Il Sileno pompeiano della fonderia Chiurazzi
di Bruno Ronzetti

  Pubblicato il 1 mar. 2016
   

Nel 1895 il pittore Enrico Lionne (Napoli 1865-1921) esegue un ritratto dello scrittore e giornalista Arnaldo Vassallo (1852-1906), alle cui spalle notiamo una riproduzione di una celebre scultura raffigurante Sileno che si trova presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (Figura 1).
Anche l'originale, che qui vediamo in una fotografia scattata dal fotografo Giorgio Sommer (1834-1914) (Figura 2),  è in bronzo e proviene da uno scavo effettuato a Pompei nel 1864 “in a house of no importance”, come ci informa quasi in presa diretta Henry Thomas Dyer (1804-1888) a pagina 287 del suo Pompeii, its History, Buildings and Antiquities, pubblicato a Londra nel 1868, (Nota 1).

Fig. 1 Lionne Enrico, Ritratto di Arnaldo Vassallo, 1985,
(Emporium, dicembre 1914, p. 239).
Fig. 2 Sommer Giorgio, Sileno, fotografia (Museo di Napoli), n. 5427.


Quella ritratta in secondo piano da Lionne è con tutta probabilità una delle tante copie in bronzo tratte dall'antico eseguite nella Fonderia Chiurazzi a Napoli a fine Ottocento e che saltuariamente compaiono sul mercato antiquario.
Ne mostriamo un esemplare che si trova però  in una collezione privata (Figura 3), in cui è evidente l'intenzione di trasformarlo in un candeliere, adattando una struttura metallica - recante dei bracci sui quali mettere le candele (Figura 3 bis)  - alla base circolare sorretta da Sileno. Nel caso specifico, riteniamo che la trasformazione sia stata così concepita fin dalla nascita di questo manufatto, databile agli inizi del Novecento, poiché Sileno e l'incastellatura aggiunta presentano la medesima patina.

Fig. 3 e 3 bis. Arteficie ignoto, Sileno, bronzetto, h cm. 55, inizi XX secolo, Fonderia Chiurazzi, Napoli, inciso alla base (Napoli, collezione privata).


Sia nell'originale pompeiano, sia nelle varie copie successive, Sileno regge un sostegno circolare, decorato con tre antefisse, dal quale esce un serpente. Parafrasando il già citato Henry Thomas Dyer, Sileno sembra barcollare (“seems to stagger”) sotto il peso che sta reggendo.

Ed è proprio Dyer, ancora nel suo Pompeii, a informarci che la funzione del Sileno in bronzo era quella di sostenere un vaso, quindi si tratta della montatura di un vaso che doveva essere ritenuto prezioso.

Sulla Fonderia e sul fondatore Gennaro Chiurazzi ci eravamo già intrattenuti a proposito di un Sileno ebbro in bronzo e ai possibili rapporti tra Chiurazzi e Mollica (Nota 2).

Vi si leggeva che l'idea geniale messa in atto da Gennaro Chiurazzi è stata quella di riprodurre fedelmente gli oggetti d'arte antica, ma l'intuizione originale era stata del suo maestro, lo scultore Pietro Masulli.

Tra l'altro si deve proprio a Masulli una delle prime versioni del Sileno. Un esemplare alto 61 centimetri, recante sulla base la scritta “P. Masulli. R.A.N. 1871” (Figura 4) è stato battuto a Londra da Christie's nel dicembre dello scorso anno (Nota 3).

Fig. 4
Masulli Pietro,  Sileno, bronzetto, h cm. 61, 1871,
Christie's Londra 15.12.2015 n. 170.

 

Note

[1]
Un interessante repertorio di immagini e testi del XVIII e XIX secolo su Pompei è reperibile nel sito Pompei. La fortuna visiva , mentre per gli oggetti conservati nel Museo Archeologico di Napoli (inclusi mosaici e dipinti murali) si veda il Catalogo.
[2]
Vedi Chiurazzi e Mollica, anche per quanto riguarda la distinzione tra Sileno, Fauno, ecc.
[3]
Abbiamo riportato quella che ci sembra la scritta corretta R.A.N., acronimo di Regio Albergo Napoli, piuttosto che B.A.M., come riferito da fonti della casa d'aste. A Pietro Masulli dedicheremo presto su Antiqua uno specifico contributo.

   
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