Nuovi riferimenti iconografici per 2 placchette
di Attilio Troncavini

Pubblicato il 5 gen. 2015
   

E nostra abitudine tornare più volte sullo stesso argomento quando emerge qualche novità o viene rintracciato un nuovo riferimento. Il primo caso riguarda una placchetta in lega di stagno e piombo raffigurante un'Adorazione dei Magi ( Figura 1) che si presta egregiamente a festeggiare, seppure in ritardo, l'Epifania.

Fig.1- Adorazione dei Magi, placchetta in lega di stagno e piombo,
patina naturale, cm. 13 x 16,5 (Nord Europa o Italia settentrionale),
fine XVI secolo, Milano collezione privata
Fig. 2 - Adorazione dei Magi, olio, Fiandre (?), fine XVI secolo, Alba (Cn), collezione privata


Ce ne siamo già occupati nel gennaio 2011 ( Adorazione dei Magi ; per altri aspetti iconografici vedi anche:Rara placchetta con l'adorazione dei Magi ), giungendo a ipotizzare un'origine nord europea, segnatamente fiamminga, non solo per il tipo di materiale utilizzato nella fusione - poco consono alla tradizione italiana, molto utilizzato al Nord - ma anche per lo svolgimento del soggetto con riferimento ad alcuni capisaldi della pittura fiamminga.

Del tutto casualmente, presso una collezione privata nelle vicinanze di Alba (Cn), ci siamo imbattuti in un dipinto a olio di piccole dimensioni che siamo riusciti, purtroppo assai malamente, a fotografare. Esso riproduce quasi esattamente la scena raffigurata nella placchetta ( Figura 2).

A parte alcuni personaggi e animali che nella placchetta compaiono sullo sfondo, i personaggi sono nella medesima posizione, uguale è la capanna che ospita il presepe e anche la stella cometa in alto a sinitra nel cielo è la stessa.

Sebbene durante il Rinascimento alcune placchette, ancorché seriali, fossero divenute così famose da essere riprodotte in pittura e scultura, non sembra ipotizzabile che le due opere possano essere l'una il prototipo dell'altra. Il dipinto, in particolare non sembra eseguito da un pittore di qualità egregia. E' però innegabile che entrambe siano tratte da una stessa fonte. Potremmo pensare a un dipinto fiammingo non ancora identificato oppure perduto, dal momento che sono state fin'ora condotte ricerche iconografiche abbastanza accurate.

La seconda placchetta di cui vogliamo riparlare raffigura un'Annunciazione che nel febbraio 2013  avevamo definito di provenienza dall'Italia settentrionale e datato al XVII-XVIII ( Figura 3).

Fig. 3 - Annunciazione, placchetta in bronzo, cm 9,7x7,
Italia, XVII-XVIII secolo, Milano, collezione privata.
Fig. 4 - Carlo Maratti, Annunciazione, acquaforte, cm. 21,3 x 14,8
(Foto: http://it.wahooart.com/@@/8DP4H3-Carlo-Maratta-Annunciazione)


Ci eravamo in particolarmente soffermati sulla ricerca di una precisa fonte iconografica, concludendo che il modello era “... ancora da identificare, forse un'Annunciazione andata perduta, dipinta da uno dei Carracci o da un loro epigono”.
Oggi la fonte è stata meglio identificata in un'incisione di Carlo Maratti (Camerano, An, 1625 – Roma 1713). Si tratta di un'acquaforte di cui si conoscono diversi esemplari e tre disegni preparatori (Nota), mentre non è al momento nota alcuna opera pittorica di Maratti con lo stesso soggetto (Figura 4).
Il riferimento al Maratti potrebbe in definitiva sottrarre la placchetta all'ambito dell'Italia settentrionale, restituendola alla scuola romana, come sostenuto nel catalogo della collezione Imbert (Placchette italiane. Secolo XV-XIX, a cura di Eugenio Imbert con note di Giuseppe Morazzoni, Edizioni Luigi Alfieri, Milano 1941, tav. XXIX n. 2).

 

Nota

Per l'opera incisoria di questo artista, che è stato anche un rinomato pittore, tramandato spesso come Maratta a causa di una storpiatura avvenuta nel corso del XVIII secolo, il testo di riferimento è il seguente: Paolo Bellini, L'opera incisa di Carlo Maratti, Pavia 1977, che pubblica l'incisione e due disegni preparatori (cat. n. 9); vedi anche TIB (The Illustrated Bartsch), Vol. 47 I, p. 21 e ss. che però non ne pubblica alcuna immagine.


L'autore ringrazia il personale della Raccolta Bertarelli del Castello Sforzesco di Milano per la preziosa collaborazione.

 
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