Madonna penitente di cera
  Maggio 2017
   

Nella Collezione Cagnola si conserva una Maddalena penitente in cera, contenuta in una cornice a forma di teca (Figura 1).
La scheda che la riguarda nel catalogo relativo alle arti decorative della Collezione Cagnola, la dichiara confrontabile con un'opera in cera, raffigurante anch'essa una Maddalena penitente, conservata presso la Galleria degli Argenti di Palazzo Pitti a Firenze “che mima un dipinto di Stefano [sic ?] Allori ” (Scalini in AAVV, La collezione Cagnola. Le arti decorative, Nomos, Busto Arsizio, Va, 1999, p.78 n. 18).

Fig. 1- Maddalena penitente, cera, 31,8x 24,6, (Toscana), fine XVII, inizi XVIII secolo (Gazzada, Va, Collezione Cagnola).


Grazie alla cortesia degli addetti del Museo degli Argenti, abbiamo ottenuto un'immagine della Maddalena penitente ivi conservata (Figura 2) e le notizie ad essa riferite, tratte dal catalogo di una mostra tenutasi a Palazzo Pitti nel 1979 dal titolo Curiosità di una reggia. Vicende della guardaroba di Palazzo Pitti (CentroDi, Firenze 1979, p. 42 n. 10), dove è datata all'inizio del XVII secolo.

Fig. 2 - Maddalena penitente, cera, 28 x 22, (Toscana), XVII secolo (Firenze, Palazzo Pitti, Museo degli Argenti).


Apprendiamo che la scena è ispirata a un dipinto di Cristofano Allori (1577-1671) che si conserva nella Galleria Palatina degli Uffizi a Firenze (Figura 3), copia un dipinto del Correggio, oggi perduto, che si conservava alla Gemäldegalerie di Dresda (Figura 4), e che l'autore della cera risulterebbe essere, da un inventario del 1911, “un certo Fusino”.

Fig. 3 - Allori Cristofano, La Maddalena nel deserto,
Firenze, Uffizi (Galleria Palatina, inv. n. 1344).

Fig. 4 - Correggio, La Maddalena, Dresda, già Gemälde Galerie (perduto)
(foto Alinari).

La scheda di Scalini del 1999 prosegue specificando come “apparentemente anche l'esempio Cagnola  … deriva da un'opera pittorica del Seicento fiorentino e ciò rende probabile che le due Maddelene siano state modellate dalla stessa mano” (Scalini, op. cit.).
Il riferimento non appare pertinente, almeno da un punto di vista iconografico, poiché il motivo ispiratore della Maddalena in Collezione Cagnola sembra essere una delle versioni del soggetto create da Tiziano, come quella del Museo di Capodimonte a Napoli (Figura 5), oppure quella dell'Ermitage di San Pietroburgo (Figura 6).

Fig. 5 - Tiziano, Maddalena, Napoli, Museo di Capodimonte.

Fig. 6 - Tiziano, Maddalena, San Pietroburgo, Ermitage


Per quanto riguarda, invece, l'attribuzione non possiamo per ora né confermare né confutare “che le due Maddelene siano state modellate dalla stessa mano”, ossia quella del Fusino, sul quale non è stato possibile acquisire alcuna notizia.

Anche nel campo della ceroplastica le opere datate e firmate sono rare ed è quindi con estremo interesse che abbiamo salutato l'esposizione di una Maddalena penitente in cera, firmata Caterina de Jiulianis e datata 1717 (Figura 7), all'interno della mostra dal titolo La Maddalena tra peccato e penitenza, tenutasi a Loreto nel 2016 (catalogo a cura di Vittorio Sgarbi, Silvana, Milano 2016 p. 20).

 

 

Fig. 7 - Caterina de Jiulianis, Maddalena penitente,
cera, Ro Ferrarese (Fe), Collezione Cavallini Sgarbi).

 

Nell'impossibilità di effettuare confronti incrociati dal vero, pare non vi sia alcuna attinenza tra quest'opera e le ceroplastiche di Gazzada e di Firenze, tuttavia, guardando meglio lo sfondo della Maddalena in Collezione Cavallini Sgarbi, notiamo, nello scorcio con l'albero, una possibile “citazione” della Maddalena di Tiziano all'Ermitage (Figure a e b).

Fig. a (dettaglio della Figura 7)

Fig. b (dettaglio della Figura 6)

   
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