L'opera prima di un ebanista salernitano
di Andrea Bardelli

La possibilità di incrociare varie fonti consente di fare luce sulla personalità artistica di alcuni artefici del legno.
Lo scultore ed ebanista Fortunato Cafaro è ben noto agli abitanti del suo paese, Caggiano in provincia di Salerno, dove era nato il 4 giugno 1875 e morto il 17 marzo 1945. Di lui si dice fosse stato allievo del pittore salernitano Pasquale Avallone (1884-1965), affermazione del tutto discutibile se si osservano le rispettive date di nascita. Infatti, quella che viene considerata una delle prime opere di Avallone, esposta nella Pinacoteca Provinciale di Salerno, è stata dipinta nel 1903 quando il pittore aveva 19 anni e il nostro ebanista ne aveva 28 e, come vedremo, aveva già fatto le sue cose migliori.
La sua opera più importante è, appunto, il maestoso pergamo della Chiesa del Santissimo Salvatore del suo paese, portato a termine nel 1900, per la cui realizzazione le cronache ci dicono sia stato premiato nel 1921. E’ anche noto che nel 1913 Cafaro abbia fatto dono di una bara (sic) intarsiata, di fattura classicheggiante, ai confratelli del Santissimo Sacramento. Altre opere di gran pregio sono gelosamente custodite dai nipoti, fra le quali vi è un pannello raffigurante un episodio della Divina Commedia. Inoltre, alcuni mobili da lui finemente intarsiati, un letto a barca ed un cassettone in noce, già appartenuti a una famiglia caggianese, si trovano ora nella locanda Severino di Caggiano.
Solo grazie al ritrovamento di un suo mobile firmato è ora possibile avere più precise informazioni sugli inizi della sua carriera.
Si tratta di mobile altare (cm.150x70x280) pubblicato sulla rivista Cose Antiche del dicembre 2004 (Foto 1), all’interno del quale si legge su un cartiglio: “(Salute al lettore) Cafaro Fortunato di Giuseppe e Lucia Caggiano, nato il 4 giugno 1875 a Caggiano, fu educato e istruito nell’Orfanatrofio P.e U.a a Salerno, dal 2 Novembre 1883 fino al 6 giugno 1892; ritornato al patrio tetto, come prova della sua capacità, fece il suo primo lavoro costruendo la presente cappella al R.mo Arcip.e D. Felice De Cesare impiegando, per detta costruzione 5 mesi di continuo lavoro. Finì il 12 Gennaio 1899” (Foto 2).


Foto 1
Foto 2
© riproduzione riservata