Cassettone a ribalta con alzata, presentato dall’antiquario napoletano Tuorlo durante l’edizione di Brixiantiquaria del 2003.

Forse tedesco il più bel trumeau bresciano di tutti i tempi
di Andrea Bardelli

Sul mercato antiquario è comparso in varie riprese un magnifico trumeau (Foto 1) presentato come bresciano e giudicato, come tale, il “più bello di tutti i tempi”. Se nessuno poteva metterne in dubbio la qualità, qualcuno degli addetti ai lavori aveva sollevato qualche perplessità, non meglio giustificata, circa la provenienza geografica. Forniamo, in proposito, qualche elemento di riflessione. Il mobile bresciano del Settecento non gode di alcuna letteratura specifica, né, tanto meno, sono emersi documenti in grado di identificare da quale o quali botteghe siano usciti tutti quei mobili che gli esperti, soprattutto di ambito locale, considerano “bresciani” senza ombra di dubbio. L’unico mobile bresciano di paternità certa è un cassettone intarsiato, eseguito nel 1769 nella “terra di Callino”, ossia a Calino in Franciacorta, da un non meno misterioso artefice Geronimo Gaia . Non è certamente questa la sede per sopperire alla mancanza di studi in materia, eppure vi sono caratteristiche stilistiche e costruttive (forma, disposizione delle radiche, intarsi) che consentono di identificare come “bresciane” alcune tipologie di mobili collocabili tra le matrici veneta e lombarda. I dubbi sollevati a proposito del trumeau in questione, a parte la malcelata invidia nei confronti del proprietario di “si tanto mobile”, derivavano dalla non perfetta aderenza di alcuni suoi caratteri a quelli considerati tipici. La questione era stata risolta accettando sostanzialmente la provenienza bresciana del trumeau e spiegando alcune discordanze con il livello di eccellenza del mobile, certamente realizzato per una committenza di rango e pertanto incline ad ogni genere di licenza.

Cassettone a ribalta con alzata, in AAVV, Enciclopedia storica dell’antiquariati, Melita, La Spezia 1988 p. 45 n. 33.

 

Desideriamo contribuire al dibattito, anche se con un certo ritardo, pubblicando l’immagine di un trumeau, di qualità altrettanto elevata, che presenta numerosi punti di contatto con il nostro. Non si tratta di riferimenti precisi, a parte la forma dei piedi che non pare essere una semplice coincidenza, quanto piuttosto di una certa “atmosfera” che caratterizza questo secondo mobile, al punto, che, se fosse comparso sul mercato antiquario italiano, con tutta probabilità sarebbe stato definito “bresciano”.
Questo mobile è stato pubblicato in un volume uscito a Praga nel 1968 a cura di una serie di studiosi delle arti decorative cecoslovacchi, tradotto in italiano nel 1988 con il titolo “Enciclopedia storica dell’antiquariato.
L’estensore del capitolo dedicato ai mobili, sulla cui serietà e buona fede non è lecito dubitare, lo definisce proveniente dall’Europa centrale. Lo proponiamo con la massima serenità, senza che la sua esistenza si dimostri decisiva al fine di comprovare la provenienza centro europea del primo mobile, anche se alcuni dei dubbi a suo tempo espressi acquistano nuovo vigore.
Basti pensare alle lesene che decorano gli spigoli del corpo superiore del nostro trumeau: esse non possono non far pensare a certi dettagli importati a Roma dagli ebanisti tedeschi e impiegati nella coeva mobilia capitolina. Per contro, potrebbe trattarsi dell’ennesima dimostrazione del forte debito stilistico della mobilia lombarda, ivi inclusa quella bresciana, nei confronti dell’ebanisteria tedesca.