Secretaire impiallicciato

Scoperto un nuovo membro della famiglia Sangiorgi
di Anna Dellinavelli

Sulla rivista Antiquariato è stato di recente pubblicato un elegante secrétaire impiallacciato in radica di noce, con begli intarsi in mogano, palissandro, acero e bois de rose, pomelli in avorio e parti finemente intagliate, presentato da Antichità Zanon di Treviso. In uno spazio interno della struttura è riportata a matita, con una calligrafia di sapore “antico”, la scritta “Maretta Giuseppe lanno 1868”.
La bella esecuzione del mobile, nonché la firma e la data, mi hanno spinto a saperne di più.
Chi è dunque Maretta Giuseppe, attivo nella seconda metà dell’Ottocento?
Da ricerche effettuate, “Maretta” (in altri casi “Maretti”) dovrebbe essere un soprannome, di cui non ci è dato sapere l’origine, attribuito a una famiglia di ebanisti attivi a Faenza durante il Settecento e l’Ottocento.
Il “Dizionario degli artisti del legno attivi in Italia” di Paolo Cesari, infatti, a proposito di Sangiorgi Francesco - falegname carpentiere attivo a Faenza nel XVIII secolo e capostipite di una famiglia di ebanisti attivi a lungo in città - riferisce che era detto “Maretta”. Lo stesso Dizionario elenca il figlio Giuseppe, architetto ed ebanista, il quale eredita dal padre, oltre all’arte dell’ebanisteria, anche il soprannome “Maretta".

Firma Maretta GiuseppeEgli figura tra gli ebanisti più noti e all’avanguardia a Faenza nei primi due decenni dell’Ottocento, contribuendo ad imporre il nuovo gusto dell’epoca Direttorio e Consolato, preferendo, tuttavia, l’intaglio al decoro a tarsia. Altre notizie su Giuseppe Sangiorgi sono riportate nel volume “La Casa Faentina dell’Ottocento” di Ennio Golfieri: nel capitolo 16 “Casa emiliana” gli si attribuisce una cassa sarcofago, nel capitolo 19 “Casa Milzetti” un tavolo a muro con specchiera (1805-06).
Sappiamo, quindi, che un Giuseppe Sangiorgi è attivo a Faenza ai primi anni dell’Ottocento, ma, per evidenti motivi anagrafici, non può essere il nostro, attivo nel 1868. Il Dizionario di Paolo Cesari menziona solo un altro Sangiorgi, Pasquale, figlio di Giuseppe e suo successore, il quale realizza mobili di fine costruzione e riccamente decorati con essenze pregiate. Supponendo che Pasquale Sangiorgi abbia operato nel corso della prima metà dell’Ottocento, è altamente probabile che l’autore del nostro secretaire sia Giuseppe Sangiorgi junior, un figlio o un nipote di Paquale, che abbia rinnovato il nome del nonno. In attesa che qualche ricerca d’archivio sulla famiglia Sangiorgi lo possa confermare, possiamo dire di essere in presenza di un artefice inedito, pur sempre nell’ambito della bottega dei faentini “Maretta”, dalla cui tradizione non si discosta, sia per la scelta delle essenze lignee, sia per l’ottima esecuzione del mobile.


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