Piccoli tesori di porcellana: la terrina Isola Manara della collezione Cagnola
di Alessandro Biancalana
(foto di Gabriele Ghielmi)

Pubblicato il 1 feb. 2014
   
Terrina, porcellana dura policroma e dorature, h. cm. 11; diametro cm. 19,5, manifattura Ginori a Doccia, 1750 circa,
Collezione Cagnola, Gazzada, Va., Inv. C. 326.


Terrina bassa lobata di forma circolare con due manici sagomati; sul coperchio campeggiano gli stemmi della famiglie genovesi Marana e Isola; all’interno numerosi insetti di color viola e nel corpo rametti floreali policromi e qualche insetto.

Laura Isola va in sposa al marchese Francesco Marana: i marchesi Marana sono originari di Coreglia Ligure o di Chiavari, dove ancora oggi c’è palazzo Marana, mentre la famiglia Isola, chiamata anche “dalle Isole”, è forse un ramo dei visconti di Genova per il feudo di tal nome che questi possedevano in Val Polcevera. Nel 1528 gli Isola vennero ascritti anche all’Albergo (sorta di consorzio feudale) degli Usodimare (GRILLO 1964); dopo l’estinzione del ramo nobile della famiglia nel XVII secolo, gli Isola ebbero esponenti di spicco nel campo politico, militare e  professionale.  Nel corso del Settecento possedettero a Savona una importante fabbrica di ceramiche (PESSA 2000 in LE COLLEZIONI DI CERAMICHE, p. 20).


I rapporti tra la marchesa Laura Isola Marana ed il marchese Carlo Ginori sono ormai noti da tempo  (GINORI LISCI 1963, p. 49) e la loro corrispondenza permette di datare con grande precisione la realizzazione dei serviti araldici di questa famiglia (D’AGLIANO 2005, in BAROCKER LUXUS, p. 291; BIANCALANA 2009, pp. 181-183).

Tale corrispondenza  testimonia la produzione da parte della Manifattura Ginori di numerosissimi oggetti, non soltanto i già noti servizi, quello, cioè, in monocromo blu “a stampa” (indicato  più comunemente  come “a stampino”, anche se questa definizione mai appare tra i documenti), nonché gli altri policromi stemmati, più o meno ricchi.

Pur non essendo la prima tra quelle conservate, la missiva che Laura Isola Marana invia a Carlo Ginori da Sestri Levante il  3 ottobre 1750 ci permette di identificare la data di produzione del primo servito e di venire a conoscenza che anche nel corso del 1750 questo era stato incrementato: “Ho ricevuto la stimatissima Sua de 30 scaduto; le due Polize di carico, dalle quali vedo ch’ella mi favorisce di un'altra buona dose di Porcellane, e non contento d’avermi favorito l’anno passato di un servito abbondantissimo bianco, e Turchino, à voluto anche adesso aumentarlo. Giunsero i giorni passati le Pilette dell’Acqua Bendedetta”, che, però, arrivano rotte (AGL, XII, 4, Ginori Sen. Carlo. Lettere diverse dirette al medesimo. 1748 – 1749, Filza 14,  c. 435).

Ci si riferisce sempre a tale servito “a stampa” una lettera successiva del 20 ottobre 1750 e sembra rilevarsi che le spedizioni di serviti policromi inizino proprio in questo anno:  “Il servito bianco, e Turchino, è abbondante, e bellissimo, siccome quello dell’Armi, e l’ultimo disegno, che Le mandai, è imitato a maraviglia” (AGL, XII, 4, Ginori Sen. Carlo. Lettere diverse dirette al medesimo. 1748 – 1749, Filza 14, c. 442v).

Non solo, però, serviti araldici sono spediti a Genova, ma anche un centrotavola e gruppi, di certo assai importanti; il 22 agosto 1750, infatti, la marchesa dice: “La prego di spedirmi più presto che sia possibile il bello desert che mi vuole favorire, avendo una grandissima voglia di vederlo, tanto più che l’Inverno passato il Nardini mi disse che l’aveva veduto, e che non mi poteva figurare cosa più bella ed uguale bon gusto. Ho messo varij di quelli magnifichi Gruppi che mi à favorito sui Tavolini, ed i Camini, e gli assicuro che ogn’uno che viene in casa stà del gran tempo a guardarli, ed abbenchè li abbino già veduti più volte, non si sazziano di lodarli, e stimarli, come di tutto il rimanente che di prezioso, e in abbondanza ho della Sua Fabbrica” (AGL, XII, 4, Ginori Sen. Carlo. Lettere diverse dirette al medesimo. 1748 – 1749, Filza 14, c. 430).  

Il 12 settembre 1750 poi, la marchesa Laura comunica a Carlo Ginori che “adesso sì che vorrei essere la più eloquente Donna del mondo, per ringraziarla ma più di tutto spiegarle la bellezza, e il buongusto della sontuosa Tabacchiera che mi ha favorito ieri mattina” (AGL, , XII, 4, Ginori Sen. Carlo. Lettere diverse dirette al medesimo. 1748 – 1749, Filza 14, c. 442v), dandoci la testimonianza che anche le galanterie furono oggetto di dono a Laura Isola da parte del marchese Carlo.

Questa terrina, di qualità eccelsa, si deve ascrivere tra gli oggetti più ricchi della produzione con gli stemmi Isola e Marana e potrebbe anche essere tra i primi degli oggetti giunti nel 1750 a Genova da Doccia.

 

 

Bibliografia specifica

Luca Melegati in AA.VV., La collezione Cagnola. Le arti decorative, p. 295, scheda 312, Nomos Edizioni, Busto Arsizio 1999

Andreina d’Agliano, in Barocker Luxus Porzellan. Die Manufakturen Du Paquier una Carlo Ginori in Florenz, Catalogo mostra Vienna 10 novembre 2005 – 29 gennaio 2006, a cura di Johann Kraftner, Ckaudia Lehner-Jobst, Andreina d’Agliano,  Monaco di Baviera 2005, p. 291, scheda 117.

 

Bibliografia generale

Biancalana Alessandro, Porcellane e Maioliche a Doccia. La Fabbrica dei marchesi Ginori. I primi cento anni, Polistampa, Firenze 2009.

Grillo Francesco, Origine storica delle località e antichi cognomi della Repubblica di Genova. Comuni, Frazioni, Parrocchie e loro eventuali controversie dal 958 al 1787, Collegio Colasanzio, Genova 1964.

Ginori Lisci Leonardo, La Porcellana di Doccia, Electa, Milano 1963.

Pessa Loredana, Le collezioni di ceramiche. Maioliche araldiche di manifattura ligure, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2000.

 

Riferimenti archivistici

Archivio Ginori Lisci, Firenze



 
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