Piatto in rame dorato. Ambito di Antonio Leoni, Germania prima meta XVIII secolo.

  Dicembre 2017
   

Il piatto da parata in rame sbalzato e dorato raffigurante Il sacrificio di Muzio Scevola (Figura 1) trova un riscontro preciso in un rilievo in avorio di Antonio Leoni e della sua scuola, sempre abbinato ad analogo rilievo in avorio raffigurante La continenza di Scipione, al punto da pensare all'esistenza di un pendant per il nostro oggetto.

Fig. 1 - Leoni Antonio (ambito di), Il sacrificio di Muzio Scevola, piatto da parata in rame sbalzato e dorato,
ovale cm. 74 x 98, spessore mm. 1,5, kg. 6 ca, Germania, prima metà del XVIII secolo, Milano, collezione privata.


Di Antonio Leoni sappiamo che era nativo di Venezia e documentato dal 1704 al 1716 circa. Lavora con Ignazio Echagen a Dusseldorf alla corte del Principe Giovanni Guglielmo del Palatinato.
Dei due rilievi in avorio si conoscono diverse versioni in cui compaiono sempre abbinati (Figura 2). In occasione di un passaggio in asta (Sotheby's) si apprende che una coppia è conservata a Monaco presso il Bayerisches National Museum (illustrata da R. Berliner, Augsburg 1926, nn. 473-474) (nota 1).

 

Fig. 2 - Leoni Antonio e bottega, Il sacrificio di Muzio Scevola e La continenza di Scipione, rilievi in avorio,
Germania, prima metà del XVIII secolo (Sotheby's).


Un numero relativamente elevato di esemplari noti di questi rilievi in avorio dimostra il successo di questa invenzione ed è assai plausibile che i soggetti siano stati eseguiti anche in altri materiali.
E' quindi altamente probabile che anche i piatti da parata in discorso siano stati eseguiti nell'ambito della bottega di Antonio Leoni durante il suo soggiorno in Germania.

E' stato infatti riscontrato che per numerosi piatti da parata ovali dello stesso genere, ossia istoriati al centro con scene di vario genere e tese decorate a motivi vegetali – anche se più spesso eseguiti in rame argentato (Figura 3)- viene pressoché concordemente indicata una provenienza tedesca e una datazione tra la fine del XVII secolo e la metà di quello successivo.
Il riferimento al nord Europa (Germania, Paesi Bassi) per gli ornati floreali viene indicato anche a proposito di piatti da parata (in argento) di provenienza italiana, romana o napoletana.

Fig. 3 - Battaglia dalla guerra dei Trent'anni, piatto da parata in rame sbalzato e argentato, ovale cm. 54 x 74,
Germania fine del XVII secolo, Mercato antiquario.


Non è stato possibile rintracciare i tre marchi che si susseguono a breve distanza su una porzione della tesa (Figura 4). Tuttavia, l'abitudine di apporre due e più di sovente tre volte lo stesso punzone su un manufatto, ebbe largo corso per gran parte del XVIII secolo, dai primi decenni fino all'ultimo quarto. I punzoni ripetuti erano quasi sempre quelli "dell'Arte", "Camerali", "di Stato", ecc..., cioè quelli che certificavano la bontà della lega utilizzata, e/o quelli dei vari saggiatori, meno frequentemente si trovano ripetuti i punzoni dei maestri orafi e argentieri.

Fig. 4 - Marchi, dettaglio del piatto in Figura 1.


Si ringraziano Michele Scapinello e Gianni Giancane per il loro contributo.
   

Note

[1]
Vedi anche Scherer Christian, Elfenbeinplastik seit der Renaissance, Monographien des Kunstgewerbes,VIII, a cura di J.I. Spensel, Hermann Seeman Nachfolger, Lipsia s.d., p. 20 fig. 14 (Continenza di Scipione).

   
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