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Placca in bronzo, diam. cm. 16
XIX sec.


La placchetta raffigura, in un contesto di alberi e montagne, un carro trainato da quattro cavalli sul quale un uomo barbuto trattiene una giovane dopo averla rapita, mentre una terza figura si afferra disperatamente a una ruota del carro.

E' la rappresentazione del mito di Persefone (Proserpina presso i romani), figlia di Demetra dea delle messi e di Zeus. Mentre si trovava a raccogliere fiori in compagnia delle figlie di Oceano (è probabilmente una di loro ad aggrapparsi al carro), viene attratta dal più bello di tutti: il narciso, ma, appena lo raggiunge, si apre la terra sotto i suoi piedi e compare il carro di Ade (re degli inferi, fratello di Zeus e quindi suo zio) che la rapisce e la conduce contro il suo volere nel regno sotterraneo per farne la sua sposa.

Il mito di Persefone/Proserpina è stato più volte rappresentato nella storia dell'arte, sia in questa versione con il carro trainato da cavalli (per confronto, si veda il dipinto parietale proveniente dalla tomba dei Nasoni, attualmente al British Museum di Londra), sia in quella resa celebre dal Bernini, che mostra Proserpina mentre si dibatte tra le braccia del suo rapitore, iconografia diffusa soprattutto in ambito manieristico e barocco perchè si prestava a mostrare la vistosa torsione dei corpi.

Questa placchetta è stata prodotta nella seconda metà dell'Ottocento sull'onda di un rinnovato interesse per l'arte classica mediata da quella rinascimentale. L'attuale modesta attenzione rivolta alle placchette antiche si manifesta, a maggior ragione, nei confronti di quelle “moderne”.

La stima, al momento, è perciò piuttosto contenuta, circa 100 euro.

 

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