Forse del Galli la ribalta di Modenatiquaria
di Andrea Bardelli
Foto 1

Nell’edizione 2008 di Modenantiquaria che si è conclusa di recente, l’antiquario Roberto Camellini ha presentato un cassettone a ribalta, definito di provenienza lombarda, 1730 circa (Foto 1). Si tratta di un mobile di indiscussa qualità, già pubblicato da Comolli Sordelli come mobile lombardo veneto della fine del XVI secolo (sic), custodito in una collezione privata milanese. Pensiamo invece che questa ribalta sia emiliana, per l’esattezza parmigiana, e che sia riconducibile a una serie di mobili pubblicati in varie occasioni

Foto 2

Il primo di cui si vorrebbe parlare è una ribata pubblicata da Cirillo e Godi, i quali la identificano come un mobile “marcato CR C 1505, portato (dai Savoia) da Colorno (PR) ad Alessandria fra il 18 settembre e il 23 ottobre 1862”(Foto 2).

Il mobile è stato anche pubblicato dalla Gabrielli tra gli arredi di Stupinigi.
Sebbene sia inequivocabilmente documentata la provenienza parmigiana di questo mobile, non ci sembrano del tutto convincenti i riferimenti fatti da Cirillo e Godi all’ebanista fidentino Giuseppe Gaibazzi – artefice che detti autori, per altro, ben conoscono avendone pubblicato diversi lavori – né, tanto meno, i confronti suggeriti con alcuni mobili pubblicati da altri autori, che hanno come tratto stilistico unificante il motivo della spalla triangolare, spesso arrotondata, ai lati del piano ribaltabile. In particolare, viene citato un cassettone a ribalta con alzata reso noto dal Colombo come bolognese, che ci pare più vicino a una serie di mobili pubblicati o apparsi sul mercato che si ritengono, più propriamente, di provenienza cremonese. Per quanto riguarda il confronto diretto tra la ribalta di Stupinigi e quella di Modena, la caratteristica forma della spalla, unita alla presenza di intarsi figurati su entrambe i mobili, depone invece a favore di una certa loro contiguità, pur nelle rimarchevoli differenze.

Foto 3

Sono invece nette le affinità tra la ribalta di Stupinigi e un mobile a due corpi pubblicato da Disertori, per quanto concerne sia la forma, sia il tipo di decorazione intarsiata, al punto da ipotizzare che essi provengano dalla stessa bottega.L’attribuzione all’ebanisteria bresciana, che a suo tempo era stata formulata, aveva sempre destato qualche perplessità e ci pare questa un’occasione propizia per porvi rimedio (Foto 3). E’ indubbio, per altro, che il modello con le spalle spioventi sia equamente diffuso nell’ambito cosiddetto “lombardo veneto”, soprattutto a Brescia e Cremona, e che gli esemplari parmigiani di cui stiamo discutendo subiscano proprio questo influsso, come giustamente evidenziano gli stessi Cirillo e Godi.

Foto 4

Tornando alla ribalta di Modenantiquaria, una volta suggerito l’ambito geografico di appartenenza, quello parmigiano appunto, non ci sembra azzardato affermare, per questo mobile in particolare, che l’artefice di riferimento possa essere il soragnese Giovanbattista Galli, del quale Cirillo e Godi pubblicano diversi esemplari. Tra di essi merita certamente di essere segnalato un cassettone, presentato in precedenza come napoletano, caratterizzato da una disposizione dell’intarsio sulla fronte molto simile a quello della ribalta in questione (Foto 4). Inoltre, l’intarsio che decora lo spigolo, tratto da motivi ornamentali di origine tedesca, è da considerare quasi una firma di questo artefice.

 

 

 

Bibliografia citata
 
A.Comolli Sordelli, Il mobile antico dal XIV al XVII secolo, Gorlich, Milano, 1967 p. 184 (per la ribalta di Modenantiquaria; il riferimento al XVI secolo è evidentemente un refuso che sta per XVII)
Giuseppe Cirillo-Giovanni Godi, Il mobile a Parma fra barocco e romanticismo, Parma 1983, p. 135 n.340 (per al ribalta di Stupinigi); p.109 n.254 (per il cassettone di Giovanbattista Galli, già Finarte 1981 p.77)
Noemi Gabrielli, Museo dell’arredamento Stupinigi. Torino 1988, seconda ristampa n.76 (ancora per la ribalta di Stupinigi).
S. Colombo, L’arte del legno e del mobile in Italia. Bramante, Milano 1981 n.509 (per un cassettone a ribalta con alzata)
A.-A.N. Disertori, Il mobile lombardo, De Vecchi, Milano 1992 p. 197 (per il mobile a doppio corpo confrontabile con la ribalta di Stupinigi)