Bastone storico della guerra di Crimea

di Renzo Traballesi

  Pubblicato il 1 mar. 2015

 

All’interno delle arti decorative, un posto di sicuro rilievo assumono i bastoni, oggetti la cui produzione ebbe il massimo sviluppo nel secolo XIX. La produzione toccò ogni genere di materia, dall’avorio all’oro, dalle pietre preziose ai materiali più strani e stravaganti.
All’interno di questo mondo assumono particolare interesse i bastoni di arte popolare, bastoni generalmente monossili, ossia realizzati da un unico pezzo di legno, incisi o nella sola impugnatura o, più rari, anche su tutto il fusto.
Il bastone che voglio presentare è un bastone a valenza storica, recentemente acquisito sul mercato antiquario. Si tratta di un bastone monossile in bosso realizzato nel 1881 da Giovanni Caratti.

Bastone in bosso firmato Caratti Gio(vanni) e datato 1881, puntale in ferro, lunghezza cm 90.

Di questo artefice non sappiamo molto, esistono alcuni esemplari in collezioni private (se ne conoscono 8) che descivano varie vicende risorgimentali, alle quali potrebbe aver partecipato direttamente, come la Guerra di Crimea, alcune battaglie della II guerra di Indipendenza, la genealogia di rami cadetti dei Savoia e le distanze di varie città italiane da Milano.
Tutti hanno lo stemma sabaudo e quello della città di Alessandria.


L’impugnatura del nostro bastone raffigura la testa di un cavallo, così come una piccola testa di un altro cavallo scolpita a tutto tondo si trova nella sua parte bassa. Nella parte posteriore alta del bastone è raffigurato lo stemma di Alessandria.

Il bastone, ad esclusione della parte terminale dove sono incisi motivi decorativi vegetali, è suddiviso in sette sezioni, con numerose frasi scolpite minutamente, dove l’autore descrive l’intervento del Regno di Sardegna nella Guerra di Crimea.

La descrizione è in dialetto piemontese “mandrogn”, parlato nella della zona a sud del fiume Po fino ad Alessandria.

E' una storia interessante e tragica, raccontata in modo anche spiritoso, facendo spesso ricorso alla rima, da chi l'ha vissuta con orgoglio.

 

Bibliografia
Renzo Traballesi e Aldo Gerardi, Bastoni di Arte Popolare, Priuli e Verlucca, Torino, 2008.


Trascrizione e traduzione

Si riporta qui di seguito la trascrizione fedele del testo seguita da una traduzione che in qualche caso si è presentata particolarmente complessa al punto che alcuni passaggi (in rosso nel testo trascritto) restano pressochè indecifrati e altri sono di dubbia interpretazione. La trascrizione rispetta le sette sezioni in cui è suddiviso il bastone dall'impugnatura al puntale.

Trascrizione
 

DEL 1855
L’ARMATA SARDA ANDATA
AN ORIENTE IAN STUDIA TANTI
MANERE DA FEIE PIE LA STRA CA LE
SENSA PERE CARICANDIE S’CUI VAPUR
PER ANDE AN GUERA ACQUISTE UNOR 
QUAND SUN STAI AN’ALTO MAR
PENSUMA AMPO STI GENERAI CASUN;
TUTI CUNTE E BARUN A TRUVESE
AS S’PUSISIUN A SUN DISBA CHA BELA
CLAVA E PER CAMPESE PER LA BATAIA
SE SUBIT DASI LUCASIUN CL’HAN
TRUVA DEL BUN PUSISIUN AS SUN
RIVA AI 16 D’AGUST VER AI RUSSI
S’PORTU SUTA I SUN TACA LA ANT
CULA VAL CHL’ERA GIUSTA ANTAL DI

CIAR
I RUSSI 80 RAGIMENT SUN
CALA GI A FE I’PREPUTENT MA
IAN AVI CAUSA D’TURNE ANDRE
SA IERA BEN NENT LA STRA SENSA
MARCIAPE PERCHE NUI CUN NOSTRA
TRUPA GUAI AL MUND SAS’ PORTU SUTA
SA’ FUSU MAI PI TANTA FORSA MANC
AL DIAU VEN A CA NOSTRA E CUI
PLUFFER D’CUI CUSACC IAN DLA
BLAGA SENSA FACC SA CREDU DIESI
TESTI FI ENNI DA PARTIT A BITU
D’MIENNI MA I NOSTRERI BRASIGLIE
ANDO A CHIAIE D. MIENNI AI LA SU ADRE

ALARMI SOLDATI FUMMI CURAGI
CAVALCHE D.MONT E VALLADI PERCHE
AL PI CA RESTA D’MORT LE
SCUASI SEMPRE SUTTA AI FORT
ALE LA TUR D’MALA COFFO CA
ALERA UN MUNT DI PI GROS
E GUARNI CON D’BATTARIE
CHE PER PIELE AIE NENT DA
RIE SEBASTOPOLI LE STATA
NA GRAN BATALIA ANCHE I
RUSSI ALAN SMERDAIA
CUN RASUN A BSIOGNA AVEI

TORT
A BASE LA TESTA
E CEDI IL FORT A IE ANCURA
IL FORT AT CUSTANTINO CA
SUN COSI CA LAN MAI FEN
MA I FRANCES AS BATU TAN
CUN ARDIMENT CUN L’INTENSIUN
D’ANTREIE ANDRENT A’SUMA
FASSI IN GRAN ONUR DA
ALEATI CHIERU LA CUN FRU
NT A BATI DALLA TURCHIA
ALLA FRANSA E LINGELTETA

