Cassettone firmato Bergamini, una doverosa rettifica
  Giugno 2018
   

 Nel giugno del 2016 abbiamo pubblicato un articolo relativo a un cassettone intarsiato in avorio con scene della vita di San Bruno (vedi) , sostenendo che si trattasse di un mobile ispirato ai lavori dell'ebanista piemontese Luigi Prinotto, ma probabilmente eseguito in ambito certosino da un non meglio identificato artefice che si firma Bergamini attivo tra Lombardia ed Emilia (Figura 1).

Figura 1

Nonostante qualche dubbio sulla grafia della firma, non era stato messo in discussione il fatto che si trattasse di un mobile del Settecento.
Senonché, nel febbraio del 2018, la redazione di Antiqua riceve una mail con la quale un artigiano, che preferisce restare anonimo, dichiara di aver realizzato il cassettone insieme al padre nel loro laboratorio in provincia di Verona.
Nelle loro intenzioni, non si trattava di creare un falso, ma, come una sorta di sfida, produrre un mobile di pregio in tutto e per tutto simile a un mobile antico, quindi utilizzando tecniche e materiali d'epoca.
A riprova di questa affermazione, ci veniva inviato un lucido con il disegno di un particolare dell'intarsio, la scena in cui san Bruno rifiuta l'Arcivescovato di Reggio, in modo poco provvido fotografato su un tappeto (Figura 2).

Figura 2


E Bergamini, dunque?
Il mistero si scioglie con una telefonata in data 19 marzo 2018, con cui ci viene comunicato che
Anna Bergamini è il nome della decoratrice che ha sfumato le placche in avorio.

 
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