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Pubblicato il 1 apr. 2011
 

 

Artefice ignoto, Presentazione di Cristo, lega di piombo e stagno, mm 84 x 113 Germania, Fiandre o Italia settentrionale, fine XVI secolo.


La placchetta rappresenta Cristo condotto in catene tra due personaggi, un sacerdote alla sua destra e un uomo con ampio cappello alla sua sinistra, seguito da un corteo in armi. Non è molto diffusa, un esemplare in argento cesellato e una sua replica di fattura mediocre sono a Brescia presso i musei civici, altre versioni sono segnalate a Monaco (Bayerische National Museum) e, genericamente, nei musei di Berlino. Altri tre esemplari compaiono, rispettivamente, su un catalogo d'asta del 1934 (Basilea, Munzhandlung), sul catalogo della collezione Imbert edito nel 1941 (tav. XXXV n. 3) e sul catalogo di un'asta Pandolfini del 1985 (tav. 9 n. 23).

La bibliografia più recente è costituita da:
F.Rossi, Musei Civici di Brescia. Placchette. Secoli XV-XIX, Neri Pozza, Vicenza 1974, p. 125-126 n. 210-211 (ill. p. 84 e 85)
R.Varese, Placchette e bronzi nelle Civiche Collezioni (Ferrara), Centro Di, Firenze 1975, p. 53 n. 42.

La critica concorda sull'epoca, fine del XVI secolo, ma non sulla provenienza: chi sostiene che sia tedesca, di stretta derivazione da Dürer, chi invece propende per l'Italia settentrionale, segnatamente per Cremona, in ragione di un accostamento all'opera del Beccaccino e dei Campi, a loro volta influenzati da stampe tedesche. Il riferimento andrebbe esteso alle Fiandre perché proprio a quest'ambito viene spesso associato il tema iconografico del Giudizio di Cristo, ripreso anche in diverse sculture lignee.
In realtà, nella nostra placchetta, il Cristo si presenta incatenato, ma privo della corona di spine e dei segni della flagellazione. Quindi, la definizione di “Ecce homo”, con cui questa placchetta è universalmente nota, non è esatta perché l'Ecce homo si riferisce all'episodio in cui Pilato, dopo la flagellazione e il coronamento di spine, mostra Gesù al popolo perché decida della sua sorte (Gv 19,5).
Dovrebbe pertanto trattarsi, piuttosto, di una delle tante “presentazioni” di Cristo il quale, dopo l'arresto, viene condotto davanti ad Hanna, a Caifa, a Pilato (una prima volta) e a Erode. Si pensa, in particolare, che la placchetta descriva la presentazione a Pilato (che non compare), presso il quale lo conduce l'assemblea del Sinedrio accusandolo di vari misfatti [“Tutta l'assemblea si alzò, lo condussero da Pilato e cominciarono ad accusarlo”. (Lc 23, 1 e 2); “... misero in catene Gesù, lo condussero e lo consegnarono a Pilato.” (Mc 15,1)], come sembra indicare la presenza accusatrice del sommo sacerdote alla destra del Cristo e la folla armata che segue.

In conclusione il rilievo in questione è una “Presentazione a Pilato” databile alla fine del XVI secolo. Non si può del tutto escludere una provenienza dall'Italia settentrionale, Lombardia o Veneto, ma il materiale impiegato nella fusione, una lega di piombo e stagno, induce a dare la precedenza a un'ipotesi di provenienza tedesca o fiamminga.

La stima è di euro 900-1.000

Nota: la placchetta è stata acquistata durante l’edizione 2010 di Samarcanda a Montichiari (Bs) presso l’antiquario Retrò di Manerbio (Bs) al prezzo di euro 300.

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