Le schede di Antiqua.mi

Mobile vetrina impiallacciato e intarsiato
Misure: 112 x 58, h 182
Napoli, 1830 circa (Semenzato)

Mobile impiallacciato in palissandro, intarsiato e filettato in acero con elementi torniti e intagliati. Si tratta di un mobile composto di due parti. La parte superiore è vetrata sia sull’unica anta, sia sui fianchi ed è decorata con lesene tornite a forma di doppia colonna tortile; la parte inferiore è costituita da una bassa “console” dove spiccano una fascia traforata e alcuni decori intagliati. Le due fasce che delimitano la parte vetrata sono intarsiate con motivi di putti e cerbiatti entro sottili racemi fioriti, un decoro intarsiato di disegno assai più elementare si ripete sui sostegni anteriori e sulla pedana della “console”. La poca sintonia tra le due parti, sotto il profilo sia formale, sia decorativo, fanno pensare che si tratti di un mobile composito. Esso, tuttavia, presenta un motivo d’interesse nel fatto che un’iscrizione posta, al centro di un intarsio, riporta il nome dell’ebanista: Giovanni Romano, del quale, per altro, non si hanno altre notizie. Il mobile vetrina rientra nell’ambito della produzione genericamente dominata “Smith”- dal nome di un fantomatico ebanista d’origine inglese - che si diffonde a Napoli e in Sicilia durante gli anni ’30 dell’Ottocento. Il tipo d’intarsio è presente anche nella produzione di altre regioni, ma vi sono vari motivi che fanno propendere per una provenienza meridionale. Innanzi tutto l’uso del palissandro per l’impiallacciatura. Sono inoltre consueti nell’ebanisteria meridionale sia la forma della fascia traforata, sia quella arrotondata dei sostegni anteriori della “console” che ricorda i mobili spagnoli. Infine, la “grissinatura” che sottolinea il bordo della pedana compare spesso nei mobili napoletani della Restaurazione (A.B.)

   
:: HOME ::
Per approfondimenti: mobili@antiqua.mi.it