Lampada di Chanukkà (english)
di Attilio Troncavini

Febbraio 2020
   

Presso il museo Bardini di Firenze si conserva un bassorilievo traforato in bronzo (Figura 1) che Tommaso Rago, estensore del catalogo del 2009 curato da Antonella Nesi, definisce “fregio” e lo ritiene il probabile coperchio, forse raccordato da un elemento non pervenuto, di un cofanetto rettangolare simile a quello che si trova nello stesso museo (Figura 2).

Fig. 1 - Giuseppe de Levi (bottega), Placca per una lampada di Chanukkà, bronzo, cm. 13,5 x 21, Firenze, Museo Bardini inv. 1722
(Nesi-Rago, Museo Stefano Bardini. I bronzetti e gli oggetti d'uso in bronzo, Centro Di, Firenze 2009).

Fig. 2 - Severo da Ravenna (bottega), Cofanetto, bronzo, cm. 6,8 x 24,4, Firenze, Museo Bardini inv. 932.


Entrambi i manufatti vengono datati al 1530-50 e attribuiti alla bottega di Severo da Ravenna.
Il cofanetto è plausibilmente da ritenere eseguito dalla bottega di Severo sulla base di confronti con opere rese note da Jeremy Warren e altri autori citate da Rago (nota 1).
Non è così per il “fregio” di cui alla Figura 1 che lo stesso Warren, nel 2014, svela essere la piastra di una chanukkià o lampada di Chanukkà (Hanukkha) (nota 2). Successivamente egli attribuisce l'oggetto a Giuseppe de Levi e alla sua bottega in una articolo pubblicato su The Burlington Magazine del novembre 2017 (CLIX pp. 880-885,  nota 19) dove cita un precedente lavoro di Charles Avery (nota 3).
Proprio la bottega di Giuseppe de Levi, il cui cognome denuncia l'appartenenza al popolo ebraico, era specializzata nella produzione di questi oggetti che risultano comunque piuttosto rari in Italia.

Chanukkà è la festa delle luci, in memoria della riconsacrazione del Tempio dopo la vittoria dei Maccabei sui greci nel 164 a.e.v. [d.C.] e la riedificazione dell'altare profanato. Si celebra dalla sera del 24 del mese di kislev al 2 del mese di tevet (dicembre). Dura otto giorni, durante i quali si accendono progressivamente le otto luci della chanukkià (Chaim Grade, La moglie del rabbino, 1974, ed. it. Giuntina Firenze, p. 203).
Mostriamo un esemplare in bronzo di provenienza galiziana, databile alla fine del XVIII secolo [Figura 3].

Fig. 3 - Lampada di Chanukkà, bronzo, cm. 23 x 16, Galizia, fine XVIII secolo, asta Hammersite n. 164 lotto 20554.


Purtroppo la scarsa conoscenza degli oggetti rituali della tradizione ebraica induce in errore anche gli studiosi più seri. Eppure la letteratura, anche in lingua italiana, non manca. Possiamo citare, ed esempio, il catalogo di una mostra tenutasi a Ferrara tra il 1988 e il 1989 che pubblica diversi esemplari di lampada di Chanukkà, tra le quali una lampada in ottone confrontabile per epoca e fattura a quella del Museo Bardini (Figura 4).

Fig. 4 -Lampada di Chanukkà, ottone, cm. 22,5 x 12, XVI secolo, Modena, coll. priv.
(AAVV, Arte e cultura ebraiche in Emilia-Romagna, catalogo della mostra, Ferrara 20.9.1988-15.1.1989, Mondadori, Milano 1988, p. 161 n. 91).

 

Note

[1]
Ci si riferisce al Doppiere a forma di sirena dell'Asmolean Museum di Londra (Jeremy Warren in Donatello e il suo tempo, Milano 2001, p. 167), al David del Louvre, replica di quello del National Museum of Scotland  (Warren 2001, op. cit. pp. 162-163), al cofanetto del Museo Correr di Londra (Katia Malatesta in Rinascimento e passione per l'antico. Andrea Riccio e il suo tempo, Trento 2008, pp. 388-389) e al cofanetto del Museo Civico Medioevale di Bologna (Tommaso Rago in Rinascimento … op. cit. pp. 390-391).

[2]
Jeremy Warren, Medieval And Renaissance Sculpture in the Ashmolean Museum. Volume 3. Plaquettes, 2014, n. 404.

[3]
Charles Avery, Joseph de Levis and Company: Renaissance Bronze-founders in Verona (Londra 2016).

 

 

 
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