Il mito di Proserpina

Quella del rapimento è solo la prima fase del mito di Persefone (Proserpina). La madre Demetra, infatti, in preda all'angoscia, cerca la figlia per nove giorni e nove notti finchè Elio, dio del sole, che aveva assistito alla scena del rapimento, le rivela che era stato Zeus ad aver ordinato il matrimonio. Demetra, infuriata, abbandona l'Olimpo e si reca a Eleusi dove, sotto mentite spoglie, diventa la nutrice di Demofonte, figlio del re Celeo. Deve svelare la sua vera identità quando viene scoperta mentre cerca di rendere il piccolo Demofonte immortale ponendolo di notte sulle fiamme del camino (povero!). Chiarito l'equivoco e scoperto di ospitare una dea, gli eleusini costruiscono per lei un tempio e Demetra vi si rifugia trascurando i suoi doveri, che erano quelli di far germogliare le messi, procurando così una terribile carestia

Zeus decide di intervenire, ma Demetra si rifiuta di far crescere i raccolti finché la figlia non fosse tornata. Allora Zeus invia Hermes negli inferi, ma l'astuto Ade fa mangiare a Persefone un seme di melograno, dolce come il miele, affinchè sentisse il desiderio di tornare da lui.

Infatti, viene deciso che Persefone resti sulla terra due terzi dell'anno e negli inferi come moglie di Ade per l'altro terzo. Demetra accetta il compromesso e i campi diventano nuovamente fertili. Torna a Eleusi e spiega agli abitanti che essi avrebbero dovuto da allora celebrare, in onore suo e di Persefone, i cosiddetti “misteri eleusini”, riti misteriosi (presumibilmente collegati alla propiziazione della dea per favorire i raccolti) in grado di dare la felicità.

Gian Lorenzo Bernini, ratto di Proserpina (1621-1622), Roma, Galleria Borghese