Cassettone neoclassico attribuito al monogrammista FB
di Manuela Sconti Carbone

Settembre 2018
   

Tra i mobili che appaiono talvolta fugacemente prima di un loro eventuale approdo sul mercato antiquario è stato possibile acquisire le immagini di un bel cassettone neoclassico intarsiato con scene di rovine, figure allegoriche e altro (Figura 1).

Fig. 1 - Mongrammista FB (qui attribuito), cassettone neoclassico intarsiato, Lombardia, fine del XVIII secolo,
mercato antiquario. Ringrazio Andrea Bardelli per la segnalazione.

La figura sulla sinistra è la Prudenza (Figura 2), come si può dedurre dal confronto con un disegno attribuito ad Andrea Appiani (Figura 3), a sua volta tratto dall'edizione del 1603 dell'Iconologia di Cesare Ripa (Figura 4).

Fig. 2 - Dettaglio di Figura 1.
Fig. 3 - Andrea Appiani, Prudenza, disegno (Giuseppe Beretti, Alvar Gonzalez Palacios, Giuseppe Maggiolini, Catalogo Ragionato dei disegni, Inlimine, Milano 2014, p. 241-242).
Fig. 4 - Prudenza, incisione tratta da Giuseppe Ripa, Iconologia (1603).

Nel riquadro a destra è riconoscibile una figura che potrebbe rappresentare la Fortezza (Figura 5), messa a confronto con la stessa immagine pubblicata dal Ripa (Figura 6).

Fig. 5 - Dettaglio di Figura 1.

Fig. 6 - Fortezza, incisione tratta da Giuseppe Ripa, Iconologia (1603).


Ci sono alcuni elementi che suggeriscono una posizione di dubbio: l’assenza del ramo di ulivo e dello scudo; la presenza di una conchiglia e della testa di un pesce, in basso a sinistra, e di un elmo che giace scomposto, in basso a destra. Essendo comunque probabile l’esistenza di un altro cassettone, en pendant, il suo ritrovamento potrebbe fornire utili elementi per la risoluzione dell’enigma. In particolare si potrebbe affermare che la figura dubbia rappresenti proprio la Fortezza se nel secondo elemento della coppia si rinvenissero le altre due Virtù cardinali, la Giustizia e la Temperanza (nota 1).

Nell'angolo in basso a destra del pannello centrale è parso di identificare una sigla, forse una E, forse una F, seguita da un Π (?), confusi tra segni incisi di vario genere (Figura 7).

Fig. 7 - Dettaglio di Figura 1.


Purtroppo, non potendo associare a tale sigla un autore noto, per tentare di identificare l’artigiano si è utilizzato il metodo comparativo, unico disponibile in assenza di prove documentali, metodo già presentato ed utilizzato in altre occasioni (ad esempio, vedi Vizzo, un importante laccatore da scoprire ..., antiqua.mi, marzo 2018).

La ricerca effettuata ha consentito di individuare un cassettone (Figura 8) siglato “FB fecit Mediolano”, già passato a Firenze sul mercato antiquario, pubblicato nel 1968 da Alvar Gonzales Palacios (nota 2).

Fig. 8 - Mongrammista FB, cassettone neoclassico intarsiato, Lombardia, fine del XVIII secolo
(A. Gonzales Palacios, op. cit.).


Sull'identità di FB, lo stesso Gonzales Palacios si esprime, seppur dubitativamente, in favore dei fratelli Benzoni, che secondo il “Servitore di piazza” erano residenti a Milano nel corso P.N. 1373 (nota 3).
Come si evince dal confronto fra le immagini (vedi ancora Figure 1 e 8), i due cassettoni presentano la tipica semplice struttura del periodo, corpo squadrato su gambe a tronco di piramide e ornamentazione pittorica con sapore aneddotico e narrativo, affidata a un intarsio non minuzioso, ma d’effetto.
Le figure sono caratterizzate da un medesimo tratto esecutivo, sottile e snello. Cassetti e fronte sono riquadrati con lo stesso gusto interpretativo. In particolare i cassetti sotto piano riproducono una decorazione molto simile, con figure fantastiche affrontate e motivi fogliacei. Identico è inoltre lo svolgersi delle candelabre vegetali nei montanti e nelle gambe.
Per tali motivi si ritiene plausibile che i due manufatti siano stati eseguiti nella stessa bottega.
Si vedrà in futuro se emergeranno informazioni che possano contribuire a tracciare il profilo di questo ignoto ebanista “FB”. Per adesso si spera di avere aggiunto un ulteriore tassello nella ricostruzione del panorama dell’arte neoclassica lombarda.

 

Note

[1]
Elisabetta Ballarini, comunicazione 11.6.2018.
[2]
A.G.Palacios, Il tempio del gusto (Il Granducato di Toscana e gli Stati Settentrionali), Longanesi, Milano 1986, p. 274.
[3]
Sugli artefici del legno Benzoni vedi: Intagliatori, corniciai e doratori a Milano nel 1827, antiqua.mi, marzo 2016 in particolare la nota 4. L'ipotesi remota che FB possa essere Francesco Birger, autore di un cembalo firmato “FBF Mediolani 1735”, è stata discussa in Legnamari e cembalari nella Milano del Settecento, antiqua.mi, maggio 2013 (vedi).

 
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