Mobili nei secoli

Seggiolone Luigi XIII, 1° metà sec. XVII

All'inizio del 600 e per tutta la prima metà del secolo, il seggiolone mantiene la stessa rigida impostazione del sedile cinquecentesco.
La principale novità consiste nella comparsa della tornitura, nel 500 limitata al solo sostegno del bracciolo, che durante il 600 si accentua notevolmente, soprattutto nelle gambe.
Questa caratteristica, che fa parlare di sedili "a rocchetto", diventa una delle peculiarità dello stile denominato Luigi XIII (1610-1643).
Tanto più ci si inoltra nel secolo, si passa da una tornitura semplicemente affusolata ad una tornitura più complessa.
Una seconda caratteristica, già presente in alcuni rari sedili di fine 500, consiste nel fatto che i montanti dello schienale assumono una leggera inclinazione, con il vantaggio di una seduta più comoda.
Schienale e seduta sono ora quasi sempre imbottiti e rivestiti di stoffa o cuoio anche se la prima tende ora a prevalere.
I montanti dello schienale sono uniti da traversi in legno dolce, come pure in legno dolce sono le fasce della seduta, e ciò per inchiodare più agevolmente il rivestimento che li ricopre interamente.
Nella seduta compaiono, per la prima volta, le cinghie.
I braccioli sono in genere rigidi, solo talvolta torniti. Alcuni sedili possono presentare braccioli leggermente mossi (una certa flessuosità compare già nel 500, ad esempio è presente nella Savonarola).
Le gambe sono rigide e, come già detto, spesso tornite. Una caratteristica che si afferma in quest'epoca è il raccordo interno che le lega, a forma di "H", un'altro elemento tipico dello stile Luigi XIII, che gli sopravvive fino alla fine del 600.

   
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