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Adorazione dei Magi
Lega di stagno e piombo, patina naturale, cm. 13 x 16,5
(Nord Europa o Italia settentrionale), fine XVI secolo.


L
a placchetta mostra la Sacra Famiglia all'interno di una capanna dal tetto spiovente mentre riceve l'omaggio dei Magi seguiti da un lungo corteo di uomini e animali, tra i quali si distinguono cavalli e cammelli; in alto, a sinistra, splende la cometa.
Di questa placchetta non sono noti altri esemplari pubblicati.
Il riferimento più stringente è a una placchetta in bronzo con l'Adorazione dei Magi che si conserva a Roma nel museo di Palazzo Venezia, per la quale viene proposta una provenienza dall'Italia settentrionale (Veneto-Emilia) e una datazione al XVI secolo.
Per quanto riguarda la placchetta in questione, si concorda sostanzialmente sulla datazione, spostandola però verso la fine del Cinquecento, ma si suggerisce una provenienza tedesca o fiamminga. Il motivo principale risiede nella natura del materiale impiegato, una lega di stagno e piombo che contribuisce ad accreditare un'origine nord europea.
Il soggetto dei Magi è molto antico (vedi approfondimento) e ha conosciuto numerose versioni sia in Italia che in Germania e nelle Fiandre. Il prototipo di questa versione, con il lungo corteo che si snoda alle spalle della scena principale, è forse il celeberrimo dipinto di Gentile da Fabriano (1423) che si conserva agli Uffizi, ma è durante il Cinquecento che se ne realizza il maggior numero di versioni, non solo dipinte, ma anche incise, scolpite in marmo, intagliate in legno, perfino impresse in cuoio e, naturalmente, anche fuse in metallo.
In ambito tedesco, tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo, troviamo questo soggetto in numerose incisioni di Schongauer, prima e Dürer, poi, spesso veicolo di diffusione per le arti decorative, ma in nessuna di queste incisioni trioviamo un riferimento puntuale per la placchetta in questione.
In assoluto, il dipinto che maggiormente le si avvicina, seppure in contropartita (ossia con la Sacra Famiglia sulla sinistra), è conservato nelle collezioni d'arte del Credito Emiliano ed è di Dionisio Calvart, un fiammingo molto attivo a Bologna dopo il 1560. Il soggetto è quello di tanti altri dipinti, ma troviamo diversi riferimenti, nella posizione dei Magi e soprattutto nei loro costumi, nel modo con cui Giuseppe si protende ad osservare la scena e altro ancora. Calvart è, come già detto, fiammingo e questo ci riporta nel nord dell'Europa, ma pare che questo dipinto in particolare lui lo debba alla sua formazione bolognese presso il pittore Prospero Fontana. Se quindi la nostra placchetta è tedesca o fiamminga, il suo legame con l'iconografia tardo rinascimentale italiana è strettissimo.

Nonostante la lega in cui è stata fusa la placchetta sia ritenuto meno nobile del bronzo, perchè più malleabile e soggetta a usura, trattandosi di un esemplare raro e molto ben rifinito di un soggetto piacevole, la stima è di euro 1.200.

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