Il santuario di Nostra Signora delle Grazie a Chiavari (Ge)

 

Nel bellissimo tratto di via Aurelia che porta da Zoagli a Chiavari, a destra della strada, in posizione leggermente elevata fronte mare, si trova una chiesa di grande interesse: il santuario di Nostra Signora delle Grazie. Poco nota agli stessi genovesi e incomprensibilmente ignorata dalla maggior parte dei turisti, costituisce una meta eccellente, soprattutto durante il periodo in cui le attività marine sono precluse (Figura 1).

Si ipotizza che un primo edificio sia stato fondato tra il XIII e il XIV secolo. Le prime notizie certe risalgono però a un atto notarile del 1416 ed è proprio agli inizi del XV secolo che la chiese assume la sua attuale configurazione.

Al XVI secolo risale il programma figurativo che fa di questa chiesa l'ennesimo esempio di “cappella Sistina” minore. Le sue pareti e il soffitto, infatti, sono interamente affrescati. In particolare, le pareti laterali sono opera di Teramo Piaggio (1485-1554), pittore di Zoagli, che le affresca tra il 1539 e il 1550.

Riceve l'incarico da un certo Franchini Vachiano, membro della famiglia Vaccà o Vaccari che all'epoca gestivano la fabbriceria del santuario. Nel 1550 gli stessi committenti fanno eseguire al ben più noto Luca Cambiaso (1527-1585), pittore nativo di Moneglia, un Giudizio Universale, collocato in contro facciata, che inevitabilmente rieccheggia quello michelangiolesco, terminata una decina di anni prima (Figura 2).

Gli affreschi che coprono le volte del soffitto sono ottocenteschi e non si distinguono in modo particolare, mentre all'interno vi sono almeno due opere che meritano una certa attenzione. Sull'altare troviamo una preziosa Madonna lignea databile agli inizi del XV secolo.

 

Un'opera certamente curiosa è un Ecce Homo dipinto su tela (c'è chi sostiene che sia una stampa su tela e che l'originale sia a Genova), collocato in cornice, alla sinistra di chi entra, su un inginocchiatoio che funge da sostegno.

La cosa più inquietante è che girando attorno al quadro, si nota che il retro è dipinto con la schiena del Cristo, tormentata e addirittura scarnificata dalle torture inflittegli, secondo un'iconografia inusuale. E' presumibilmente un'opera ottocentesca, legata a qualche confraternita dei flagellanti, che il crudo verismo induce a collocare in ambito iberico.

(info 339 - 1199821)

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Foto 3
Ecce Homo di anonimo pittore (spagnolo) del XIX secolo.
 
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Pubblicato il 1 nov. 2010
 
Figura 1
Scorcio dell'abside affrescato e altar maggiore
con la Madonna lignea.
Figura 2
Giudizio Universale di Luca Cambiaso in controfacciata.