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San Paolo, scultura lignea, tiglio, altezza cm. 44.
(Italia nord est o Germania), seconda metà del XVIII secolo


L
a scultura ritrae San Paolo come viene abitualmente raffigurato: un uomo barbuto e lievemente stempiato che regge nella mano destra la spada (mancante, l'originale doveva essere in metallo) e sotto il braccio sinistro il libro. La spada è un tipico attributo del santo perché è con essa che subì il martirio, il libro allude invece alle numerose epistole scritte alle diverse comunità cristiane.
Il legno di tiglio nel quale l'opera è intagliata conserva nel tempo un colore grigiastro; tuttavia, l'assenza pressoché totale di patina, fa pensare che la scultura fosse in origine ricoperta di uno strato di gesso, dipinta oppure dorata. A conferma di ciò, si possono rilevare tracce quasi impercettibili di gesso all'interno di piccoli fori o screpolature.
Si doveva trattare, in ogni caso, di uno strato molto sottile, dal momento che l'intaglio è piuttosto fine e la statua rifinita con cura in ogni sua parte.
Le dimensioni e le caratteristiche formali fanno pensare che potesse far parte di una macchina d’altare più complessa, forse un'iconostasi formata dalle statue degli apostoli. Per inciso, san Paolo non era originariamente un apostolo, ma viene “promosso” a tale rango in considerazione della sua importanza. L’iconostasi con stature di apostoli più famosa, in questo caso in pietra, è quella di Jacobello dalle Mesegne (1394) per la basilica marciana a Venezia, ma, per rifarci a tempi più recenti, citiamo i dodici apostoli lignei del museo di Feltre, provenienti dalla chiesa di San Gottardo e attribuiti a Francesco Terilli (1584 - 1635). Sculture lignee di questo genere potevano avere anche una diversa collocazione, ad esempio sulla sommità degli armadi da sacrestia. Si segnala, ad esempio, la presenza di alcune statue di questo genere nella sagrestia della chiesa prepositurale di San Vincenzo a Calcinato (Bs).
Per quanto concerne l'epoca, si propende per indicare la seconda metà inoltrata del XVIII secolo, poiché l'impostazione barocca, che caratterizza a lungo gli arredi ecclesiastici, qui pare già stemperarsi in una compostezza di stampo classicista.
Per quanto riguarda invece la provenienza, i confronti sopra evidenziati parrebbero circoscriverla all'area veneta, includendo le province di Bergamo e Brescia, facenti parte all'epoca della Serenissima. L'utilizzo del tiglio come legno d'intaglio, tuttavia, accrediterebbe l'ipotesi di una provenienza tedesca, allargando quindi il riferimento a un contesto territoriale più vasto, sebbene caratterizzato da motivi stilistici comuni.

La stima è di circa 1.800 euro.

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