Iconografia dell'Adorazione dei Magi

di Fausto Riva


    Pubblicato il 2 gen. 2011
Figura 1
Le prime rappresentazioni di questo popolare soggetto si trovano dipinte nelle catacombe romane oppure scolpite sui sarcofaghi marmorei già nel II secolo.
Secondo una tesi suggestiva, l'immagine dei Magi o di uno di essi, inginocchiati davanti alla Madonna e al Bambino, deriva dalla tradizione imperiale romana che raffigurava i barbari vinti nell'atto di rendere omaggio all'imperatore vittorioso.
Il valore simbolico dei doni recati dai Magi, ossia l'Oro (simbolo dell'omaggio), l'Incenso (simbolo del sacrificio) e la Mirra (simbolo della morte), è stato specificato da sant'Ireneo vissuto nel II secolo.
Le raffigurazioni più antiche mostrano i tre personaggi in fila indiana - con in testa un berretto frigio che accrediterebbe la loro provenienza persiana (storia dei Magi vintage) - senza alcun legame diretto con il presepio.
Li troviamo in questa posizione nel celebre mosaico in sant'Apollinare Nuova a Ravenna, risalente alla seconda metà del IV secolo (Figura 1).
Sempre a Ravenna, ma in San Vitale, essi sono raffigurati sia in un rilievo che adorna un sarcofago marmoreo del V secolo, sia - sganciati da qualunque contesto - sulla balza del vestito di Teodora nei mosaici del catino absidale del VI secolo, riprendendo, presumibilmente, il fregio marmoreo di cui si è appena detto.
Figura 2
1.
Artefice ignoto, Magi, seconda metà IV secolo, Ravenna, sant'Apollinare Nuova.
  2.
Artefice ignoto, Adorazione dei Magi, VIII-IX secolo, affresco, Castelseprio (Va), chiesa di Santa Maria Foris Portas
Figura 3

Nei secoli successivi, fino al XII circa, troviamo i tre Magi intenti a rendere omaggio alla Madonna con il Bambino, spesso assisa in trono (Figura 2).
Le varie rappresentazioni ce li mostrano spesso come cortigiani devoti all'Imperatore, quasi delle figure pagane, piuttosto che i personaggi che siamo abituati a considerare (Figura 3).
L'umanizzazione dell'arte portata dal Gotico è l'esperienza del presepe introdotta nell'ambito dell'esperienza francescana fà sì che Giotto sia uno dei primi a rappresentare i Magi come noi li conosciamo (Figura 4).
Più tardi, i Magi iniziarono ad essere interpretati e raffigurati come le personificazioni delle tre parti del mondo allora conosciuto: Gaspare, quello più anziano, l'Europa, Baldassarre l'Asia e Melchiorre, raffigurato come un giovane uomo di colore, l'Africa.
Solo durante il Riascimento si evidenzia la maestà dei Magi, rappresentati con vesti sontuose e in genere accompagnati da un folto seguito di persone e animali.
Il soggetto dei Magi è ancora popolare durante il Seicento, ma viene quasi abbandonato del tutto nei secolo successivi.

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http://www.fitzmuseum.cam.ac.uk

Figura 4
3.
Artefice ignoto, Adorazione dei Magi, XII secolo, miniatura di Evangeliario, abbazia di Nonantola (Mo)
  4.
Giotto, Adorazione dei Magi, 1304, affresco, Padova, cappella degli Scrovegni
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