CHE I PIEMONTES
SUN BON AN
GUERRA SE LA
SAVOIA LA VA
ALA FRANSA E
NI ITALIA AIE
SPERANSA
D’RIUNILA AN
SEMA A NUI
PER STRENSI
PITANT

LIMPERATUR
E CHI CA LE CLA
FACC LITALIA A LE LA BATAIA
DLA CERNAIA > CUESTI SONO
I GENERALE CHE SI TROVANO NEL
CAMPO DI BATTAGLIA S. E. IL
GENERALE D’ARMATA ALFONSO
FERRERO DELLA MARMORA S. E. IL
GENERALE 1 DIVISIONE GIO
DURANDO 2 DIVISIONE S. E. IL
GENERALE TROTTI GIO

3 DIVISIONE S. E. IL
GENERALE ANSALDI
GIUSEPPE S. E. IL
GENERALE DI BRIGA
TA DELLA PRIMA
DIVISIONE MANFREDO
FANTI S. E. IL GENERALE
2 DIVISINE MOLAR GIO
S. E. IL GENERALE ENRICO
CIALDINI   FECE CARATTI GIO


Traduzione
 


ANDATA L’ARMATA SARDA
IN ORIENTE HAN STUDIATO TANTI
MODI DI FARGLI PRENDERE LA STRADA CHE E’
SENZA PIETRE CARICANDOLI SUI VAPORI
PER ANDARE IN GUERRA (AD) ACQUISTARE ONORI
QUANDO SONO STATI IN ALTO MARE
PENSIAMO UN PO’  QUESTI GENERALI CHE SONO
TUTTI CONTI E BARONI A TROVARSI
IN QUESTA POSIZIONE
SONO SBARCATI A BALACLAVA
E PER ACCAMPARSI PER LA BATTAGLIA
SI E’ SUBITO DATA L’OCCASIONE CHE HAN
TROVATO DELLE BUONI POSIZIONI SONO
ARRIVATI IL 16 DI AGOSTO DAVANTI AI RUSSI
SI PORTANO SOTTO E SONO APPOSTATI IN
QUELLA VALLE CHE ERA GIUSTA IN QUEL GIORNO DEL 1855

CERTO
I RUSSI (DELL’) 80º REGGIMENTO SONO
SCESI GIU’ A FARE I PREPOTENTI  MA
HANNO AVUTO MOTIVO DI TORNARE INDIETRO
SE NON C'ERA PROPRIO LA STRADA SENZA
MARCIAPIEDE PERCHE’ NOI CON LA NOSTRA
TRUPPA GUAI AL MONDO SE SI PORTANO SOTTO
SE CI FOSSE PIU' TANTA FORZA NEANCHE
IL DIAVOLO VIENE A CASA NOSTRA E QUEGLI
SBRUFFONI DI QUEI COSACCHI HANNO DELLA
VANTERIA SE CREDONO DI ESSERE [...]

ALLE ARMI SOLDATI FACCIAMOCI CORAGGIO
CAVALCATE MONTI E VALLATE PERCHE’
QUEL CHE PIU' RESTA DEI MORTI E’
QUASI SEMPRE SOTTO I FORTI
E' LA TORRE DI MALA COFFO CHE
ERA UN MONTE DEI PIU’ GROSSI
E DIFESO CON DELLE BATTERIE
CHE PER PRENDERLO NON C’E’ NIENTE DA
RIDERE SEBASTOPOLI E’ STATA
UNA GRAN BATTAGLIA ANCHE I
RUSSI SE LA SONO  CAVATA
CON RAGIONE BISOGNA AVERE

TORTO
ABBASSARE LA TESTA
E CEDERE IL FORTE E' C'E' ANCORA
IL FORTE DI COSTANTINO CHE
SONO COSE CHE NON HANNO MAI FINE
MA I FRANCESI SI SONO BATTUTI CON TANTO
ARDIMENTO CON L’INTENZIONE
DI ENTRARCI DENTRO CHE CI SIAMO
FATTI IN GRANDE ONORE DA
ALLEATI CHE ERAVAMO LA’ A CONFRONTO
A BATTERE DALLA TURCHIA
ALLA FRANCIA E ALL’INGHILTERRA

CHE I PIEMONTESI
SONO BUONI IN
GUERRA
SE LA
SAVOIA VA
ALLA FRANCIA  E
IN ITALIA C’E’
SPERANZA
DI RIUNIRLA
INSIEME A NOI
PER STRINGERCI
DI PIU’

L’IMPERATORE E CHI E' CHE HA
FATTO L’ITALIA E’ LA BATTAGLIA
DELLA CERNAIA> QUESTI SONO                         
I GENERALE CHE SI TROVANO NEL
CAMPO DI BATTAGLIA S. E. IL
GENERALE D’ARMATA ALFONSO
FERRERO DELLA MARMORA S. E. IL
GENERALE 1 DIVISIONE GIO
DURANDO 2 DIVISIONE S. E. IL
GENERALE TROTTI GIO

3 DIVISIONE S. E. IL
GENERALE ANSALDI
GIUSEPPE S. E. IL
GENERALE DI BRIGA
TA DELLA PRIMA
DIVISIONE MANFREDO
FANTI S. E. IL GENERALE
2 DIVISINE MOLAR GIO
S. E. IL GENERALE ENRICO
CIALDINI   FECE CARATTI GIO

 
 

Nota finale

Chi fosse interessato ad approfondire lo studio del bastone, avesse notizie su Gio. Caratti oppure
avesse qualche suggerimento per la traduzione, può scrivere ad Antiqua (info@antiqua.mi.it ) o
direttamente al dott. Renzo Traballesi (rentra49@libero.it)

 

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