UN MODELLO TORTONESE PER LO SCULTORE VALSESIANO
di Luca Pintori

Nell’ambito della mostra di Asti sulla scultura lignea tra Sei e Settecento è esposto un gruppo dell’Annunciazione, dubitativamente attribuito ad ignoto artefice valsesiano, costituito da una Madonna sorpresa e conturbata dall’arrivo dell’angelo e dall’angelo stesso, proveniente dalla parrocchiale dell’Annunziata di Borgo Tanaro (R. Vitello, Il teatro del sacro. Scultura lignea del Sei e Settecento nell’Astigiano, Silvana Ed., Cinisello B., Mi, 2009, p. 162).
Nella scheda che accompagna l’immagine del gruppo in catalogo, firmata da Andrea Rocco, si sostiene che il gruppo facesse parte di un grandioso altare ligneo “provvisto di un tabernacolo piramidale secondo un modello riferibile a maestranze valsesiane […] a cui rimandano l’impostazione e il carattere del modellato delle figure”. Secondo alcune testimonianze d’archivio, l’altare sarebbe stato portato a termine nel 1670, ma che il suo completamento avviene nel 1682 con gli affreschi della cupola e con una serie di sculture quasi coeve, definite “quasi colossali”, tra le quali sono da considerare anche le nostre.
Numerosi e circostanziati sono i riferimenti citati nella scheda: la Madonna annunciata della chiesa di San Giusto a Susa (G.Gentile, Documenti per la storia della cultura figurativa in Valle di Susa, in Valle di susa. Arte e storia dal XI al XVIII secolo, catalogo mostra, Torino 1977 pp. 43-81), la produzione dei Guala Molino di Mollia (G. Testori-S. Stefani Perrone, Artisti valsesiani. Artisti del legno. La scultura in Valsesia dal XV al XVIII secolo, Borgosesia 1985), le statue dei Sacri monti e le Madonne scolpite da Giovanni Mainoldo di Varallo (D. Sanguineti, Esempi statuaria lignea nel Biellese, in V. Natale, Arti figurative a Biella e a Vercelli. Il Seicento e il Settecento, Biella 2004 pp. 68-81). .

Annuncuazione del Fiamminghino

 

Ciò basta e avanza, ma, fuori dal campo della scultura lignea, ci piace segnalare un dipinto di ambito contiguo, un’Annunciazione di Giovan Mauro della Rovere detto il Fiamminghino (1571-1640) che si conserva a Tortona nella chiesa di Santa Maria Canale (V. Moratti-L.Rozzo, La chiesa di Santa Maria di Loreto: formazione, accrescimenti e dispersione di un patrimonio artistico, in AAVV, Arte e carte nella diocesi di Tortona, Provincia di Alessandria, Mario Gros Editore, s.d., p. 238).

Il dipinto era in origine collocato sull’altare della Serenissima Annunziata della Cattedrale per essere poi trasferito, dopo qualche spostamento, nella chiesa di Santa Maria di Loreto, sempre a Tortona, e, infine, nell’attuale ubicazione.