di ceramica orientale che annovera un centinaio di  pezzi ragguardevoli, tra i quali ricordiamo 7 Celadon (Figura 12), un piatto del tipo Imari in tricromia con porpora di Cassio del 1725 e una rarissima tazzina di “porcellana gesuita” con una crocifissione dipinta a compendio del decoro originario.

Fig. 11 Manifattura di Doccia, Trionfo da tavola della Terra e del Mare,
porcellana cm. 48x91, Inv.PO.278.
Fig. 12 Zhejiang (Cina), ceramiche celadon, dinastie Yuan e Ming,
XIV-XV secolo, Inv. CEo.001-007 (foto M. Tedeschi)


Ove non altrimenti indicato, le foto sono di Vivi Papi, Varese.

Info
La Collezione d'Arte è accessibile con visita guidata:
tutti i giorni per gruppi di almeno 8 persone
la seconda e l'ultima domenica del mese alle ore 16,00 per chiunque (singoli o in gruppo)
E' richiesta in ogni caso la prenotazione
Villa Cagnola Tel. 0332 461304 - reception@villacagnola.it, www.villacagnola.it

   

Articoli pubblicati su Antiqua fino al dicembre 2014 su opere della collezione Cagnola:

Una tazza inconsueta della Manifattura Ginori (luglio 2023)
http://antiqua.mi.it/A_Ginori_0712.htm

Una rara console di Maggiolini a Villa Cagnola (gennaio 2013)
http://antiqua.mi.it/A_Maggiolini_gen2013.htm

Il genovesino di Villa Cagnola (febbraio 2013)
http://antiqua.mi.it/A_Genovesino_feb2013.htm

Una croce di Giorgio Lascaris nella collezione Cagnola (aprile 2013)
http://antiqua.mi.it/A_Liscaris_Andrea_apr2013.html

La via Crucis di Guido Veroi a Villa Cagnola (luglio 2013)
http://antiqua.mi.it/A_Veroi_And_lug2013.htm

Un opera inedita di Vincenzo Vela: cronaca di una scoperta (novembre 2013)
http://antiqua.mi.it/A_Bardelli_Vela_nov13.htm

Nicola Fenili e il san Francesco di Vivarini (dicembre 2013)
http://antiqua.mi.it/Fenili_dic2013.html

Piccoli tesori di porcellana: la terrina Isola Manara della collezione Cagnola (febbraio 2014)
http://antiqua.mi.it/Biancalana_Terrina_feb14.htm

"La desolazione dei luoghi sacri" da Maarten de Vos (marzo 2014)
http://antiqua.mi.it/Maarten_deVos_mar14.htm

Tre inediti medaglioni in terracotta e gli spolia del Banco mediceo di Milano (maggio 2014)
http://antiqua.mi.it/Zani_Terrecotte_Mag2014.htm

Stipo ebanizzato con placchette firmate G.B.Monza (ottobre 2014)
http://antiqua.mi.it/Bardelli_Stipo_ott14.html

   
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