La morte di Marcantonio

La storia di Fra Topolino
di Andrea Bardelli

In occasione di Bergamo Antiquaria 2007, presentiamo una tavola in legno intarsiato pirografato e dipinto, realizzata da Giulio Masnada che appone la sua firma per esteso, unitamente all’indicazione di Bergamo e a quella del numero dei pezzi (231) che compongono l’intarsio. La tavola misura 31,5 x 41, 5 cm. e raffigura la morte di Marcantonio, come conferma una scritta su retro che recita:“La morte di Marcantonio secondo Scexpir (sic)”. E’ stata presentata da Sotheby’s a Milano nel marzo del 2007 con una stima di appena 800-1200 euro. La didascalia contenuta nel catalogo, oltre ad attribuirla al secondo quarto del XIX secolo, precisava testualmente “Lo stile di questo ebanista bergamasco, fino ad ora sconosciuto, Giulio Masnada sembra accostarsi a quello del cremonese Giovanni Maffezzoli (1776-1818). In particolare il virtuosismo nella resa plastica del gruppo di figure che sorreggono Marcantonio può essere messo in relazione con quello Maffezzoli nei due pannelli lignei pubblicati da R. Valeriani in due Quadri Lignei di Giovanni Maffezzoli (1776-1818) Roma 2005. L’influenza dell’ebanista cremonese può essere inoltre ravvisata nell’abilità di resa della prospettiva architettonica e dallo scorcio e nei paesaggi chiaroscurali tra luce e ombra”. Confessiamo di non conoscere il lavoro di Valeriani e lo ammettiamo come una lacuna che cercheremo presto di colmare, ma ci domandiamo perché scomodare Maffezzoli per spiegare l’opera di un artefice che sconosciuto non è affatto. Bastava svolgere qualche ricerca per rendersene conto. Ma chi è Giulio Masnada ?

Giulio Masnada o Masnaga, come talvolta viene identificato, era meglio noto con il nomignolo di Fra Topolino per la sua bassa statura e l’aspetto minuto. Era nato nel 1852, pare ad Alzano Lombardo (BG), è quindi escluso che la tavola intarsiata di Sotheby’s possa essere databile al secondo quarto dell’Ottocento. Le cronache ne parlano come di uno straordinario intarsiatore, dotato di uno stile di vita che lo portava a vestire in modo eccentrico, ad assumere atteggiamenti tipici degli scapigliati e, soprattutto, a bere smodatamente.

La morte di Marantonio - particolare


Nel 1877, all’età di 25 anni, Giulio lavorava ad Alzano con il padre Giuseppe e si trovava impegnato in un intervento di restauro sugli arredi della Terza Sagrestia della Chiesa di S. Martino, opera dei Caniana. Poiché egli alternava l’attività di falegname e restauratore a quella di intarsiatore, ebbe l’idea di donare al parroco di S. Martino una tavola intarsiata raffigurante la “Fuga in Egitto”. Il dono venne apprezzato e gli fruttò due incarichi in tempi diversi. Il primo fu la realizzazione di sette medaglie intarsiate, raffiguranti i Sette Dolori di Maria Vergine, per i bancali della Cappella del Rosario, terminati nel 1882; il secondo, una serie di intarsi per la terza Sagrestia, ad integrazione dei quattro di mano dei Caniana. Per vari motivi di carattere personale, legati probabilmente alla vita sregolata, egli non riuscì a completare quest’ultima opera, realizzando solo sette tavole intarsiate e dipinte, databili ai primi anni del Novecento. Esse riprendono, con fondali semplificati, le incisioni di Dorè per la Bibbia del 1864 e riportano, nella parte bassa, un cartiglio con frasi tratte dai Vangeli, tutte tranne la prima che, probabilmente, è quella eseguita come saggio. Tutte le tavole sono firmate F.T., corrispondente allo pseudonimo Fra Topolino, di cui si diceva prima, adottato da Masnada dopo il 1903, particolare utile al fine della loro datazione. Giulio Masnada fu sempre ricercato per la sua straordinaria abilità di intarsiatore, ma, piuttosto che aderire alle richieste di numerose parrocchie, egli si accontentava di eseguire piccoli lavori di intarsio di soggetto profano, che vendeva ad alcune famiglie bergamasche in cambio di modeste somme di denaro.

Aveva aperto una bottega a Bergamo Alta in Via Porta Dipinta civico 6 e frequentava abitualmente l’osteria del Trani, luogo di ritrovo degli artisti dove si esibiva in splendidi ritratti di varie persone. Tra alterne vicende, realizzò comunque numerosi interventi in alcune chiese. Ad esempio, eseguì alcune tarsie per i banchi presbiteriali della Chiesa di S.Bartolomeo a Branzi in Val Seriana, così come le tarsie di due stalli presbiteriali e la parte ottocentesca di fondo del coro per la vicina parrocchia di S. Lorenzo in Fondra. Qui, sono certamente opera del Masnada le tarsie basse dei vari stalli che raffigurano scene idilliache di putti musicanti, realizzati ora su fondo chiaro, ora su fondo scuro e i due medaglioni degli stalli presbiteriali laterali. Nel medaglione dello stallo “in lato epistola” (1903) è riprodotta in miniatura l’Annunciazione del pittore brembano Francesco di Simone di Santa Croce del 1504, già nella Parrocchiale di Spino e ora all’Accademia Carrara; in quello dello stallo in “lato vangelo” è raffigurato S.Lorenzo (1906). Nella tarsia dello stallo centrale è raffigurato S. Pietro, ma la minor qualità del lavoro fa presumere l’intervento di collaboratori. Giulio Masnada morì il 26 novembre del 1926.

Bibliografia
M.G.Panigada “Alzano Lombardo. Basilica di S.Martino Vescovo.Le Sagrestie”. Clusone (BG) 2003
G.Berbenni-G.Calvi “Organo Taramelli 1789 (Parrocchia di San Lorenzo in Fondra). Grafo, Palazzago (BG) 2005

L’autore ringrazia particolarmente il prof. Giacomo Calvi, storico, e il sig. Efrem Colombo, responsabile dell’Archivio Parrocchiale di Alzano Lombardo.